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Sì, l’Oms ha tolto l’omosessualità dai disturbi mentali «solo 32 anni fa»

| 18 maggio 2022
La dichiarazione
«Solo 32 anni fa l’Oms cancellò la omosessualità dall’elenco delle malattie mentali»
Fonte: YouTube | 17 maggio 2022
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Verdetto sintetico
Il segretario del Pd ha sostanzialmente ragione.
In breve
  • Nel 1990 l’Oms ha approvato una nuova classificazione internazionale delle malattie, dove l’orientamento sessuale in sé non veniva più considerato come un disordine. TWEET
  • La nuova classificazione, approvata nel 2019, è intervenuta sulle questioni relative all’identità di genere. TWEET
Il 17 maggio si è riunita a Roma la Direzione nazionale del Partito democratico, l’organo di indirizzo politico del partito, dove è intervenuto il segretario Enrico Letta. Durante il suo discorso, Letta ha ribadito la volontà del Pd di approvare il cosiddetto “ddl Zan”, che di recente è stato presentato di nuovo al Senato dopo la bocciatura dello scorso ottobre, ricordando che proprio il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia (nota anche con l’acronimo “Idahobit”). Il segretario del Pd ha anche aggiunto che «solo 32 anni fa» l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.

Abbiamo verificato e Letta ha riportato i fatti in maniera corretta.

Di che cosa stiamo parlando

Il sito ufficiale degli organizzatori della Idahobit, oggi celebrata in oltre 130 Paesi del mondo, spiega che «la data del 17 maggio è stata scelta specificatamente per commemorare la decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità, presa nel 1990, per declassificare l’omosessualità come malattia mentale».

Cercando negli archivi dell’Oms, si scopre che tra il 7 e il 17 maggio 1990 si era riunita l’Assemblea mondiale della sanità, ossia l’organo legislativo dell’Oms. Tra le altre cose, proprio il 17 maggio l’assemblea aveva approvato una nuova versione dell’International statistical classification of diseases and related health problems (Icd), ossia la classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati.

Come suggerisce il nome, si tratta di uno standard di classificazione delle malattie che viene utilizzata come strumento per gli studi statistici ed epidemiologici. La versione approvata nel 1990 è la decima e infatti nella forma abbreviata è nota come “Icd-10”. È entrata in vigore nel 1994 ed è stata più volte aggiornata, in base alle più recenti ricerche scientifiche. Nel 2019 l’Oms ha approvato una nuova classificazione, la Icd-11, che è entrata in vigore dal 1° gennaio 2022 e che i Paesi stanno via via implementando.

Che cosa è cambiato nel 1990

Tornando indietro nel tempo di 32 anni, una delle novità contenute nella nuova classificazione del 1990, che sostituiva l’Icd-9 del 1978, riguardava la sezione dedicata ai disordini comportamentali e mentali. Qui si legge che «l’orientamento sessuale in sé non va considerato come un disordine». Come spiega un approfondimento della stessa Oms, nella nuova classificazione dei disturbi comportamentali e mentali «i disordini delle preferenze sessuali sono chiaramente distinti dai disordini delle identità di genere e l’omosessualità in sé non è più inclusa come categoria».

Di recente, con l’Icd-11 l’Oms ha ridefinito le questioni di salute relative all’identità di genere, sostituendo le categorie diagnostiche dell’Icd-10 “transessualismo” e “disordine dell’identità di genere dei bambini” rispettivamente con “incongruenza di genere dell’adolescenza e dell’età adulta” e “incongruenza di genere dell’infanzia”. L’incongruenza di genere è stata poi spostata dal capitolo dedicato ai disordini mentali e comportamentali al nuovo capitolo dedicato alle condizioni correlate alla salute sessuale. «Questa scelta evidenzia che le identità trans e di genere diverso non sono condizioni di malattia mentale, e classificarle in questo modo può causare un enorme stigma», spiega il sito dell’Oms.

Il verdetto

Secondo Enrico Letta, «solo 32 anni fa l’Oms cancellò la omosessualità dall’elenco delle malattie mentali». Il segretario del Pd ha sostanzialmente ragione. 

Il 17 maggio 1990 l’Oms ha approvato una nuova classificazione internazionale delle malattie, dove l’orientamento sessuale in sé non veniva più considerato come un disordine.
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