Lo scorso 27 dicembre il Senato ha approvato definitivamente la riforma della Corte dei conti, voluta dal governo e dai partiti che lo sostengono per ridurre la pervasività dei controlli dei magistrati e rendere più rapide ed efficienti le decisioni amministrative e gli investimenti pubblici.
È così che la riforma è stata presentata dai suoi sostenitori. Ma per capire se queste promesse trovino davvero riscontro nelle norme approvate, abbiamo esaminato il testo finale e le audizioni degli esperti e dei soggetti istituzionali ascoltati in Senato.
In breve, alcune misure vanno nella direzione indicata dal governo, altre invece sollevano preoccupazioni e chiamano in causa il ruolo di garanzia della Corte e l’efficacia dei suoi strumenti di controllo.
È così che la riforma è stata presentata dai suoi sostenitori. Ma per capire se queste promesse trovino davvero riscontro nelle norme approvate, abbiamo esaminato il testo finale e le audizioni degli esperti e dei soggetti istituzionali ascoltati in Senato.
In breve, alcune misure vanno nella direzione indicata dal governo, altre invece sollevano preoccupazioni e chiamano in causa il ruolo di garanzia della Corte e l’efficacia dei suoi strumenti di controllo.