Benedetto Della Vedova

Della Vedova ha ragione sul ritmo del vaccino

«Siamo arrivati, se non sbaglio, a [vaccinare n.d.r.] 129-130 mila persone al giorno» (min. 0:56)

Pubblicato: 03 mar 2021
Data origine: 03 mar 2021
Macroarea questioni sociali

Il 3 marzo Benedetto Della Vedova, ospite di Agorà su Rai3, ha sostenuto (min. 0:56) che in Italia si vaccinano ora «129-130 mila persone al giorno», una quantità insufficiente secondoil segretario di +Europa, soprattutto in previsione dei massicci arrivi di dosi previsti nei prossimi mesi.

Al di là del giudizio sulla sua bontà o meno, abbiamo verificato il dato ed è corretto. Abbiamo poi visto qual è la situazione negli altri grandi Paesi Ue e quante dosi sono attese nel prossimo futuro.

Il numero di vaccini somministrati ogni giorno

Secondo i calcoli del nostro collaboratore Lorenzo Ruffino, basati sui dati contenuti nel database del governo italiano, il 2 marzo sono state somministrate 130.913 dosi. Dunque il dato citato da Della Vedova è corretto.

Per evitare però di concentrarci su un unico giorno, possiamo guardare ai dati contenuti su Our world in data, progetto curato in collaborazione con l’Università di Oxford e una delle fonti più attendibili per confrontare i dati nazionali sulla pandemia di Covid-19.

Qui i dati sono relativi alla media dei sette giorni precedenti, il che permette di “normalizzare” eventuali picchi verso l’alto o verso il basso di un singolo giorno. Di conseguenza i numeri relativi all’Italia sono leggermente diversi da quelli che abbiamo appena visto: il 2 marzo risulta infatti che la media delle dosi somministrate nei 7 giorni precedenti è di poco superiore a 118 mila.

Da metà febbraio, quando le dosi somministrate giornalmente erano circa 60 mila, i il dato è andato crescendo costantemente. Il 26 febbraio è stata superata per la prima volta quota 100 mila e, come appena detto, siamo ora a circa 120 mila. In rapporto alla popolazione si tratta di 0,2 vaccini ogni 100 persone.

Ma come se la cava l’Italia nel confronto con gli altri grandi Paesi dell’Unione europea?

La situazione in Europa

Germania

In Germania il 2 marzo risultano somministrate, sempre come media degli ultimi sette giorni, quasi 169 mila dosi. In rapporto alla popolazione il dato è uguale a quello dell’Italia: 0,2 vaccini ogni cento persone.

Francia

Per la Francia non abbiamo dati relativi al 2 marzo ma al giorno precedente, quando risultavano somministrate (in media della settimana) poco meno di 120 mila dosi. In rapporto alla popolazione sono 0,18 dosi ogni 100 abitanti, poco meno dell’Italia.

Spagna

Anche per la Spagna abbiamo i dati aggiornati al 1° marzo, quando le dosi somministrate nella settimana precedente sono state in media poco più di 106 mila, per un rapporto di 0,23 dosi ogni 100 persone: il dato più alto tra i grandi Paesi Ue.

Grafico 1. Le dosi di vaccino somministrate giornalmente nei principali Paesi dell’Ue in valore assoluto. Fonte: Our World in Data

Grafico 2. Le dosi di vaccino somministrate giornalmente nei principali Paesi dell’Ue ogni 100 persone. Fonte: Our World in Data

Tiriamo le fila

Il dato italiano di 0,2 vaccini ogni 100 persone (circa 120 mila dosi al giorno per una popolazione di circa 60 milioni di abitanti) è uguale a quello della Germania, un po’ migliore di quello francese e un po’ peggiore di quello spagnolo. I grandi Paesi dell’Ue sembrano comunque sostanzialmente tutti in una situazione simile.

Un arretrato da smaltire?

Se la capacità dell’Italia di somministrare i vaccini è al momento in linea con gli altri grandi Paesi Ue, questo non significa che non ci siano stati problemi, soprattutto nella prima metà di febbraio, quando il numero di dosi distribuite giornalmente è calato (vedi grafico 1), anche per via della decisione delle regioni di tenere da parte le dosi per i richiami (tra fine gennaio e inizio febbraio si è proceduto a iniettare soprattutto seconde dosi).

Come abbiamo scritto di recente, siamo tra i grandi Paesi Ue quello che ha il maggior numero di dosi di vaccino consegnate dalle industrie farmaceutiche e non ancora distribuite, il 30 per cento del totale. La Germania è in una situazione solo leggermente migliore della nostra (27,3 per cento del totale non distribuito), mentre Francia (18,9 per cento) e Spagna (15 per cento) fanno nettamente meglio.

Le dosi in arrivo nei prossimi mesi

Secondo le previsioni del governo – aggiornate al 12 di febbraio e che sono destinate a risentire degli eventuali ritardi nelle consegne da parte delle aziende farmaceutiche, oltre che delle eventuali autorizzazioni di nuovi vaccini – nel primo trimestre del 2021 dovrebbero essere consegnate all’Italia circa 15,7 milioni di dosi circa. Al 3 marzo ne risultano consegnate poco più di 6,5 milioni, dunque a marzo potrebbero arrivare più di 9 milioni di dosi.

Nel trimestre successivo i numeri crescono ulteriormente, anche (ma non solo) considerando la probabile approvazione da parte dell’Ema – attesa per l’11 marzo – del vaccino Johnson&Johnson, che richiede una singola inoculazione a differenza degli altri tre già autorizzati (Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca-Università di Oxford).

Tra aprile e giugno dovrebbero arrivare più di 40 milioni di dosi di vaccino. Se l’Italia mantenesse un ritmo di 130 mila persone al giorno, in un trimestre riuscirebbe a distribuire meno di 12 milioni di dosi, circa un quarto del totale.

Per distribuire l’80 per cento delle dosi (ipotizzando che il 20 per cento venga tenuto di scorta per le seconde inoculazioni), cioè circa 32 milioni di vaccini, il numero di dosi distribuite ogni giorno nel trimestre dovrebbe aumentare a più di 355 mila unità, cioè poco meno del triplo del ritmo attuale.

Il verdetto

Il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova ha dichiarato il 3 marzo che in Italia siamo arrivati a vaccinare 129-130 mila persone al giorno.

Il dato è corretto: secondo i dati più recenti, relativi al 2 marzo, siamo arrivati a circa 130 mila somministrazioni al giorno. Guardando alla media dei sette giorni precedenti il numero delle vaccinazioni giornaliere è di circa 120 mila (0,2 vaccini ogni 100 persone) ed è raddoppiato nel giro di due settimane circa: a metà febbraio eravamo a 60 mila (0,1 vaccini ogni 100 persone).

L’Italia è sostanzialmente nella stessa situazione degli altri grandi Paesi Ue, che riescono anche loro a vaccinare poco più (la Spagna) o poco meno (la Francia) di 0,2 persone ogni 100 abitanti ogni giorno (il dato di Italia e Germania).

Questo ritmo giornaliero dovrà aumentare per far fronte ai massicci arrivi di vaccini previsti a marzo e soprattutto nel trimestre successivo (aprile-giugno). Per distribuire l’80 per cento delle dosi attese nel secondo trimestre del 2021, secondo un calcolo approssimativo (e che sconta le incertezze dovute all’effettiva consegna dei vaccini da parte delle industrie farmaceutiche), l’Italia dovrà triplicare la propria capacità attuale di vaccinare, arrivando a circa 360 mila dosi al giorno.

In conclusione per Della Vedova un “Vero”.

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