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No, Meloni non è l’unico leader di partito e di governo ad aver vinto le europee

| 12 giugno 2024
La dichiarazione
«Giorgia Meloni è l’unica leader che vince nella Ue, come partito e come governo»
Fonte: La Stampa | 12 giugno 2024
ANSA/GIUSEPPE LAMI
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Verdetto sintetico
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy esagera.
In breve
  • Ci sono almeno tre controesempi che non supportano la dichiarazione di Urso. Anche in Croazia, Portogallo e Polonia i partiti del capo di governo e quelli alla guida del Paese hanno aumentato i loro consensi. TWEET
Il 12 giugno, in un’intervista con La Stampa, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha commentato il risultato positivo di Fratelli d’Italia alle europee dicendo che Giorgia Meloni è «l’unica leader» che ha vinto le elezioni in tutta l’Unione europea, sia «come partito» sia «come governo».

Abbiamo controllato i voti espressi in tutti e 27 gli Stati membri dell’Ue e le cose non stanno proprio come dichiarato dall’esponente di Fratelli d’Italia.

I risultati del governo Meloni

Le elezioni europee si sono tenute nell’Ue tra il 6 e il 9 giugno, e in Italia si è votato nel weekend tra l’8 e il 9 giugno. Fratelli d’Italia ha preso il 28,8 per cento dei voti, la percentuale più alta tra tutti i partiti, mentre gli altri due alleati di governo, Lega e Forza Italia, hanno preso rispettivamente il 9,6 per cento dei voti e il 9 per cento. Rispetto alle elezioni politiche del 2022, tutti e tre i partiti hanno aumentato le percentuali dei loro consensi, sebbene in valori assoluti la coalizione al governo sia passata da 12,3 milioni di voti a poco più di 11 milioni.

Al di là delle diverse interpretazioni di questi risultati, Fratelli d’Italia è dunque uno dei partiti vincitori di queste elezioni e il governo Meloni è uscito bene dal voto, in particolare se si fa un confronto con gli altri Paesi europei. Secondo le verifiche di Pagella Politica, infatti, i partiti al governo nella maggioranza degli Stati membri hanno perso consensi, in termini percentuali, rispetto alle precedenti elezioni politiche [1]. In ogni caso, la dichiarazione del ministro Urso è esagerata.

I risultati nei grandi Paesi Ue

Innanzitutto prendiamo i governi degli altri tre grandi Paesi europei. In Germania il Partito Socialdemocratico è arrivato terzo con il 13,9 per cento dei voti, i Verdi quarti con l’11,9 per cento e il Partito Liberale Democratico sesto con il 5,2 per cento. Tutti e tre sono calati rispetto alle elezioni del 2021 in cui è stato rinnovato il Parlamento. Tre anni fa il Partito Socialdemocratico aveva preso il 26,4 per cento dei voti. 

Dopo la sconfitta alle elezioni europee, in Francia il presidente Emmanuel Macron ha subito annunciato le elezioni anticipate per rinnovare il Parlamento nazionale. Il suo partito Renaissance ha fatto parte della coalizione Besoin d’Europe, prendendo il 14,6 per cento dei consensi, meno della metà del 31,4 per cento raccolto dal Rassemblement national, il partito di destra di Marine Le Pen. Nel 2022 la coalizione Ensemble, con dentro Renaissance, aveva preso il 38,6 per cento alle elezioni legislative. 

Rispetto a Germania e Francia, in Spagna il Partito Socialista del capo di governo Pedro Sánchez è riuscito a contenere meglio il divario con il suo principale sfidante. Alle elezioni europee il partito alla guida del Paese ha infatti preso il 30,2 per cento dei voti, arrivando secondo dietro al Partito Popolare (34,2 per cento), che è all’opposizione. Nelle elezioni politiche dell’anno scorso, il Partito Socialista aveva preso il 31,7 per cento, mentre il Partito Popolare il 33,1 per cento.

