Massimo D'Alema  -  Cittadini stranieri: percezione e realtà

 
"L'Italia è, tra i grandi Paesi europei, quello con la presenza più bassa di cittadini stranieri, circa l'8%, ma la percezione è che siano il 40%. Di sicuro la realtà è più importante della percezione, ma bisogna tenerne conto" (min. 1.40)
  questioni sociali | Pubblicato:03.07.2018 | Origine:26.06.2018 | Fonte dichiarazione

In alcune dichiarazioni alla stampa rese a margine della presentazione di un libro a Roma, l’ex presidente del Consiglio ed esponente di Liberi e Uguali Massimo D’Alema, ha sostenuto che l’Italia sia, tra i grandi Paesi europei, quello con la minor presenza di cittadini stranieri, ma con una percezione del fenomeno molto superiore al dato reale.

Abbiamo verificato le sue parole.

La presenza di stranieri in Italia

In base ai dati demografici Eurostat possiamo individuare i “grandi stati europei” menzionati da D’Alema come quelli col maggior numero di abitanti. I primi sei sono, in ordine e al primo gennaio 2017, Germania (82.521.653), Francia (66.989.083), Regno Unito (65.808.573), Italia (60.589.445), Spagna (46.528.024) e Polonia (37.972.964).

Ancora grazie a Eurostat, per ogni Paese UE, si può anche verificare il numero assoluto di persone con una cittadinanza diversa da quella dello Stato in osservazione.

In termini assoluti, quello con il maggior numero di residenti stranieri è la Germania, con oltre nove milioni (9.219.989 ). A seguire, ci sono il Regno Unito (6.071.093), l’Italia (5.047.028), la Francia (4.638.556), la Spagna (4.419.621) e, a grande distanza, la Polonia (210.328).

Incrociando i due dati è possibile calcolare la percentuale di stranieri sul totale della popolazione.

La prima parte dell’affermazione di D’Alema è dunque imprecisa, anche se di poco: la stima dell’8% è corretta ma l’Italia non è, “tra i grandi Paesi europei, quello con la presenza più bassa di cittadini stranieri”. Anche escludendo la Polonia, la Francia ha infatti sia un numero che una percentuale di cittadini stranieri inferiore. L’Italia si trova in quarta posizione, con una percentuale di poco superiore all’8%. Tra i “grandi Paesi europei”, solo la Francia è ha una percentuale di cittadini stranieri più bassa rispetto al Belpaese.

La percezione

Per quanto riguarda la percezioni degli italiani sul tema della “presenza di stranieri” non esistono dati ufficiali di autorità europee o nazionali, ma solo analisi di enti di ricerca privati o no-profit.

Lo studio più recente che affronta la questione è il Rapporto Italia 2018 di Eurispes, secondo cui “Solo il 28,9% indica correttamente l’incidenza di stranieri sulla popolazione all’8%. Più della metà del campione, al contrario, sovrastima la presenza di immigrati nel nostro Paese: per il 35% si tratterebbe del 16%, per ben il 25,4% addirittura del 24%”.

Il tema era già stato trattato alcuni anni fa. Nel 2014, un’indagine realizzata da Ipsos Mori aveva messo in relazione la percezione dei cittadini rispetto alla composizione della propria popolazione e alle principali questioni sociali. Si parlava anche di immigrazione ed era emerso che, secondo gli italiani, la percentuale di cittadini immigrati era pari al 30%, quando invece si trattava del 7% circa.

Il sondaggista Nando Pagnoncelli in "Dare i numeri. Le percezioni sbagliate sulla realtà sociale" (EDB, 2016) utilizza la stessa fonte per riportare i dati del 2014 e fornisce alcuni numeri per quanto riguarda la “falsa percezione” del 2015. Infatti, benché in Italia la popolazione residente straniera fosse circa l’8%, gli italiani la stimavano al 26%.

Questi dati dunque danno ragione a D'Alema a proposito di una diffusa percezione errata sul numero di stranieri presenti in Italia, ma indicano percentuali piuttosto diverse rispetto a quella fornita dall'ex premier.

Il verdetto

L’affermazione di D’Alema è dunque imprecisa per almeno due elementi. Il primo è che l'Italia non è, tra gli Stati europei più popolosi, quello con la minor percentuale (e il minor numero) di stranieri presenti: la Francia infatti risulta averne di meno. Corretta invece la percentuale dell'8% di stranieri presenti indicata dall'ex presidente del Consiglio.

Il secondo elemento impreciso riguarda la percezione da parte degli italiani della presenza straniera in Italia: è vero che sia sovrastimata, ma secondo il recente rapporto Eurispes la percentuale del 40% indicata da D’Alema è troppo pessimista. Quella Eurispes e altre indagini segnalano piuttosto numeri intorno al 25-30 per cento. Nel complesso per D’Alema dunque un "Nì".

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"L'Italia è, tra i grandi Paesi europei, quello con la presenza più bassa di cittadini stranieri, circa l'8%, ma la percezione è che siano il 40%. Di sicuro la realtà è più importante della percezione, ma bisogna tenerne conto"
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martedì 26 giugno 2018

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