Davide Faraone

Il governo ha ridotto i congedi per i papà?

«Il “governo Pillon” non rifinanzia i congedi per i papà, 4 giorni nei primi 5 mesi di vita di un bambino. Nel 2017, 100 mila papà li hanno utilizzati, gli oscurantisti al governo azzerano questa opportunità».

Pubblicato: 12 ott 2018
Data origine: 29 set 2018
Macroarea questioni sociali

Davide Faraone ha recentemente espresso la propria preoccupazione circa la direzione che l'attuale governo sta prendendo nell’ambito delle politiche sociali.

L’esponente del Partito Democratico ha citato una misura in particolare: i «congedi per i papà». L'esponente Pd ha dichiarato che il governo, ispirato dalle proposte del senatore della Lega Simone Pillon, non considera più la possibilità di estendere per il futuro il finanziamento dei congedi lavorativi per i padri, e che nel 2017 sono stati 100 mila i padri ad averli utilizzati.

Verifichiamo.

Il congedo parentale: che cos'è e come funziona

Faraone fa riferimento ai «congedi per i papà». È una misura diversa rispetto a quella principale per dare tempo ai genitori di stare con i propri figli piccoli, che si chiama invece «congedo parentale». Vediamo rapidamente le caratteristiche di quest’ultima, in modo da rendere più chiara la differenza.

Il congedo parentale, come riporta l’Inps, è «un periodo di astensione facoltativo dal lavoro concesso ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita e soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali». Il congedo è rivolto ai genitori lavoratori dipendenti e non spetta, invece, ai disoccupati, ai lavoratori domestici o a domicilio.

I neogenitori possono usufrire del diritto di astenersi dal lavoro entro i primi dodici anni di vita del figlio per un periodo complessivo - tra i due genitori - fino ai dieci mesi. I due genitori possono fruirne anche contemporaneamente. Il congedo spetta anche ai genitori adottivi o affidatari.

La tabella che segue riassume quando a un genitore spetta il diritto al congedo parentale.

Tabella 1: Diritto al congedo parentale - Fonte: Inps

Il congedo papà: obbligatorio e facoltativo

Faraone, tuttavia, parla di qualcosa d’altro, e cioè del «congedo obbligatorio e facoltativo per i padri». Come ci ha confermato telefonicamente l’Inps, è un congedo differente rispetto al congedo parentale.

È anche piuttosto recente: è stato infatti introdotto nel 2012. L'art. 4 comma 24 della legge 92/2012 ha infatti istituito il congedo obbligatorio e facoltativo per i padri, alternativo al congedo di maternità della madre, utilizzabile dal papà lavoratore entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio. L’Inps spiega che «possono accedere al beneficio i padri lavoratori dipendenti anche adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio o dall’adozione e affidamento avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013».

Visti i numeri che cita (quattro giorni nei primi cinque mesi), Davide Faraone - pur non specificandolo - fa riferimento al congedo obbligatorio.

Dal 2018, infatti, il padre lavoratore ha diritto a quattro giorni di assenza dal lavoro retribuiti, durante o dopo il congedo per maternità della madre lavoratrice (vedi tabella 1). Come ha stabilito la Legge di Bilancio 2017 (l'art. 1 comma 354 della legge 232/2016), le giornate possono essere godute anche in via non continuativa. Secondo la stessa legge, inoltre, la misura era stata attuata in via sperimentale tra il 2012 e il 2016 e poi prorogata per il 2017 e il 2018.

Oggi i giorni di congedo obbligatorio sono quattro. Il numero è cresciuto progressivamente. Fino al 2016 incluso era un giorno solo, nel 2017 è aumentato a due giorni e nel 2018, appunto, a quattro (art. 1 comma 354 della legge 232/2016). Dunque, come riporta l'Inps, a chi è diventato papà entro il 31 dicembre 2017 spettavano due giorni di congedo mentre, per coloro che sono diventati (o diventeranno) genitori tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018, spettano quattro giorni.

Il congedo facoltativo, invece, funziona diversamente.

I padri possono farne uso se la madre lavoratrice decide di non fruire di alcuni giorni del proprio congedo di maternità. Il padre può, quindi, usufruire - a seconda del periodo di nascita del figlio e delle norme in vigore (vedi tabella 2) - di uno o due giorni di astensione dal lavoro purché la madre, in congedo, rientri a lavoro uno o due giorni prima rispetto alla scadenza del congedo di maternità (congedo parentale della madre lavoratrice cui facciamo riferimento nella tabella 1).

