Da quando Pagella Politica ha aperto i battenti nell’ottobre del 2012, la piaga della disoccupazione giovanile è stata oggetto di moltissime dichiarazioni e analisi. Lo scenario è desolante per due motivi: da un lato, ed è la questione più importante, il problema della disoccupazione continua a inasprirsi; dall’altro i dati a riguardo continuano ad essere citati in maniera imprecisa, nonostante i diversi tentativi di corretta informazione da parte dell’Istat.
Partiamo dal secondo dato citato da Grillo, ovvero che siamo di fronte ad un livello record di disoccupazione giovanile dal 1977. I dati mensili Eurostat si fermano al gennaio 1983. Usiamo quindi i dati trimestrali disponibili sul data warehouse dell’Istat* per confermare che l’ultimo dato disponibile, del primo trimestre 2014, è effettivamente il più alto nella serie storica che inizia il 1° trimestre 1977.
Per quanto riguarda, invece, il valore in sè, l’ultimo dato Istat parla di un tasso di disoccupazione giovanile (definita come la popolazione tra i 15-24 anni) pari al 43,7% a giugno di quest’anno. Anche se all’apparenza l’affermazione di Grillo può sembrare corretta, in realtà dire che la disoccupazione giovanile è pari al 43,7% non equivale ad affermare che “il 43,7% dei giovani non ha lavoro”. I lettori più attenti sapranno anche perchè, dato che si tratta di un errore che abbiamo più volte sottolineato. Il tasso di disoccupazione si calcola infatti sul totale degli occupati o in cerca di lavoro in una determinata fascia d’età. Dal momento che nella fascia d’età 15-24 molti ragazzi sono a scuola o all’università, il tasso di disoccupazione amplifica la dimensione del problema in maniera forse un po’ fuorviante. Come si può leggere nello stesso documento Istat che riporta il tasso di disoccupazione giovanile, “l’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,7%”. Altro che un giovane su due: il vero totale è sarebbe poco più di uno su 10!
Per non cadere nell’eccessiva semplificazione, occorre sottolineare che questo dato non include un numero significativo di giovani che non sono né a scuola/università né nel mercato di lavoro. Ma anche allargando il totale a tutti i c.d. “Neet” (Not in Employment, Education, or Training), come peraltro già fatto in passato, vediamo che il totale di giovani ‘senza lavoro’ diventa circa il doppio: 1.320.000 ragazzi Neet rispetto ai soli 643 mila giovani disoccupati. Si tratta comunque di una proporzione che non arriva al 25%, quindi meno della metà di quanto affermato da Grillo.
Come già accaduto ad altri politici, l’interpretazione del tasso di disoccupazione giovanile non è pienamente corretta. Il tasso è sì record, ma i giovani disoccupati sono decisamente meno di uno su due: “Nì” per Grillo.
* selezionare “Tasso di disoccupazione” –> “Tasso di disoccupazione livello ripartizionale”