Luigi Di Maio

Di Maio è impreciso sul record di scambi commerciali Italia-Libia

«Nel 2012 i nostri scambi commerciali [tra Italia e Libia n.d.r.] hanno raggiunto la cifra record di 15 miliardi di euro» (min. 9:15)

Pubblicato: 31 mag 2021
Data origine: 31 mag 2021
Macroarea esteri

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (M5s) il 31 maggio ha aperto i lavori alla Farnesina del Business Forum “La Libia si presenta alle imprese italiane”, alla presenza del premier libico Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh.

Tra le altre cose, Di Maio ha detto di voler riportare le relazioni commerciali tra Italia e Libia ai livelli precedenti all’instabilità politica degli ultimi anni e ha affermato (min. 9:15) che il record di scambi commerciali tra Roma e Tripoli risale al 2012, quando questi «hanno raggiunto la cifra record di 15 miliardi di euro».

Abbiamo verificato e l’affermazione è errata: è vero che nel 2012 gli scambi commerciali hanno fatto registrare un valore di circa 15 miliardi di euro, ma se guardiamo anche solo agli ultimi 20 anni questo non è il record.

Un po’ di contesto storico

Ripercorriamo brevemente la storia recente della Libia, per dare un po’ di contesto ai dati su import ed export che andremo a vedere tra poco.

La Libia è stata governata da Mu'ammar Gheddafi dal colpo di stato del 1969, quando venne cacciato Re Idris, fino alla primavera araba del 2011. Con la Libia di Gheddafi, l’Italia guidata all’epoca da Silvio Berlusconi aveva concluso nel 2008 un Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione. La prima guerra civile libica, che vide contrapporsi i rivoluzionari sostenuti militarmente da diversi Paesi occidentali (Francia, Regno Unito e Stati Uniti in particolare) e i lealisti, durò da febbraio a ottobre 2011 e si concluse con la sconfitta delle forze fedeli a Gheddafi e con l’assassino del dittatore.

Gli anni che seguirono sono stati molto turbolenti. I tentativi di pacificazione del Paese sono falliti nel giro di pochi mesi e nel 2014 è scoppiata una nuova guerra civile che – semplificando molto – ha visto contrapporsi le milizie della Tripolitania, fedeli al governo di Tripoli riconosciuto dalla comunità internazionale e guidato da ultimo da Fayez al Serraj, e quelle della Cirenaica, fedeli al generale Khalifa Haftar. La presenza dell’Isis – debellata nel 2016, anche se rimangono operative alcune cellule – ha poi a lungo complicato il quadro, già molto frammentato.

Fino a pochi mesi fa sono andate avanti le violenze e gli scontri militari tra fazioni – particolarmente feroci nel 2020 – senza che nessuna riuscisse a prevalere. Buona parte del Paese ha vissuto per anni uno stato di anarchia e diversi attori esterni (come Russia, Turchia, Emirati Arabi, Qatar ed Egitto) hanno ingerito nelle vicende belliche e politiche in Libia. Di recente è poi arrivata una svolta positiva.

Nel febbraio 2021 i delegati delle fazioni libiche, sotto l’egida dell'Onu, hanno nominato un governo di transizione che resterà in carica fino alle elezioni previste per dicembre 2021, ed è stato incaricato come premier ad interim Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh.

Storia e interscambio commerciale

Alla luce del breve excursus storico che abbiamo appena visto, si capisce come l’affermazione di Di Maio susciti curiosità. Nel 2012 la Libia era appena uscita da una sanguinosa guerra civile ed era in una situazione di fragilità – sociale, economica ed istituzionale – che sarebbe presto degenerata in una nuova guerra civile.

Inoltre diversi politici e analisti ritengono che quella del 2011 fu una guerra voluta soprattutto dalla Francia e subita dall’Italia.

Possibile, dunque, che i nostri scambi commerciali con il Paese nord africano abbiano fatto segnare il record proprio nel 2012 e non – ad esempio – subito dopo l’accordo siglato da Italia e Libia nel 2008?

Abbiamo verificato i dati e in effetti no, non è possibile. Il record è proprio del 2008 e, nota curiosa, anche nel 2007 l’interscambio è stato superiore a quello del 2012. Andiamo a vedere i dati.

L’interscambio commerciale Italia-Libia

I dati annuali relativi al periodo 2012-2018 sono stati pubblicatidal Ministero dello sviluppo economico (Mise) nell’autunno 2019 e, in base ad essi, risulta che in effetti nel 2012 l’interscambio commerciale (cioè la somma di import ed export) italo-libico sia stato pari a 15,27 miliardi, il dato più alto nel periodo considerato.

Per il 2019-2020 e per gli anni precedenti al 2012 possiamo invece consultare il database di Eurostat. Sommando l’import e l’export (molto più consistente questo secondo rispetto al primo) dell’Italia con la Libia si ottengono i dati che abbiamo aggregato nel Grafico 1.

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Grafico 1. Lo scambio commerciale tra Italia e Libia tra il 2001 e il 2020

Come si vede nel grafico, il record degli ultimi venti anni è stato registrato nel 2008, quando venne superata quota 20 miliardi. L’anno prima i miliardi di interscambio erano comunque 15,6, più dei 15,3 circa del 2012, che occupano così il gradino più basso del podio.

Si potrebbe collocare al primo posto solo se considerassimo che la Libia nata dalla rivoluzione del 2011 è uno Stato radicalmente diverso da quello precedente governato da Gheddafi (anche la bandiera è cambiata) e dunque guardare solo ai dati successivi al 2012.

Il verdetto

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio il 31 maggio ha dichiarato che il record di scambi commerciali tra Italia e Libia risale al 2012, quando questi «hanno raggiunto la cifra record di 15 miliardi di euro».

Il dato di 15 miliardi è corretto ma non è vero che sia il record. Questo risale al 2008, quando furono superati i 20 miliardi di euro di interscambio. Il dato del 2012 arriva terzo negli ultimi 20 anni, dietro a quelli di 2008 e 2007.

Di Maio è dunque impreciso, per lui un “Nì”.

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