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Non ci sono prove che le navi Ong attirano i migranti

| 27 ottobre 2022
La dichiarazione
«Le navi umanitarie sono un fattore di attrazione per i migranti»
Fonte: La Stampa | 26 ottobre 2022
ANSA/FABIO FRUSTACI
ANSA/FABIO FRUSTACI
Verdetto sintetico
Numeri alla mano, la tesi del ministro dell’Interno sembra essere poco solida.
In breve
  • Al momento non esistono studi che supportino la teoria secondo cui le navi Ong attirino le partenze dei migranti, anzi. TWEET
  • Secondo una ricerca pubblicata nel 2020, la presenza di navi umanitarie al largo del Nord Africa non influisce sulle partenze. Quest’ultime sembrano essere legate di più alle condizioni meteorologiche e all’instabilità politica della regione. TWEET
Il 26 ottobre, in un’intervista con La Stampa, il nuovo ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato della strategia che il governo adotterà per contrastare gli sbarchi dei migranti irregolari. Tra le altre cose, Piantedosi ha detto che questi sbarchi «non dipendono solo» dalle navi delle organizzazioni non governative (Ong) presenti nel Mar Mediterraneo, aggiungendo però che queste imbarcazioni «sono un fattore di attrazione per i migranti». 

Questa è la teoria del cosiddetto “pull factor”, in italiano “fattore di attrazione”, secondo cui i migranti sarebbero spinti a partire dalle coste del Nord Africa sapendo che ci sono navi pronte a salvarli e a portarli in Italia. Da anni questa teoria è sostenuta dai partiti di destra, in particolare dalla Lega di Matteo Salvini, ma in passato è stata rilanciata anche da altri politici. Ad agosto 2017, in un’intervista con il Corriere della Sera, Luigi Di Maio, non ancora capo politico del Movimento 5 stelle, aveva definito le navi Ong «taxi del mare». 

Numeri alla mano, la tesi di Piantedosi, che fino alla nomina di ministro è stato prefetto di Roma, sembra essere poco solida.

Che cosa dicono gli studi

Al momento non esistono studi che supportino la teoria secondo cui le navi Ong attirino le partenze dei migranti. La letteratura scientifica sul tema è scarna, ma esistono alcune prove in base alle quali possiamo dire che il contributo delle organizzazioni umanitarie non porta a un aumento degli arrivi dei migranti.

A settembre 2020 è stata pubblicata una ricerca realizzata da Eugenio Cusumano, ricercatore in Relazioni internazionali dell’Università di Leiden, nei Paesi Bassi, e da Matteo Villa, ricercatore dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). I due ricercatori, aggiornando un loro studio del 2019, si sono chiesti, numeri alla mano, quanto fosse solida la teoria del pull factor. Per rispondere a questa domanda, hanno analizzato i dati delle partenze dei migranti dalle coste della Libia avvenute tra gennaio 2014 e l’inizio di gennaio 2020. Le fonti di questi dati sono la Guardia costiera italiana, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr).

Secondo lo studio, gli unici fattori che nell’arco di tempo analizzato hanno avuto un impatto nell’aumento del numero delle partenze sono stati le condizioni meteo (quelle favorevoli incentivano le traversate in mare) e il livello di instabilità politica (calcolato usando l’andamento della produzione di petrolio in Libia). Inoltre, i due ricercatori hanno calcolato che tra giugno 2018 e agosto 2019, quando durante il primo governo guidato da Giuseppe Conte le operazioni delle navi Ong nel Mediterraneo sono state osteggiate, è aumentato il rischio di morire in mare per i migranti.

«Per essere sicuri, è necessario condurre più ricerche su questo tema», hanno comunque sottolineato i due ricercatori nelle conclusioni del loro studio. «In ogni caso, le nostre evidenze suggeriscono che la tesi del pull factor, sebbene sia molto diffusa e abbia avuto un ruolo chiave nel delegittimare le Ong, non è supportata dai dati».

Prima di concludere, ricordiamo – come fatto anche dal ministro Piantedosi nell’intervista con La Stampa – che i migranti che sbarcano in Italia non arrivano tutti su navi Ong, anzi. Secondo i dati più aggiornati del Ministero dell’Interno, dal 1° gennaio all’11 agosto 2022 circa il 16 per cento dei migranti sbarcati in Italia è stato salvato da navi Ong, una percentuale in linea con quella registrata nello stesso periodo del 2021.

A oggi non ci sono sentenze definitive che hanno condannato organizzazioni umanitarie per aver incentivato con le loro navi l’immigrazione irregolare.

Il verdetto

Secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, «le navi umanitarie sono un fattore di attrazione per i migranti» che partono dal Nord Africa e attraversano il Mediterraneo per cercare di arrivare in Italia. Numeri alla mano, questa tesi – nota da tempo come “teoria del pull factor” – sembra essere poco solida.

Al momento non esistono studi che supportino la teoria secondo cui le navi Ong attirino le partenze dei migranti, anzi. Secondo una ricerca pubblicata nel 2020, la presenza di navi umanitarie al largo del Nord Africa non influisce sulle partenze. Quest’ultime sembrano essere legate di più alle condizioni meteorologiche e all’instabilità politica della regione.

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