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Non è vero che al Sud c’è sempre meno occupazione

| 19 giugno 2023
La dichiarazione
«Nel Sud c’è sempre meno occupazione»
Fonte: Youtube | 17 giugno 2023
Ansa
Ansa
Verdetto sintetico
Il presidente del Movimento 5 Stelle sbaglia.
In breve
  • Secondo Istat, nel primo trimestre del 2023 il tasso di occupazione (15-64 anni) al Sud è stato pari al 47 per cento: +1,5 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2022. È la percentuale più alta da quando sono disponibili le serie storiche. TWEET
Il 17 giugno il Movimento 5 Stelle ha organizzato una manifestazione a Roma contro la precarietà per criticare le politiche sul lavoro del governo Meloni. Durante il suo intervento il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha detto, tra le altre cose, che al Sud Italia «c’è sempre meno occupazione». «Andiamo a leggere i dati, andiamo a leggere le statistiche», aveva dichiarato l’ex presidente del Consiglio subito prima di fare la sua affermazione sul mondo del lavoro nelle regioni meridionali. Ma sono proprio i dati e le statistiche a smentire Conte.

I dati sull’occupazione

I dati più recenti sull’occupazione a livello regionale in Italia sono stati pubblicati da Istat il 13 giugno e fanno riferimento ai primi tre mesi del 2023. Ricordiamo che Istat considera come “occupati” le persone che, nella settimana in cui sono stati raccolti i dati, hanno dichiarato di aver svolto almeno un’ora di lavoro retribuita. Tra gli occupati rientrano anche i lavoratori in ferie, in maternità o paternità, e quelli assenti dal lavoro per un periodo inferiore a tre mesi. Il tasso di occupazione è invece il rapporto percentuale tra gli occupati e tutta la popolazione in una determinata fascia di età.

Nel primo trimestre 2023 l’occupazione tra i 15 e i 64 anni di età è cresciuta rispetto allo stesso periodo del 2022 in tutta Italia, anche nelle regioni del Sud, dove il tasso di occupazione nei primi tre mesi di quest’anno è stato pari al 47 per cento, il +1,5 per cento rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. Il dato cambia di poco se si tiene conto della destagionalizzazione, ossia se si rimuovono le fluttuazioni nei dati dovute alla natura stagionale di alcuni lavori. In questo caso nel primo trimestre del 2023 il tasso di occupazione al Sud è stato pari al 47,2 per cento, +1 per cento rispetto al primo trimestre del 2022. 

Il tasso di occupazione nelle regioni meridionali italiane è il più alto (tavola 3) da quando ci sono le serie storiche, ossia dal 2004: in quell’anno la percentuale di occupati era del 45,9 per cento, mentre il dato più basso è stato il 41 per cento registrato tra il 2013 e il 2014. Al Sud il tasso di inattività, ossia la percentuale di persone che non hanno un lavoro e non lo cercano sul totale di quelle che hanno tra i 15 e i 64 anni di età, è il più basso di tutta la serie storica, con il 44,3 per cento (-1,4 per cento rispetto al 2022).

L’occupazione nel Sud Italia ha comunque ancora molti problemi, il primo dei quali riguarda l’occupazione femminile. Secondo i dati Eurostat più aggiornati, Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata hanno registrato nel 2022 il tasso di occupazione femminile più basso di tutte le regioni europee. Qui lavora solo una donna su tre nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni.

Il verdetto

Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha dichiarato che nel Sud Italia «c’è sempre meno occupazione». Ma i dati Istat dicono che non è vero. 

Nel primo trimestre del 2023 il tasso di occupazione (15-64 anni) al Sud è stato pari al 47 per cento: +1,5 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2022. È la percentuale più alta dal 2004, da quando sono disponibili le serie storiche. Allo stesso tempo al Sud è calato il tasso di inattività, che oggi è al 44,3 per cento (-1,4 per cento rispetto al 2022).

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