Questa misura ha alcuni costi a carico dell’Inps. L’istituto di previdenza sottolinea, infatti, come «il padre lavoratore dipendente ha diritto, per i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo, a un’indennità giornaliera a carico dell'INPS pari al 100% della retribuzione» (art. 29 e art. 30 decreto legislativo 151/2001).

Tabella 2: Congedo papà obbligatorio e facoltativo - Fonte: Inps

Il congedo papà e l'assenza nel «governo Pillon»

E qui, sul punto del finanziamento, si concentra la critica di Davide Faraone.

Il riferimento al «governo Pillon» è alla proposta presentata da Simone Pillon (Lega) per modificare la legge 54/2006, quella sulla separazione dei genitori e l’affidamento condiviso dei figli. Alcuni aspetti (come il mantenimento diretto e la possibilità per il minore di trascorrere uguale tempo con entrambi i genitori) avevano già portato a reazioni contrarie - di cui ci siamo già occupati in precedenza.

Nel testo del disegno di legge Pillon non si nominano i congedi per i papà. D’altra parte, la proposta del senatore Simone Pillon non tratta, nello specifico, di alcun tipo di finanziamento (o rifinanziamento) ma mira alla riforma di alcuni aspetti del diritto di famiglia. L’art. 24 specifica che dall’attuazione della legge non debbano derivare costi a carico della pubblica amministrazione e come le amministrazioni interessate debbano svolgere «le attività previste dalla presente legge con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente».

Il “congedo papà”, come abbiamo visto, è introdotto per il 2017 e il 2018 dalla Legge di bilancio 2017 (legge 232/2016). L’argomento potrebbe quindi venire trattato (o ignorato) dalla prossima legge di bilancio che sembra essere - vista la modalità con cui il congedo è stato prorogato o modificato negli anni ultimi anni - il documento designato. La legge di bilancio 2018 - stilata dal governo Gentiloni (e che vedeva lo stesso Davide Faraone sottosegretario alla Salute) - non specificava alcuna norma relativa ai congedi per i papà negli anni successivi al 2018.

Quanti padri hanno utilizzato i congedi nel 2017?

Davide Faraone dichiara che, nel 2017, sono stati 100 mila i padri ad aver utilizzato il “congedo papà”.

L’Inps condivide solamente i dati relativi al periodo che va dal 2012 al 2016. Secondo i nostri calcoli - frutto della consultazione dei database Inps e confermati dallo stesso Istituto Nazionale della Previdenza Sociale - nel 2016 sono stati circa 92 mila i papà che hanno fatto uso dei vantaggi offerti dal “congedo papà”.

Per il 2017, non ci sono documenti pubblici e ufficiali che riportino la cifra cui fa riferimento Faraone. Il dato citato «100 mila papà» e relativo ai genitori che hanno utilizzato il congedo nel 2017, arrotondato per eccesso, è comunque in linea con quello dell’anno precedente. Abbiamo contattato l’Inps e ci è stato comunicato che questi dati non sono ancora pubblici - lo saranno nei prossimi mesi. Secondo quanto ci è stato detto si tratta, comunque, di una cifra - seppur al momento solo stimata - che può essere ritenuta verosimile.

Il verdetto

Davide Faraone ha dichiarato che il «governo Pillon» non considera la possibilità di rifinanziare i congedi di paternità concessi nei primi mesi di vita della prole (quattro giorni nei primi cinque mesi) e che nel 2017 sono stati 100 mila i papà ad averli utilizzati.

Le precedenti norme sul congedo paterno sono state introdotte dalla leggi di bilancio del 2017 e del 2018. Si può, quindi, ipotizzare che l’argomento sarà trattato (o ignorato) dalla prossima legge di bilancio. Le tempistiche relative al congedo paterno e riportate dall’esponente Pd (quattro giorni di congedo nei primi cinque mesi di vita della prole) sono corrette, precisato che Faraone fa riferimento, in particolare, al congedo obbligatorio. Infine, l’esponente del Pd dichiara che nel 2017 i padri che hanno usufrito del congedo sono stati 100 mila. Il dato non è ancora stato pubblicato dall’Inps che, però, da noi contattato, ha confermato che si tratta di una stima verosimile e in linea con i numeri del 2016 (92 mila papà beneficiari).

Insomma, la denuncia di Davide Faraone è plausibile, ma forse prematura. Per noi merita un “Nì”.

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sabato 29 settembre 2018
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