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Salvini dimentica che la protezione speciale l’ha introdotta lui

| 17 aprile 2023
La dichiarazione
«La protezione speciale è stata portata in Italia dal governo giallorosso nel 2020»
Fonte: Facebook | 16 aprile 2023
ANSA
ANSA
Verdetto sintetico
Il leader della Lega ha la memoria corta.
In breve
  • La protezione speciale è stata introdotta nel 2018 dal primo governo Conte, con Salvini ministro dell’Interno, attraverso il primo decreto “Sicurezza”, che aveva eliminato la protezione umanitaria. Il governo sostenuto da Lega e Movimento 5 stelle aveva introdotto anche alcuni permessi di soggiorno speciali, per casi particolari. TWEET
  • Nel 2020 il secondo governo Conte ha poi ampliato i presupposti per il rilascio della protezione speciale, su cui ora è intervenuto con una stretta il governo Meloni. TWEET
Domenica 16 aprile, durante un evento elettorale in Toscana, il leader della Lega Matteo Salvini ha difeso (min. 18:19) l’obiettivo del governo di eliminare la protezione speciale, una delle tre forme di protezione che può essere concessa a uno straniero in Italia. Secondo Salvini la protezione speciale «non è prevista a livello europeo» e nel 2020 «è stata portata in Italia» dal secondo governo di Giuseppe Conte, sostenuto da Movimento 5 stelle e Partito democratico. 

Qui abbiamo spiegato perché vari Paesi europei, come l’Italia, offrono una protezione ulteriore rispetto a quella internazionale. Ma chi ha introdotto la protezione speciale nel nostro Paese? Abbiamo verificato e Salvini ha la memoria corta.

Il contenuto del primo decreto “Sicurezza”

Il portale “Integrazione migranti”, curato dal Ministero del Lavoro, spiega che il permesso di soggiorno ottenuto con la protezione speciale è stato «introdotto» dalla legge n. 132 del 2018 e che i presupposti per il suo rilascio sono stati poi «ampliati» dalla legge n. 173 del 2020. Appare subito evidente che qualcosa non torna nella ricostruzione di Salvini. 

La legge n. 132 del 1° dicembre 2018 contiene la conversione in legge del primo decreto “Sicurezza”, approvato a ottobre di quell’anno dal primo governo Conte, con i voti del Movimento 5 stelle e della Lega. Tra le altre cose il primo decreto “Sicurezza”, fortemente voluto dall’allora ministro dell’Interno Salvini, ha cancellato la protezione umanitaria, la terza forma di protezione che l’Italia concedeva a uno straniero accanto alle due forme di protezione internazionale (status di rifugiato o protezione sussidiaria). 

Come spiega un dossier del Parlamento, il primo decreto “Sicurezza” ha sì abrogato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, ma ha anche introdotto una serie di permessi di soggiorno «speciali», per esempio per migranti che necessitano di cure mediche, per le «vittime di violenza», per «situazioni di contingente ed eccezionale calamità» o per «atti di particolare valore civile». Questi permessi di soggiorno speciali colmavano in parte il vuoto lasciato dall’eliminazione della protezione umanitaria.

Il primo decreto “Sicurezza” ha inoltre modificato il decreto legislativo del 2008 (art. 32, comma 3) che attuava la direttiva dell’Unione europea sulle procedure per riconoscere lo status di rifugiato negli Stati membri. Con le modifiche introdotte dal primo governo Conte, lo straniero che non riceveva né lo status di rifugiato né la protezione sussidiaria poteva vedersi riconoscere comunque un particolare permesso di soggiorno, chiamato «protezione speciale», nel caso in cui valessero i presupposti stabiliti dall’articolo 19 di una legge del 1998, il “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”. Nella versione dell’articolo 19 in vigore alla fine del 2018 si leggeva: «Non sono ammessi il respingimento o l’espulsione o l’estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell’esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani». Chi rientrava in questa categoria, dunque, poteva ricevere la «protezione speciale» introdotta dal primo decreto “Sicurezza”.

A dimostrazione di ciò, i dati del Ministero dell’Interno sugli esiti delle richieste di asilo mostrano che nel 2019 è comparsa la protezione speciale, non presente nel 2018 e negli anni precedenti.

L’intervento del secondo governo Conte

​​Sulla questione è poi intervenuto il secondo governo Conte, sostenuto da Movimento 5 stelle, Partito democratico, Italia viva e Liberi e uguali. A ottobre 2020, infatti, il secondo governo Conte ha mantenuto in parte la promessa di modificare il primo decreto “Sicurezza” e anche il secondo, approvato nell’estate 2019 verso la fine del primo governo Conte. Le modifiche erano contenute in un decreto-legge, convertito con la già citata legge n. 173 del 18 dicembre 2020.

Tra le altre cose il secondo governo Conte ha esteso l’ambito di applicazione della protezione speciale introdotta dal primo governo Conte, ampliando l’articolo 19 della legge del 1998. Per esempio qui era stato aggiunto il divieto di respingimento o espulsione per gli stranieri nel caso in cui ci fossero «fondati motivi di ritenere che l’allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare» o «trattamenti inumani o degradanti». 

Come spiega un dossier del Parlamento, il decreto “Cutro”, approvato a inizio marzo dal governo e ora all’esame del Senato, è intervenuto (art. 7) di nuovo proprio su questo punto. Il testo approvato dal governo ha infatti eliminato le novità introdotte dal secondo governo Conte nella concessione della protezione speciale. Secondo l’agenzia stampa parlamentare Public Policy, lunedì 17 aprile riprenderà in Commissione Affari costituzionali del Senato l’analisi degli emendamenti per modificare il decreto “Cutro”. I partiti della maggioranza hanno presentato un emendamento per ridurre ulteriormente l’accesso ai permessi di soggiorno speciali, mentre nei giorni scorsi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che il governo vuole eliminare del tutto la protezione speciale.

Il verdetto

Secondo Matteo Salvini la protezione speciale «è stata portata in Italia» nel 2020 dal secondo governo di Giuseppe Conte, sostenuto da Movimento 5 stelle e Partito democratico. Su questo tema il leader della Lega ha la memoria corta.

La protezione speciale è stata introdotta nel 2018 dal primo governo Conte, con Salvini ministro dell’Interno, attraverso il primo decreto “Sicurezza”, che aveva eliminato la protezione umanitaria. Il governo sostenuto da Lega e Movimento 5 stelle aveva introdotto anche alcuni permessi di soggiorno speciali, per casi particolari.

Nel 2020 il secondo governo Conte ha poi ampliato i presupposti per il rilascio della protezione speciale, su cui ora è intervenuto con una stretta il governo Meloni.

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