Pubblicato: giovedì 3 dicembre 2020
Risposta a Fratelli d’Italia

Il 2 dicembre Fratelli d’Italia ha pubblicato un articolo intitolato “Lotteria degli scontrini. Ha ragione Giorgia Meloni. Nuova figuraccia di Pagella Politica”, a firma di Francesco Filini, coordinatore dell’Ufficio studi del partito. Lo stesso pezzo è comparso anche su La voce del patriota.

Le accuse di FdI fanno riferimento a un nostro fact-checking, pubblicato il 2 dicembre, su una dichiarazione di Meloni contro la lotteria degli scontrini.

In breve: secondo l’ex ministra, con questa iniziativa lo Stato potrà tracciare le abitudini di acquisto di un cittadino e di valutare se fa spese «immorali». Nella nostra analisi abbiamo assegnato alla dichiarazione di Meloni il verdetto di “Panzana pazzesca”, dal momento che l’ex ministra ha riportato un fatto in maniera totalmente distorta, per sostenere una tesi sostanzialmente falsa. I lettori potranno trovare nella nostra analisi – che, a differenza dell’articolo di FdI, contiene più di dieci link a fonti esterne – tutte le argomentazioni che ci hanno portato a quella valutazione critica.

Nella sua replica Fratelli d’Italia accusa noi, cioè la redazione di Pagella Politica, di essere composta da «militanti», «sedicenti sbufalatori», e «volenterosi incompetenti», che vanno presi «(metaforicamente) a pesci in faccia». Come già successo in passato, visto il tono di queste accuse, abbiamo l’obbligo verso i nostri lettori di rispondere, punto per punto, alle critiche, e confermare il verdetto di “Panzana pazzesca” assegnato alle parole di Meloni.

Procediamo con ordine.

Gli errori di FdI sul “codice lotteria”

Nel suo articolo, Fratelli d’Italia propone, come prima cosa, di partire dai «fatti», commettendo però subito alcuni errori.

«Il governo dal 1° dicembre ha introdotto la “lotteria degli scontrini”», scrive FdI, ma questo è impreciso: la lotteria degli scontrini diventerà operativa dal prossimo 1° gennaio 2021 e, come abbiamo spiegato in passato, è stata introdotta dal governo Gentiloni nel 2017. Doveva già entrare in vigore dal 1° gennaio 2018, ma è stata più volte rinviata, fino ad arrivare alla data di lancio attuale.

Dal 1° dicembre è possibile ottenere il “codice lotteria”, che sarà indispensabile per partecipare alla lotteria. Secondo FdI, il governo ha chiesto «ai cittadini di registrarsi presso un portale e dare il consenso per il trattamento dei loro dati personali. Al portale si accede solo ed esclusivamente tramite Spid, ovvero con l’identità digitale certificata. Una volta che il cittadino ha eseguito l’accesso e ha dato il consenso per il trattamento dei suoi dati, gli viene rilasciato un “codice lotteria” da comunicare all’esercente per ottenere uno scontrino con un biglietto virtuale, per partecipare all’estrazione di premi in denaro».

Come si può verificare cliccando qui, non è vero che serve lo Spid per ottenere il “codice lotteria”: basta il codice fiscale. Abbiamo provato noi stessi a seguire il procedimento e in nessun passaggio viene richiesto lo Spid. È molto probabile che su questo punto FdI faccia confusione con l’iniziativa del cashback – che viene citata da FdI nel suo articolo – che partirà dall’8 dicembre. Qui serve lo Spid, ma questa iniziativa è diversa dalla lotteria degli scontrini (e nella dichiarazione di Meloni non c’era alcun riferimento al cashback). Entrambe sono misure pensate, tra le altre cose, per incentivare i pagamenti digitali, ma sono del tutto diverse: si può partecipare a una, senza per forza partecipare all’altra.

Lo Spid potrà servire da gennaio prossimo – ma non è essenziale – per chi vuole accedere alla propria “Area riservata” della lotteria degli scontrini, che servirà, per esempio, per verificare le vincite o chiedere la cancellazione dei propri dati. Tra le altre cose, il calendario delle estrazioni, lo stato delle singole estrazioni e i codici vincenti saranno comunque consultabili anche nell’area pubblica.

