In Commissione di vigilanza RAI non è rimasto più nessuno

In poche ore si sono dimessi prima i parlamentari di opposizione e poi quelli di maggioranza. Il motivo riguarda lo stallo sulla nuova presidente RAI
ANSA
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Nella giornata di giovedì 2 luglio tutti i parlamentari che compongono la Commissione di vigilanza RAI, compresa la presidente Barbara Floridia (Movimento 5 Stelle) hanno lasciato il loro incarico. 

Nella mattinata si erano dimessi per primi i parlamentari delle opposizioni insieme a Floridia. Nel pomeriggio, in risposta alle dimissioni delle opposizioni, si sono dimessi tutti i parlamentari di centrodestra che compongono la commissione, lasciando per la prima volta nella storia la Commissione di vigilanza RAI senza nessun componente e di fatto inattiva. 

La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, nota come Commissione di vigilanza RAI, è un organo bicamerale formato da 42 parlamentari (21 deputati e 21 senatori), e ha diversi compiti, tra cui confermare il presidente del Consiglio di amministrazione della RAI ed esercitare funzioni di controllo sul servizio pubblico radiotelevisivo. Le sue attività però sono quasi del tutto bloccate da oltre un anno e mezzo. Alla base dello stallo c’è la conferma mai avvenuta finora della nomina del nuovo presidente della RAI.

La lettera delle opposizioni

In una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana e al presidente del Senato Ignazio La Russa, i parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva hanno giustificato la scelta di dimettersi alla luce del «punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare». «La perdurante paralisi delle attività dovuta a ragioni tutte interne alle forze politico parlamentari della maggioranza, ha di fatto svilito il ruolo della Commissione e inferto un ulteriore durissimo colpo all’azienda RAI. Paralisi dovuta ad un atto di arroganza della stessa maggioranza con l’indicazione di un presidente a dispetto del quadro normativo e di ogni forma di buonsenso. Una forzatura che ha innescato il “sequestro politico” della Commissione impendendone il normale funzionamento», si legge nella lettera firmata dai deputati e dai senatori di opposizione.

Il riferimento è proprio al blocco della Commissione di vigilanza RAI, che secondo le opposizioni sarebbe stato causato finora dal centrodestra. La paralisi è cominciata a settembre 2024, quando l’organismo avrebbe dovuto ratificare a maggioranza qualificata, cioè con due terzi dei componenti, la nomina del nuovo presidente della RAI. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti aveva indicato per la carica Simona Agnes, figlia dell’ex direttore generale della RAI Biagio Agnes. I partiti di centrodestra da soli, però, non dispongono dei voti necessari per raggiungere la maggioranza dei due terzi necessaria a eleggere Agnes. 

I partiti di opposizione, non essendo stati coinvolti nella scelta, hanno deciso di non collaborare al voto per arrivare alla nomina della candidata. Data l’assenza dei voti necessari, il 9 ottobre 2024 il centrodestra aveva deciso di disertare i lavori della commissione incaricata di programmare il voto. La presidente Floridia aveva quindi fissato la votazione per l’11 ottobre, ma anche in quella data la maggioranza aveva scelto di non votare, così come nell’appuntamento successivo fissato per il 16 ottobre. 

Per evitare una bocciatura formale di Simona Agnes, i parlamentari di maggioranza hanno dunque iniziato a disertare sistematicamente le convocazioni della commissione, in modo tale da prendere tempo per negoziare i voti necessari per la sua nomina. Nel mentre, la Commissione di vigilanza si è sostanzialmente bloccata.

Lo sciopero della fame

Nel tentativo di sbloccare la situazione, lo scorso 15 maggio il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti aveva iniziato uno sciopero della fame, diventato poi uno sciopero della sete, e culminato con un “autosequestro” alla Camera: «Contro il sequestro della Commissione di vigilanza RAI da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento dallo sciopero della fame a quello della sete», aveva annunciato Giachetti, mentre si ammanettava al proprio banco dell’aula parlamentare. L’occupazione si è conclusa poi cinque ore dopo, quando il centrodestra ha accontentato la richiesta del deputato: convocare il 27 maggio una seduta della Commissione di vigilanza. «Abbiamo a cuore la salute dell’onorevole Roberto Giachetti, di cui non condividiamo le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questa forma di lotta ma ha il nostro rispetto sia umano che politico. Per questo ribadiamo che siamo disponibili a garantire il numero legale nella prossima seduta della commissione», aveva fatto sapere la maggioranza in una nota. 

La maggioranza non ha però dato seguito a questa promessa per confermare il presidente della RAI. Così, oggi, gli esponenti delle opposizioni che fanno parte della commissione hanno deciso di dimettersi. «Da quasi due anni le forze che sostengono il governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla presidenza della RAI. Il blocco dunque non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali. Non per divergenze sul merito delle questioni. Ma solo per ricatto», ha scritto sui social l’ormai ex presidente della Commissione di vigilanza Floridia. Per contro, intervista da Adnkronos, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha rispedito l’accusa di stallo alle opposizioni. «La paralisi è colpa della sinistra e della sua pregiudizievole opposizione alla designazione della Agnes, persona indipendente dai partiti», ha detto Gasparri, secondo cui lo stallo nasce in sostanza dalla indisponibilità delle opposizioni a votare la presidente voluta dal centrodestra.

Le dimissioni della maggioranza

Nel tardo pomeriggio di oggi è arrivata poi a Fontana e La Russa la lettera con cui gli esponenti della maggioranza, in risposta a quelli delle opposizioni, hanno annunciato a loro volta le dimissioni. «Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di vigilanza RAI che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla RAI, che prevede una maggioranza a due terzi per eleggere il presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare», si legge nella lettera dei partiti di centrodestra, ossia Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati.

Non è chiaro cosa succederà ora alla Commissione di vigilanza RAI. Il regolamento prevede che se uno o più membri si dimettono devono essere sostituiti. I sostituti devono essere indicati ai presidenti di Camera e Senato dai partiti da cui provengono i parlamentari dimissionari. In questo caso, però, dovrebbero essere sostituiti tutti i membri della commissione, ed è assai improbabile che questo avvenga visto che tanto la maggioranza quanto le opposizioni non sembrano più disponibili a partecipare ai lavori.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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