Beppe Sala

Milano è la città al mondo che rispetta di più il lockdown?

«l’Economist pubblica una classifica che mira a definire quanto nelle città del mondo rispettano il divieto di muoversi. Sapete qual è la città in testa alla classifica nel mondo? Milano»

Pubblicato: 16 apr 2020
Data origine: 15 apr 2020
Macroarea questioni sociali

Negli ultimi giorni è nato un dibattito tra la Regione Lombardia e il Comune di Milano sul perché nel capoluogo lombardo i casi di Covid-19 non calino abbastanza velocemente.

L’assessore al Welfare della regione Giulio Gallera ha dato la colpa di questo mancato calo ai movimenti dei cittadini milanesi, affermando in una conferenza stampa del 13 aprile 2020 che «a Milano c’è ancora troppa gente che si muove».

Il sindaco di Milano Beppe Sala ha peròrisposto, in un video pubblicato sulla sua pagina di YouTube, che i cittadini di Milano stanno rispettando le disposizioni sulle limitazioni degli spostamenti.

A prova di quanto sostenuto, Sala ha detto che anche il settimanale britannico The Economist ha confermato questo fatto, pubblicando una classifica che vedrebbe Milano come prima città al mondo per la bassa percentuale di spostamenti giornalieri.

Ma le cose stanno proprio così come le racconta Sala?

Abbiamo verificato.

Che cosa dice l’Economist

Con un articolo del 22 marzo scorso dal titolo “Molti britannici non stanno prendendo seriamente il distanziamento sociale da Covid-19”, The Economist ha raccontato in che modo i cittadini di diverse città nel mondo stanno rispettando l’obbligo di limitare gli spostamenti non necessari.

Nell’articolo si vede un grafico (Grafico 1) in cui vengono confrontati i viaggi effettuati – a piedi o con i mezzi pubblici – in questo periodo dalle persone di alcune città del mondo, con i viaggi effettuati in un periodo di riferimento considerato a mobilità regolare. Fatta 100 la mobilità considerata normale, nel grafico si può vedere in quali città sono diminuiti gli spostamenti (valori molto al di sotto di 100) e in quali sono invece aumentati o rimasti vicino alla soglia normale (valori vicino o superiori al 100).

Grafico 1: Mobilità a piedi e con i mezzi pubblici rispetto al solito nei giorni della Covid-19 in alcune città del mondo – Fonte: The Economist

Da questo grafico si vede effettivamente che Milano è in cima a questa classifica, precedendo città europee, nordamericane e del resto del mondo. Rispetto ai periodi normali, i cittadini milanesi sembrano aver ridotto drasticamente i loro spostamenti, arrivando nella giornata del 21 marzo ad un valore pari a -97 per cento rispetto al solito.

Ma come vengono calcolati questi dati?

A Citymapper manca un pezzo

Come spiegato dall’Economist, i dati del grafico provengono dal City Mapper Mobility Index, un indice della mobilità creato da City Mapper, una delle app più scaricate per gli spostamenti in città.

L’azienda riporta sul suo sito che questi dati vengono calcolati per 41 città del mondo. In alcune di queste città (come a Madrid, Barcellona, Parigi e Lione) vigono restrizioni simili a quelle applicate a Milano, mentre in altre (come a San Pietroburgo e Stoccolma) non vi sono stringenti limitazioni alla libertà di movimento. Per questa ragione, i dati di Milano non sono direttamente confrontabili a quelli di città appartenenti a quest’ultimo gruppo per stabilire il “grado” di rispetto delle restrizioni imposte per fronteggiare l’epidemia.

Al di là di questo, per calcolare la variazione di mobilità, Citymapper calcola la proporzione di viaggi pianificati in questi giorni dagli utenti che usano questa app rispetto quelli pianificati in un periodo di riferimento considerato a mobilità regolare (dal 6 gennaio 2020 al 2 febbraio 2020).

Ci sono però due grossi limiti a questo calcolo.

Il primo, è che i dati tengono conto solamente dei viaggi effettuati a piedi, in bici, in monopattino, in taxi o con i mezzi pubblici. Non viene quindi tenuto conto degli spostamenti che avvengono in macchina. Questo è un dettaglio non da poco se si tiene conto che le persone potrebbero preferire in questo periodo questo tipo di viaggi.

