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Salvini esagera sugli sbarchi «azzerati» quando era ministro

| 26 agosto 2022
La dichiarazione
«[Con me ministro] abbiamo azzerato gli sbarchi»
Fonte: Dritto e rovescio | 25 agosto 2022
 ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
Verdetto sintetico
Il leader della Lega esagera.
In breve
  • Tra il 1° giugno 2018 e il 4 settembre 2019, quando Salvini era ministro dell’Interno, sono sbarcati poco più di 15 mila migranti, un numero in calo rispetto agli anni prima. TWEET
  • La riduzione degli arrivi era già iniziata dopo i criticati accordi di Marco Minniti con alcune fazioni libiche. TWEET
  • Tra il 2020 e il 2022 il numero degli sbarchi è tornato a salire, con numeri ancora inferiori a quelli registrati tra il 2014 e il 2017. TWEET
Il 25 agosto, ospite a Dritto e rovescio su Rete 4, il leader della Lega Matteo Salvini ha rivendicato (min. 23:12) un risultato raggiunto quando è stato ministro dell’Interno: quello di aver «azzerato gli sbarchi» dei migranti irregolari sulle coste dell’Italia. 

Questo è uno dei cavalli di battaglia del leader della Lega: numeri alla mano, è vero che con Salvini ministro gli sbarchi si sono ridotti, proseguendo un calo iniziato già con il governo precedente, ma non si sono mai azzerati.

Gli sbarchi con Salvini ministro

Salvini è diventato ministro dell’Interno del primo governo Conte il 1° giugno 2018 ed è rimasto in carica fino al 4 settembre 2019. Durante il suo mandato, il leader della Lega ha più volte sostenuto che la sua strategia per la gestione degli sbarchi fosse quella dei “porti chiusi”: alla prova dei fatti, questo era più uno slogan che una reale chiusura dei porti. 

In generale, è inoltre difficile stabilire con certezza e precisione un nesso di causa-effetto tra i cambi di governi, le politiche e l’andamento degli sbarchi. Le variabili che influiscono sul fenomeno sono molte e spesso difficili da quantificare (si pensi, per esempio, alle tensioni civili nei Paesi del Nord Africa o alla pandemia di Covid-19).

Numeri alla mano, vediamo qual è stato l’andamento degli sbarchi di migranti irregolari durante l’intero mandato del leader della Lega al Ministero dell’Interno.

Nei 15 mesi con Salvini ministro, l’immigrazione irregolare non si è mai «azzerata». Secondo le rilevazioni del Ministero dell’Interno, con il primo governo Conte sono arrivati via mare 15.029 migranti (qui sono consultabili i dati relativi al 2018, qui quelli relativi al 2019), una media di circa mille al mese. L’andamento degli arrivi è prima calato quasi costantemente fino a febbraio 2019, per poi risalire in primavera ed estate. Insomma, è evidente in base ai numeri che anche durante il mandato di Salvini l’immigrazione irregolare via mare non era stata azzerata.

Come ha sottolineato correttamente di recente lo stesso leader della Lega, è vero però che negli ultimi anni gli sbarchi sono tornati ad aumentare. Secondo i dati più aggiornati, tra il 1° gennaio e il 24 agosto 2022 sono sbarcati in Italia 51.330 migranti irregolari, contro i 37.167 dello stesso periodo del 2021 e i 17.500 del 2020.

Questi numeri restano ancora lontani da quelli registrati tra il 2014 e il 2017, quando in quattro anni erano arrivati circa 625 mila migranti. Il calo degli sbarchi era iniziato comunque prima che Salvini diventasse ministro dell’Interno, a partire dall’estate del 2017, dopo che l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti (Partito democratico) aveva sottoscritto accordi con le fazioni libiche, molto criticati da alcune organizzazioni umanitarie per le condizioni in cui venivano trattati i migranti.

Ricapitolando: possiamo dire che Salvini ha proseguito nel solco di quanto fatto dal suo predecessore e abbia ridotto ulteriormente l’immigrazione irregolare via mare, senza però mai «azzerarla» del tutto.

Il verdetto

Secondo Matteo Salvini, quando è stato ministro dell’Interno, tra il 1° giugno 2018 e il 4 settembre 2019 aveva «azzerato gli sbarchi» di migranti irregolari sulle coste italiane. Numeri alla mano, il leader della Lega esagera: è vero che con Salvini ministro il numero degli sbarchi è calato rispetto agli anni prima, seguendo comunque un trend di decrescita già iniziato con il precedente governo, senza però che gli arrivi si azzerassero.

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