La RAI chiuderà RAI Scuola

Ma solo il canale televisivo, che verrà sostituito da uno dedicato ai territori italiani, mentre i suoi contenuti saranno spostati online
ANSA
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Da mesi la RAI sta attraversando una serie di polemiche che hanno coinvolto anche il mondo della politica. Prima sono arrivate le dimissioni di tutti i componenti della Commissione di Vigilanza RAI, poi le indiscrezioni sulla possibile sostituzione del giornalista Sigfrido Ranucci alla conduzione di Report. Ora al centro delle discussioni è finita RAI Scuola.

Dal 1° ottobre, infatti, il canale del servizio pubblico dedicato alla formazione scolastica non sarà più visibile al numero 57 del digitale terrestre, ma i suoi contenuti continueranno a essere disponibili online. Al suo posto la RAI lancerà “Italiana”, un nuovo canale dedicato ai territori italiani.

La decisione ha provocato le proteste delle opposizioni. Il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, chiedendo al governo se intenda intervenire per mantenere il canale. «Quei contenuti potevano essere utili anche a chi non va più a scuola, nell’ottica dell’istruzione permanente. Si poteva investire per qualificarli, invece si è scelto di togliere il canale», ha detto a Pagella Politica Irene Manzi, deputata e responsabile Scuola del PD.
Le critiche sono arrivate anche dal Movimento 5 Stelle. Barbara Floridia, senatrice del partito e fino a luglio presidente della Commissione di Vigilanza RAI, ha invitato a non considerare «questa decisione come un episodio isolato» e ha scritto che «il centrodestra ha deciso di occupare il servizio pubblico». Fratelli d’Italia, al contrario, ha definito una «fake news» la notizia della chiusura di RAI Scuola.

Ma quindi RAI Scuola sta davvero chiudendo? Vediamo che cosa ha deciso l’azienda e che cosa cambierà concretamente.

La decisione della RAI

In realtà, la decisione della RAI è nota da settimane. Il 17 e 18 giugno il Consiglio di amministrazione ha approvato il progetto “RAI Play Scuola e Learning”, parlando esplicitamente di un superamento del «modello lineare di RAI Scuola» e della nascita di «una piattaforma digitale integrata».

Il progetto prevede di raccogliere in un’unica offerta contenuti educativi, produzioni di RAI Cultura e materiali delle teche RAI. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è «rispondere alle esigenze dei nativi digitali», puntando quindi su una fruizione soprattutto online. In altre parole, RAI Scuola non cambierà semplicemente nome. Da inizio ottobre non sarà più disponibile come canale del digitale terrestre, mentre i suoi contenuti continueranno a essere disponibili principalmente su RaiPlay, la piattaforma di streaming online del servizio pubblico.

In parte, però, questo modello esiste già. Su RaiPlay è presente una sezione “Learning” che raccoglie programmi e lezioni dedicate a materie come storia, letteratura, filosofia, scienze, geografia e inglese. La novità non è quindi l’arrivo dei contenuti di RAI Scuola su internet: oggi l’offerta televisiva e quella digitale convivono, mentre tra poco più di un mese resterà soltanto la seconda, che – a detta dell’azienda – sarà rafforzata.

Gli ascolti di RAI Scuola

A sostegno della decisione, la RAI ha citato soprattutto i bassi ascolti televisivi di RAI Scuola. Secondo i dati diffusi dall’azienda, nel 2024 il canale ha registrato uno share medio dello 0,14 per cento, sceso allo 0,13 per cento nel 2025 e tra lo 0,09 e lo 0,10 per cento nei primi mesi del 2026. Per la RAI, questi numeri mostrano «i limiti della televisione lineare» nel raggiungere il pubblico scolastico.

Bisogna chiarire però che lo share indica la percentuale di spettatori di un canale rispetto al totale delle persone che in quel momento stanno guardando la televisione. Non dice quindi quanti studenti, insegnanti o scuole abbiano utilizzato complessivamente i contenuti di RAI Scuola, né misura la loro diffusione online. A fronte di un pubblico televisivo ridotto, i dati sul gradimento dell’offerta digitale sono più positivi. Nell’ultima rilevazione Qualitel, pubblicata a giugno, RAI Scuola ha ottenuto un voto medio di 8 su 10, poco sotto l’8,1 di RaiPlay e RAI Cultura. Il dato non misura la dimensione del pubblico, ma segnala comunque un buon livello di gradimento dell’offerta digitale.

Il problema secondo la RAI riguarderebbe quindi soprattutto il modo in cui questi contenuti raggiungono il pubblico. Già a giugno l’azienda aveva parlato di un «ecosistema on-demand tra aula e casa», pensato per adattarsi meglio alle modalità con cui i più giovani accedono ai contenuti.

Eppure è proprio l’uso degli ascolti come argomento a essere particolarmente contestato dai partiti di opposizione. «Quando si parla di cultura e istruzione, l’obiettivo del servizio pubblico non dovrebbe essere fare share», ha aggiunto Manzi. Secondo la deputata del PD, la scelta è peraltro ancora più discutibile perché al posto di RAI Scuola arriverà “Italiana”.

Il canale del “made in Italy”

Il 25 agosto la RAI ha risposto alle polemiche sostenendo che «RAI Scuola non chiude», ma «evolve». Secondo l’azienda, la funzione educativa e divulgativa del canale sarà infatti mantenuta attraverso una diversa distribuzione dei contenuti e una «presenza più forte su RaiPlay».

A scomparire, quindi, sarà RAI Scuola come canale autonomo del digitale terrestre. La RAI non rinuncerà però al numero 57, che dal 1° ottobre sarà occupato da “Italiana”, un nuovo canale tematico dedicato al racconto dei territori del Paese. Secondo la presentazione pubblicata dalla RAI, la programmazione sarà incentrata su borghi, paesaggi, artigianato, imprese, made in Italy, natura, enogastronomia, turismo e cultura popolare. L’obiettivo dichiarato è valorizzare «l’identità italiana sui territori». Almeno nella prima fase, “Italiana” trasmetterà soprattutto un’«offerta di ribattuta», cioè programmi già realizzati e presenti negli archivi della RAI. Successivamente dovrebbero essere aggiunti rimontaggi, nuove produzioni e alcuni spazi in diretta.

Dal 1° ottobre, insomma, RAI Scuola non sarà più visibile come canale televisivo sul digitale terrestre. I suoi contenuti non dovrebbero però scomparire: secondo i piani della RAI, continueranno a essere disponibili nell’offerta digitale del servizio pubblico, soprattutto su RaiPlay. Al numero 57 resterà invece un canale televisivo tematico, ma con una programmazione completamente diversa.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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