Al 31 marzo 2026 nelle carceri italiane c’erano 2.804 donne, pari al 4,4 per cento della popolazione detenuta, a cui si aggiungono 22 ragazze negli istituti minorili. La maggior parte di queste donne, però, non è detenuta in carceri femminili: oltre l’80 per cento vive in sezioni femminili all’interno di carceri maschili. Con la chiusura del carcere di Pozzuoli in seguito al terremoto del 2024, in Italia sono rimasti solo tre istituti interamente femminili – Roma, Venezia e Trani – che ospitano meno di un quinto delle donne detenute. Per molte significa vivere una doppia marginalità, fatta di meno attività e meno opportunità di reinserimento sociale rispetto alla popolazione maschile, numericamente più ampia.
I dati emergono dal XXII Rapporto di Antigone, presentato il 19 maggio e realizzato attraverso 102 visite di monitoraggio svolte negli istituti penitenziari italiani. Antigone è un’associazione che da oltre quarant’anni si occupa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario.
I dati emergono dal XXII Rapporto di Antigone, presentato il 19 maggio e realizzato attraverso 102 visite di monitoraggio svolte negli istituti penitenziari italiani. Antigone è un’associazione che da oltre quarant’anni si occupa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario.