In occasione del 25 aprile, giorno della festa della Liberazione dal nazifascismo, tornano ciclicamente nel dibattito pubblico le polemiche sulle dichiarazioni, o sui silenzi, degli esponenti politici di destra. Al centro dello scontro c’è da tempo il significato della ricorrenza: da un lato c’è chi ne sottolinea il valore simbolico, legato alla fine del fascismo, al ritorno della democrazia e alla nascita della Repubblica; dall’altro c’è chi ritiene che il 25 aprile sia stato nel tempo associato soprattutto a una parte politica e che, per questo, risulti “divisivo”.
Quest’anno a riaccendere la discussione è stato Roberto Vannacci, fondatore e leader di Futuro Nazionale. «Il 25 aprile io festeggio San Marco», ha dichiarato qualche giorno fa l’ex generale durante l’inaugurazione di una sede del partito a Napoli, riferendosi alla ricorrenza del patrono di Venezia. «Quando la Liberazione diventerà una festa unitaria, che unisce tutti gli italiani, scenderemo in piazza tutti quanti», ha aggiunto. In un’intervista all’Adnkronos, l’ex generale ha poi spiegato di volere «una riconciliazione vera, capace di onorare tutti i caduti, al di là delle divise, di chi era partigiano o repubblichino, di chi era da una parte o dall’altra», confermando che non avrebbe celebrato il 25 aprile.
Quello di Vannacci, però, non è un caso isolato. Negli anni anche diversi esponenti della destra oggi al governo hanno espresso posizioni simili sul 25 aprile. Per esempio, il 21 aprile il presidente del Senato Ignazio La Russa, esponente storico di Fratelli d’Italia, ha ricordato che quando era ministro della Difesa, durante il quarto governo Berlusconi, aveva reso omaggio ai partigiani e, poi, in forma privata, anche ai caduti della Repubblica Sociale Italiana. Si tratta dei sostenitori del regime instaurato da Benito Mussolini tra il settembre 1943 e l’aprile 1945 nei territori del Centro e Nord Italia occupati dalla Germania nazista. «Secondo me era un momento doveroso di una pacificazione che, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa. E lo rifarei», ha dichiarato.
Insomma, al di là degli episodi più recenti, il 25 aprile – istituito festa nazionale nel 1946 – è da anni una ricorrenza al centro di polemiche politiche e discussioni pubbliche. Come hanno spiegato i nostri colleghi di Facta, intorno alla festa della Liberazione circolano online contenuti falsi, veicolati in alcuni casi anche da esponenti politici. Allo stesso tempo, osservando le recenti prese di posizione della destra, emerge un cambiamento significativo nell’approccio alla ricorrenza, soprattutto da quando Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sono al governo.
Quest’anno a riaccendere la discussione è stato Roberto Vannacci, fondatore e leader di Futuro Nazionale. «Il 25 aprile io festeggio San Marco», ha dichiarato qualche giorno fa l’ex generale durante l’inaugurazione di una sede del partito a Napoli, riferendosi alla ricorrenza del patrono di Venezia. «Quando la Liberazione diventerà una festa unitaria, che unisce tutti gli italiani, scenderemo in piazza tutti quanti», ha aggiunto. In un’intervista all’Adnkronos, l’ex generale ha poi spiegato di volere «una riconciliazione vera, capace di onorare tutti i caduti, al di là delle divise, di chi era partigiano o repubblichino, di chi era da una parte o dall’altra», confermando che non avrebbe celebrato il 25 aprile.
Quello di Vannacci, però, non è un caso isolato. Negli anni anche diversi esponenti della destra oggi al governo hanno espresso posizioni simili sul 25 aprile. Per esempio, il 21 aprile il presidente del Senato Ignazio La Russa, esponente storico di Fratelli d’Italia, ha ricordato che quando era ministro della Difesa, durante il quarto governo Berlusconi, aveva reso omaggio ai partigiani e, poi, in forma privata, anche ai caduti della Repubblica Sociale Italiana. Si tratta dei sostenitori del regime instaurato da Benito Mussolini tra il settembre 1943 e l’aprile 1945 nei territori del Centro e Nord Italia occupati dalla Germania nazista. «Secondo me era un momento doveroso di una pacificazione che, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa. E lo rifarei», ha dichiarato.
Insomma, al di là degli episodi più recenti, il 25 aprile – istituito festa nazionale nel 1946 – è da anni una ricorrenza al centro di polemiche politiche e discussioni pubbliche. Come hanno spiegato i nostri colleghi di Facta, intorno alla festa della Liberazione circolano online contenuti falsi, veicolati in alcuni casi anche da esponenti politici. Allo stesso tempo, osservando le recenti prese di posizione della destra, emerge un cambiamento significativo nell’approccio alla ricorrenza, soprattutto da quando Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sono al governo.