Elena Bonetti

No, non riaprono i musei mentre le messe rimangono vietate

«In sicurezza si potrà visitare un museo ma non si può celebrare una funzione religiosa? Questa decisione è incomprensibile»

Pubblicato: 27 apr 2020
Data origine: 26 apr 2020
Macroarea questioni sociali

Il 26 aprile la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti (Italia Viva) ha commentato la conferenza stampa con cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le nuove misure della cosiddetta “Fase 2”, che entreranno in vigore dal prossimo 4 maggio.

«In sicurezza si potrà visitare un museo ma non si può celebrare una funzione religiosa? Questa decisione è incomprensibile», ha scritto su Twitter Bonetti, che ha espresso una critica simile anche su Facebook, dove ha sottolineato che «abbiamo già deciso di riaprire» i musei.

Ma le cose stanno davvero così? È vero che con le nuove regole riapriranno i musei, mentre le chiese resteranno chiuse? Abbiamo verificato.

Che cosa dice il nuovo Dpcm

Musei e luoghi di cultura

Il 26 aprile Conte ha firmato un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), con una serie di misure che saranno valide dal prossimo 4 maggio al 17 maggio.

Il comma j dell’articolo 1 del Dpcm stabilisce che fino al 17 maggio «sono sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura», tra cui quelli indicati all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, dove si fa riferimento, oltre ai musei, anche a biblioteche, archivi storici e aree archeologiche.

In conferenza stampa Conte ha annunciato che il governo ha «in programma una riapertura», con «tutte le dovute precauzioni e cautele», di «musei, mostre e biblioteche» a partire dal 18 maggio.

Ad oggi quindi non è vero, come dice Bonetti, che con l’inizio della Fase 2 i musei potranno riaprire. Il governo programma di farlo per il 18 maggio, stando alle dichiarazioni di Conte.

E per le chiese e le funzioni religiose, che regole varranno?

Luoghi di culto e funzioni religiose

Tra il 4 e il 17 maggio 2020 «l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro», recita il comma i dell’art. 1 del Dpcm.

Da un lato, se dal 4 maggio resteranno sospese «le cerimonie civili e religiose», dall’altro lato saranno invece «consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro».

Bonetti ha dunque ragione quando dice che tra il 4 e il 17 maggio «non si può celebrare una funzione religiosa», ma non dice che, a differenza dei musei, i luoghi di culto potranno rimanere aperti, rispettando come abbiamo visto una serie di condizioni, e che i funerali potranno essere celebrati, seppure in forma ridotta.

Il 26 aprile la Conferenza episcopale italiana (Cei) ha fortemente criticato le nuove disposizioni del governo, in particolare la mancata ripartenza dal 4 maggio delle funzioni religiose, vista come una compromissione dell’«esercizio della libertà di culto».

La risposta di Palazzo Chigi è stata repentina e inviata alla stampa in una nota, dove si legge che «già nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza».

Il 27 aprile la Regione Lombardia ha annunciato di essere «al lavoro con Prefettura, Comune e Arcidiocesi di Milano per sostenere la possibilità di riaprire le chiese per le celebrazioni religiose in una cornice di massima sicurezza, all'insegna del distanziamento e dell'uso dei dispositivi di protezione».

Il verdetto

La ministra delle Pari opportunità e della Famiglia Elena Bonetti (Italia Viva) ha criticato le nuove misure del governo per la “Fase 2”, che saranno in vigore tra il 4 e il 17 maggio prossimi.

Secondo Bonetti, «in sicurezza si potrà visitare un museo ma non si può celebrare una funzione religiosa».

Abbiamo verificato e la ministra sbaglia.

Da un lato, non è vero che i musei – e gli altri luoghi di cultura – riapriranno «in sicurezza» dal 4 maggio. Rimarranno chiusi fino al 17 maggio e il governo ha in programma una loro riapertura a partire dal 18 maggio.

Dall’altro lato, è vero che in base a quanto stabilito dal Dpcm dal 4 al 17 maggio non si potranno celebrare «funzioni religiose», ma i luoghi di culto – a differenza dei musei – potranno rimanere aperti, rispettando le norme di sicurezza, e i funerali potranno essere celebrati in forma limitata.

Il governo, in risposta alle critiche arrivate dalla Cei, ha poi annunciato che è al lavoro per approvare un protocollo che permetta «quanto prima» (quindi potenzialmente anche prima del 18 maggio) la ripresa delle funzioni religiose.

In conclusione, Bonetti si merita un “Nì”.

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