Debora Serracchiani

Sì, sul lavoro la Covid-19 colpisce le donne più degli uomini

«Sul lavoro sono loro [le donne] ad ammalarsi di più di Covid: i dati Inail ci dicono che su 100 contagiati professionali 70 sono donne».

Pubblicato: 19 apr 2021
Data origine: 18 apr 2021
Macroarea questioni sociali

Il 18 aprile la capogruppo del Partito democratico alla Camera Debora Serracchiani, in un’intervista a Repubblica, ha detto che sul lavoro le donne sono colpite dalla Covid-19 più degli uomini. La deputata cita i dati Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), secondo cui «su 100 contagiati professionali 70 sono donne».

Serracchiani riporta dati corretti. Il contagio da Covid-19, secondo i dati Inail, colpisce più le donne degli uomini perché viene registrato prevalentemente nell’ambito della sanità e dell’assistenza, entrambi settori in cui le donne rappresentano una parte significativa degli occupati.

Vediamo meglio i dettagli.

Il rapporto Inail

In occasione dell’8 marzo, l’Inail ha pubblicato il “Dossier donne 2021”. Nel documento viene fornito anche un bilancio dei contagi professionali da Covid-19, secondo quanto emerge dalle denunce pervenute all’Inail fino al 31 gennaio 2021. Vengono definiti come «dati provvisori» e sottolineiamo appunto che si tratta di un’analisi basata sui contagi segnalati all’Istituto.

Serracchiani riporta un’informazione corretta. Secondo il dossier dell’Inail, «le lavoratrici sono le più colpite dai contagi professionali da Covid19» e su 147.875 denunce pervenute all’Inail al 31 gennaio del 2021 «ben 102.942 sono femminili». Questo significa che ogni 100 contagi professionali, circa 70 sono donne.

L’Istituto sottolinea inoltre che il dato sia in controtendenza rispetto al totale degli infortuni sul lavoro, fra i quali i casi femminili rappresentano la minoranza, ovvero circa il 36 per cento.

A cos’è dovuto questo scarto? Inail mette in evidenza che i settori in cui più spesso si verificano i contagi delle donne sul lavoro «sono quelli in prima linea nell’emergenza da Coronavirus, come la sanità e assistenza sociale che con ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari e residenze per anziani e disabili, raccoglie il 71,7% di casi».

Il settore sanità infatti vede una larga prevalenza di lavoratrici. Secondo i dati Istat pubblicati a maggio 2020, nel 2018 nel settore sanità erano occupati stabilmente 213.207 uomini e 434.395 donne. Le donne rappresentano dunque più del 67 per cento del totale degli occupati nella sanità (il campione, tuttavia, esclude i lavoratori flessibili).

Un’altra percentuale significativa: il 9,1 per cento delle denunce viene invece dall’amministrazione pubblica, che include anche gli organismi preposti alla sanità come le aziende sanitarie locale.

Qual è la proporzione al di là degli ambiti professionali? Nonostante all’inizio della pandemia si fosse affermata l’idea che le donne fossero meno colpite dal virus rispetto agli uomini, i dati cumulativi dell’Istituto superiore di sanità sui casi di Covid-19 in Italia, aggiornati al 18 aprile 2021, registrano il 48,8 per cento degli infetti di sesso maschile e il 51,2 per cento di sesso femminile.

Il verdetto

Secondo la capogruppo del Partito democratico alla Camera Debora Serracchiani, sul lavoro le donne sono colpite dalla Covid-19 più degli uomini.

Serracchiani riporta dati corretti. Secondo i dati Inail aggiornati al 31 gennaio 2021, ogni 100 contagi sul lavoro, circa 70 sono donne.

Questo dato è probabilmente influenzato da un aspetto, messo in evidenza dall’Inail: la maggior parte di questi contagi si sono verificati negli ambiti lavorativi della sanità e dell’assistenza, entrambi settori in cui le donne rappresentano una parte significativa degli occupati.

Debora Serracchiani merita quindi un “vero”.

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