Francesco Lollobrigida

No, l’Italia non è l’unica nell’Ue con l’obbligo di green pass per ristoranti e altre attività

«Il green pass in Europa non lo adotta praticamente nessuno» (min. 02:03)

Pubblicato: 07 set 2021
Data origine: 03 set 2021
Macroarea questioni sociali

Aggiornamento 16 settembre, ore 10:00 – Il 14 settembre la Corte suprema spagnola ha emanato una sentenza che prevede la possibilità per i gestori di bar e ristoranti della Galizia di richiedere il green pass per accedere ai locali. La decisione della Corte suprema ha ribaltato la sentenza del Tribunale regionale della Galizia che il 12 agosto aveva dichiarato non valido il requisito di possesso del green pass per accedere a locali come bar e ristoranti al chiuso.

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Il 3 settembre, ospite a Sky Tg24, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Francesco Lollobrigida ha criticato (min. 02:03) l’obbligo di green pass valido in Italia per alcune attività, per esempio per mangiare nei ristoranti al chiuso. Secondo Lollobrigida, «praticamente nessuno» in Europa adotta il green pass in questo modo e l’Italia sarebbe dunque un caso isolato.

Abbiamo verificato e la dichiarazione del capogruppo alla Camera di Fdi è fortemente esagerata.

Chi ha l’obbligo...

Come si può verificare dal sito ufficiale dell’Ue reopen.europa.eu, allo stato attuale 14 Stati membri sui 27 dell’Unione europea richiedono il certificato verde, per esempio, per accedere ad alcuni locali e svolgere tutta una serie attività, come andare a ballare in discoteca, visitare i musei o mangiare nei ristoranti al chiuso.

Oltre all’Italia, gli Stati Ue dove il green pass ha finalità simili sono: Belgio, Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Slovenia.

C’è poi il caso della Danimarca, dove il green pass – chiamato coronapass – è necessario per entrare nelle discoteche, ma quest’obbligo sarà eliminato dal 10 settembre. Dal 1° settembre l’obbligo è decaduto anche per ristoranti e luoghi simili.

Particolare è anche l’esempio dell’Austria. Qui il green pass non è obbligatorio, per esempio, per entrare nei ristoranti al chiuso, ma è comunque necessario presentare l’esito di un test negativo, il certificato di vaccinazione o di guarigione. Tuttavia, come specificato dal governo austriaco, il certificato verde è consigliato perché rende più veloci le operazioni di controllo.

Infine, c’è un altro caso particolare, che è quello della Germania. Dal 23 agosto, governo federale e länder hanno trovato un accordo sulla cosiddetta “regola 3g”. In virtù di questa regola, solo chi è vaccinato, guarito dal Covid o con un test negativo può accedere a tutta una serie di locali al chiuso, come ristoranti, cinema e impianti sportivi. Per poter entrare in questi luoghi è quindi necessario mostrare il certificato vaccinale, il certificato di guarigione, il risultato negativo di un test anti-Covid oppure il Green pass. In virtù della forma di governo federale della Germania, i singoli länder hanno comunque un margine di manovra nell’attuare ulteriori restrizioni.

Figura 1. Il Green pass nei vari Paesi europei. Fonte: Reopen.europa.eu

… e chi no

I Paesi che hanno una qualche forma di green pass non obbligatorio per certe attività sono Bulgaria, Croazia, Finlandia, Malta, Olanda e Svezia. Per esempio, come spiega il governo dei Paesi Bassi, per quanto riguarda l’accesso a una discoteca, è a discrezione dei gestori dei locali richiedere o meno il Green pass ai clienti.

A questi si aggiungono altri sei Stati membri dell’Ue, che sebbene non abbiano un obbligo di green pass per ristoranti e simili, hanno comunque applicato una serie di limitazione per i cittadini non vaccinati. Tra questi ci sono la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Romania, la Slovacchia e l’Ungheria.

Per esempio nei ristoranti al chiuso in Polonia è stato fissato un limite di capienza pari al 75 per cento dei posti disponibili e i clienti devono tenere una distanza interpersonale di almeno un metro e mezzo. Tuttavia, questa restrizione non si applica se il ristorante verifica che tutti i propri clienti siano vaccinati.

Un altro Paese europeo in cui non esiste per ora l’obbligo di Green pass è la Spagna. Qui il governo ha dato la libertà alle singole regioni di imporre l’obbligo in caso lo ritengano necessario. Per esempio, come riferisce El Pais, il governo delle Isole Baleari vorrebbe rendere necessario il Green pass per accedere le discoteche. Ciò al fine di riaprirle in sicurezza. Tuttavia, in agosto, sia in Galizia che in a Andalusia, le corti supreme hanno bocciato – con motivazioni diverse – le proposte dei governi regionali di imporre il certificato verde per accedere nei locali notturni.

Il verdetto

Il 3 settembre 2021, intervistato da Sky Tg24, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Francesco Lollobrigida ha affermato che in Europa il green pass «non lo adotta praticamente nessuno».

Abbiamo verificato e l’affermazione di Lollobrigida è fortemente esagerata. Ad oggi 14 Paesi su 27 dell’Ue hanno introdotto l’obbligo di green pass. Tra i 13 che non l’hanno fatto, in sei nazioni sono comunque presenti misure restrittive per i non vaccinati.

In conclusione, Lollobrigida si merita un “Pinocchio andante”.

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