Enrico Letta

Letta cita dati vecchi sugli italiani senza lavoro per la pandemia

«Mezzo milione di italiani hanno visto il loro lavoro scomparire a causa della pandemia» (min. 31:40)

Pubblicato: 14 apr 2021
Data origine: 12 apr 2021
Macroarea questioni sociali

Il 12 aprile il segretario del Pd Enrico Letta è stato ospite di Radio Immagina, la radio ufficiale del partito, dove tra le altre cose ha parlato (min. 31:40) anche di crisi e occupazione. Secondo l’ex presidente del Consiglio, per colpa della pandemia «mezzo milione di italiani» hanno perso il loro lavoro.

Abbiamo verificato e i dati Istat più recenti sul calo degli occupati danno cifre grandi quasi il doppio. Perché? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

– Podcast: Dal milione di posti persi a riders e Jobs act, parliamo di lavoro

Che cosa dice Istat

Secondo i dati più aggiornati dell’Istat, a febbraio 2021 il numero degli occupati in Italia era più basso di 945 mila unità rispetto allo stesso mese di un anno prima, quando è scoppiata la crisi. Stiamo parlando del crollo di quasi un milione di occupati, non di «mezzo milione» come ha affermato Letta. Su questo dato vanno fatte alcune osservazioni, come abbiamo spiegato di recente in un approfondimento sul tema.

Nei dati sull’occupazione relativi aggiornati a febbraio Istat ha per la prima volta recepito un regolamento europeo che ha cambiato alcuni criteri con cui si definisce chi è un “occupato” per avere dati più precisi sul mercato del lavoro. Tra le varie novità, non è stato più considerato “occupato” chi è in cassa integrazione da più di tre mesi o gli autonomi che non lavorano da almeno tre mesi, anche se la loro attività è solo momentaneamente sospesa. Di fatto si tratta di persone che da tempo non hanno un’effettiva attività di lavoro. Si è invece mantenuto il criterio in base al quale si è considerati “occupati” se si è lavorato almeno un’ora nella settimana in cui sono state fatte le interviste per la raccolta dei dati.

Questi nuovi criteri hanno fatto aumentare parecchio il calo degli occupati rispetto alle stime fatte in precedenza. Con la vecchia metodologia, tra febbraio 2020 e dicembre 2020 gli occupati in meno sono stati 426 mila. Con quella nuova, il calo è stato invece di 767 mila occupati, quasi il doppio. Con gennaio e febbraio 2021 il dato è poi salito al quasi milione visto prima (Grafico 1).

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Grafico 1. Andamento mensile degli occupati, con nuova metodologia e precedente (dati in migliaia) – Fonte: Istat

Quando Letta parla di un calo degli occupati di «mezzo milione» molto probabilmente fa riferimento al numero degli occupati persi tra dicembre 2020 e dicembre 2019 o al calo registrato nei primi tre trimestri del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 (entrambi raccolti con la vecchia metodologia). Nel rapporto Il mercato del lavoro 2020, uscito a fine febbraio e realizzato da Istat, Inps e Ministero del Lavoro, si legge infatti che «nel 2020 il mercato del lavoro sconta l’effetto della pandemia con un calo tendenziale dell’occupazione senza precedenti (-470 mila nella media dei primi tre trimestri)».

Già il 14 marzo 2021, durante l'Assemblea nazionale del Pd che lo ha eletto segretario, Letta aveva citato il dato del «mezzo milione», quando i dati Istat con la nuova metodologia non erano ancora usciti.

Il verdetto

Secondo Enrico Letta, «mezzo milione di italiani hanno visto il loro lavoro scomparire a causa della pandemia». Questa stima è troppo bassa, in base alle rilevazioni Istat più recenti, secondo cui tra febbraio 2021 e febbraio 2020 gli occupati sono scesi di 947 mila unità.

Questi dati sono stati però raccolti con nuovi criteri su chi è considerato “occupato”, per meglio fotografare lo stato del mondo del lavoro. Con il metodo precedente, nel 2020 il calo degli occupati è stato quasi di «mezzo milione», la cifra indicata dal segretario del Pd.

In conclusione, Letta si merita un “Nì”.

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