Le eccezioni come Meloni

Come anticipato, non in tutti i Paesi dell’Ue il principale partito al governo e il suo leader sono usciti sconfitti da queste elezioni europee. Ci sono almeno tre controesempi che non supportano la dichiarazione del ministro Urso. 

In Croazia il partito di centrodestra “Unione Democratica Croata” del primo ministro Andrej Plenković ha preso il 34,6 per cento dei voti, in leggera crescita rispetto al 34,4 ottenuto lo scorso aprile alle elezioni politiche. Dopo il voto di due mesi, Plenković è riuscito a formare un governo insieme al partito di destra “Movimento Patriottico”, che alle europee ha raccolto l’8,8 per cento dei voti, meno del 9,6 per cento delle elezioni politiche, quando però si era presentato alleato con un altro partito. Curiosità: insieme a Meloni, Plenković è stato l’unico capo di governo nell’Ue a candidarsi alle elezioni europee. 

In Portogallo la coalizione di centrodestra “Alleanza Democratica” ha preso il 31,1 per cento dei voti alle europee, in crescita rispetto al 28 per cento raccolto alle elezioni politiche di inizio marzo. Di questa coalizione fa parte il primo ministro portoghese, Luís Montenegro, del Partito Social Democratico. 

In Polonia la “Coalizione Civica” guidata dal capo di governo Donald Tusk ha ottenuto il 37,1 per cento dei voti, migliorando il 30,7 per cento preso alle elezioni politiche di ottobre 2023. In quell’occasione, lo schieramento di Tusk è arrivato secondo, dietro all’allora partito di governo di destra “Diritto e Giustizia”, che però non aveva la maggioranza in Parlamento per governare. In queste elezioni europee “Diritto e Giustizia” ha aumentato i consensi, passati dal 35,4 per cento al 36,2 per cento, ma è scivolato al secondo posto, superato appunto dalla “Coalizione Civica” di Tusk. 

La Finlandia e la Slovacchia sono invece due casi particolari: qui il partito del capo di governo ha aumentato i propri consensi tra le ultime elezioni politiche e quelle europee, ma alcuni suoi alleati di governo ne hanno invece persi. In Finlandia il Partito di Coalizione Nazionale (centrodestra) del primo ministro Petteri Orpo ha preso il 24,8 per cento alle europee, in crescita rispetto al 20,8 per cento delle elezioni politiche del 2023. Il suo partito alleato di governo, i “Veri Finlandesi”, ha invece perso consensi, scendendo dal 20,1 per cento al 7,6 per cento. In Slovacchia il partito “Direzione-Socialdemocrazia” del primo ministro Robert Fico è passato dal 22,9 per cento delle politiche dell’anno scorso al 24,8 per cento delle elezioni europee, perdendo però il primato di partito più votato. Il suo alleato di governo “Voce-Socialdemocrazia” è invece sceso dal 14,7 per cento al 7,2 per cento.

Il verdetto

Secondo Adolfo Urso, Giorgia Meloni è «l’unica leader» che ha vinto le elezioni europee in tutta l’Ue, se si considerano i consensi del suo partito e quelli del governo. Abbiamo controllato e il ministro delle Imprese e del Made in Italy esagera.

È vero che alle europee Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno aumentato la percentuale dei voti rispetto alle elezioni politiche del 2022. E che nella maggior parte degli Stati membri i partiti al governo hanno perso consensi rispetto alle ultime politiche.

Ci sono però almeno tre controesempi che non supportano la dichiarazione di Urso. Anche in Croazia, Portogallo e Polonia i partiti del capo di governo e quelli alla guida del Paese hanno aumentato i loro consensi.

***


[1] Dal nostro conteggio abbiamo escluso Lettonia, Belgio e Bulgaria, dato che in questi tre Paesi si è votato in contemporanea per le europee e per le elezioni politiche.

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