Michele Gubitosa

L’Europa «se ne frega» dell’Italia devastata dal maltempo?

«In questi casi [riferimento alle calamità naturali che hanno colpito l'Italia nell'autunno 2019 n.d.r.] dovrebbe intervenire il Fondo di Solidarietà Europeo, istituito appositamente per rispondere alle grandi calamità naturali. Ma l’Europa dorme, se ne frega»

Pubblicato: 18 nov 2019
Data origine: 18 nov 2019
Macroarea istituzioni

Il 18 novembre il deputato del M5s Michele Gubitosa ha scritto sulla sua pagina Facebook un post intitolato «Italia devastata ma l’Europa se ne frega», in cui accusa l’Europa di non aver attivato il Fondo di solidarietà europeo a fronte del maltempo che ha flagellato l’Italia negli ultimi giorni.

L’affermazione di Gubitosa è sostanzialmente sbagliata. Vediamo il perché.

Il Fondo di solidarietà europeo

Il Fondo di solidarietà europeo, di cui ci siamo occupati anche in passato, è stato istituito nel 2002 in risposta alle inondazioni che avevano colpito l’Europa centro-orientale, e da allora ha concesso (al 30 aprile 2019) 79 stanziamenti a fronte di diverse calamità naturali (terremoti, incendi, carestie e così via) a 24 diversi Paesi membri.

Con quasi 2 miliardi e 800 milioni di euro ricevuti, l’Italia è di stacco il Paese Ue che ha maggiormente beneficiato di questo Fondo. Segue a distanza la Germania, con un miliardo di euro ricevuti.

Perché Gubitosa dice una “Panzana pazzesca”

In base al regolamento che istituisce il Fondo di solidarietà europeo (art. 4), sono le «autorità nazionali competenti» dello Stato che devono presentare alla Commissione europea una domanda di contributo finanziario del Fondo, «non appena possibile, e comunque non oltre dodici settimane dalla data in cui si è verificato il primo danno a seguito di una catastrofe naturale».

Abbiamo contattato la Protezione Civile e ci hanno confermato che ad oggi questa domanda di contributo finanziario non è ancora stata presentata dall’Italia alla Commissione europea.

Il motivo è che per ottenere l’aiuto economico del Fondo bisogna quantificare e documentare i danni subiti, un’operazione complessa che richiede del tempo per essere completata. Per questo il regolamento istitutivo del Fondo prevede che lo Stato abbia fino a tre mesi di tempo per formalizzare la propria richiesta, che viene successivamente valutata dalla Commissione europea.

Il verdetto

Gubitosa accusa l’Unione europea di «dormire» e «fregarsene» di fronte alle calamità naturali che hanno colpito l’Italia negli ultimi giorni, da nord a sud, in quanto non avrebbe ancora attivato il Fondo di solidarietà europeo, appositamente creato per situazioni come questa.

L’accusa è del tutto infondata, in quanto per attivare il Fondo in questione serve una richiesta formale da parte dell’Italia e questa richiesta non è ancora stata presentata. Il motivo, ci hanno spiegato dalla Protezione Civile, è che la domanda deve essere corredata di una corposa documentazione che quantifichi e dimostri i danni subiti e ad oggi non c’è ancora stato il tempo per definirla. Per Gubitosa dunque un “Panzana pazzesca”.

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