Il secondo è che vengono presi in considerazione solo gli utenti di questa specifica app, che potrebbero quindi non essere un campione non rappresentativo dei milanesi che decidono di effettuare spostamenti. La stessa CityMapper chiarisce che questi dati sono solo un’approssimazione su base campionaria di come è cambiata la mobilità nelle città e non una rappresentazione esatta della realtà.

Abbiamo provato a contattare l’azienda per alcune delucidazioni sulle ulteriori limitazioni di questi dati, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta.

Milano tra le prime

I dati forniti da Citymapper presentano dunque alcune limitazioni che rendono impossibile stabilire con certezza quale sia la percentuale di milanesi che stanno rispettando le restrizioni sugli spostamenti.

Allo stesso tempo, i dati di Citymapper mostrano che, rispetto alle altre città (che in fondo scontano gli stessi limiti), il livello di mobilità di Milano è effettivamente tra i più bassi registrati. Milano è infatti passata velocemente da una percentuale di viaggi pari a -55 per cento rispetto al normale (2 marzo 2020) a una del -93 per cento (12 marzo).

Grafico 2: Mobilità dei milanesi (esclusi i viaggi in macchina) dal 17 febbraio 2020 al 15 aprile 2020 – Fonte: CityMapper

Nella giornata di ieri (15 aprile) questo dato si è attestato a -97 per cento rispetto al valore considerato normale, una percentuale raggiunta solamente da Milano e da Monaco di Baviera. Questo dato è particolarmente positivo se si pensa che in città come Roma, Barcellona e Parigi, in cui vigono restrizioni simili a quelle imposte ai milanesi, il livello di mobilità è comunque superiore a quello di Milano.

Grafico 3: Riduzione della mobilità a Milano rispetto a Barcellona e Berlino (17 febbraio – 15 aprile) – Fonte: CityMapper

Quindi, anche se non è possibile dire quale sia l’esatta percentuale di milanesi che rispetta le limitazioni alla circolazione, Sala ha ragione quando dice che una classifica dell’Economist – creata sulla base dei dati di CityMapper –vede Milano tra le prime città al mondo per basso livello di mobilità.

Cosa dice Apple?

Una prova del fatto che la mobilità a Milano sia piuttosto bassa viene poi anche dai dati forniti dall’azienda americana Apple.

Secondo i dati del servizio Mobility Trends Reports, i guidatori che hanno chiesto indicazioni a Milano con Apple Maps il 14 aprile erano pari al -82 per cento rispetto al periodo di riferimento (13 gennaio 2020) [1]. Questo dato aumenta fino al -89 per cento se si tiene conto delle richieste di indicazioni fatte per gli spostamenti a piedi.

Grafico 4: Viaggi a piedi e in macchina a Milano al 14 aprile 2020 rispetto al 13 gennaio 2020 – Fonte: Apple, Mobility Trends Reports

Guardando poi ai dati aggregati forniti da Apple (che abbiamo raccolto qui), si può vedere come il 14 aprile 2020 Milano si sia posizionata quinta su 89 città per mobilità ridotta dei viaggi a piedi e nona su 89 città per la bassa percentuale di viaggi in automobile.

Anche i dati di Apple, che pure a loro volta scontano ovviamente dei limiti metodologici, sembrano quindi confermare il fatto che Milano sia una delle città al mondo con la minore mobilità a causa delle restrizioni di movimento per la Covid-19.

Il verdetto

Il 15 marzo il sindaco di Milano Beppe Sala ha sostenuto che i milanesi starebbero rispettando le misure che limitano la circolazione per la Covid-19. A prova della sua affermazione, Sala ha menzionato una classifica del periodico inglese The Economist, che vedrebbe Milano come la prima città al mondo per basso livello di mobilità.

Sala ha sostanzialmente ragione, anche se dimentica di dire un paio di cose.

Secondo la classifica dell’Economist – raccolti dall’app Citymapper – è vero che Milano è in cima alla classifica per il basso livello di mobilità rispetto ai valori solitamente registrati.

Allo stesso tempo, però, i dati di Citymapper sono parziali perché non tengono conto degli spostamenti effettuati in auto e fanno riferimento a un campione (gli utenti di Citymapper) che potrebbe non essere statisticamente rappresentativo. Inoltre, alcune delle città confrontate da Citymapper hanno limitazioni diverse rispetto a quelle di Milano, concedendo, in alcuni casi, maggiore libertà di movimento ai propri cittadini.

Nel complesso Beppe Sala merita dunque un “C’eri quasi”.


[1] Search Country/Region or City > Milan

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