La voce del patriota ha cambiato il suo articolo in seguito alla pubblicazione, togliendo il riferimento allo Spid (presente nella versione precedente, come è verificabile qui e qui) ma senza indicare la modifica. Mentre sul sito di Fratelli d’Italia il testo – alle 12 del 3 dicembre – non è stato cambiato.

Ritorniamo sul “codice lotteria”. Questo consente «di rendere le informazioni raccolte non riconducibili al singolo individuo senza informazioni aggiuntive e permette al consumatore di non fornire all'esercente il codice fiscale, da cui sono ricavabili anche informazioni su sesso, data e luogo di nascita, non necessarie per partecipare al concorso», ha sottolineato a marzo scorso il Garante della privacy – un organismo indipendente che assicura il rispetto dei dati personali – dando parere favorevole al sistema alla base della lotteria degli scontrini.

Inoltre, ottenendo il “codice lotteria”, non ci si registra «presso un portale», come sostiene FdI (e anche La voce del patriota nella versione rivista del suo pezzo). Questo è evidente nella procedura per ottenere il “codice lotteria” e lo ha ribadito anche l’Agenzia delle Entrate in un comunicato stampa del 1° dicembre.

«Oggi, primo giorno di apertura della procedura, in 427 mila hanno già scaricato il “codice lotteria” senza che fosse necessaria alcuna registrazione da parte degli utenti», ha comunicato l’Agenzia, che ha tenuto a sottolineare un’altra cosa. «Successivamente alla partenza, il Sistema Lotteria riceverà, a fronte di ogni acquisto, esclusivamente i dati riguardanti l’importo speso, la modalità di pagamento e il “codice lotteria”, non consentendo, quindi, il tracciamento degli acquisti». Su questo punto torneremo meglio tra poco.

Prima chiariamo un’altra questione sollevata da FdI, quella sul consenso al trattamento dei dati personali. È vero che per scaricare il “codice lotteria” bisogna dichiarare di aver preso visione dell’informativa dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (in base all’articolo 13 del Regolamento europeo 2016/679 sul trattamento dei dati personali). Ma è proprio qui che si spiega a chi vuole partecipare alla lotteria degli scontrini per cosa saranno utilizzati i suoi dati.

«I dati che ci comunica ci occorrono esclusivamente per la generazione del “codice lotteria”», si legge nell’informativa (qui consultabile dal menù a tendina, sotto il box “Inserisci il tuo codice fiscale”), e sono trattati «per le sole finalità della Lotteria». In base a quanto stabilito dall’informativa, l’interessato «può altresì chiedere la cancellazione» dei propri dati personali.

Ricordiamo poi che la partecipazione alla lotteria degli scontrini è puramente volontaria: non c’è nessun obbligo a scaricare il proprio “codice lotteria” e a mostrarlo ad ogni acquisto.

Il tracciamento degli acquisti

Veniamo adesso al secondo punto sollevato da FdI, direttamente incentrato sulla dichiarazione di Meloni che abbiamo verificato e che riportiamo qui per intero: «Se paghi con carta di credito e fai così sapere a Conte, Casalino, Di Maio, Gualtieri, l’Agenzia delle Entrate e lo Stato tutto, quali sono le tue abitudini, cosa ti piace, cosa compri e da chi e a che ora, allora partecipi a una “lotteria dello Stato” [...] Potranno valutare se fai spese “immorali” oppure se sei un cittadino socialmente accettabile».

Nel nostro fact-checking abbiamo spiegato che non è vero che lo Stato può tracciare gli acquisti fatti da un cittadino partecipando alla lotteria degli scontrini. Come abbiamo visto, lo ha anche ribadito l’Agenzia delle Entrate nel suo comunicato stampa del 1° dicembre. E al tema è dedicata anche una parte della sezione del sito ufficiale della lotteria degli scontrini, quella sulle domande più frequenti (le cosiddette “Faq”).

Alla domanda “Se partecipo alla lotteria i miei acquisti vengono tracciati?”, il sito ufficiale della lotteria risponde con chiarezza: «No, la lotteria degli scontrini non consente il tracciamento dei tuoi acquisti. Al sistema lotteria arrivano solo dati riguardanti l’importo speso, la modalità di pagamento (contante o elettronico) e il tuo “codice lotteria”, mentre non arrivano altri dati descrittivi del tuo acquisto (tipologia del bene o del servizio acquistato). Questi dati sono raccolti e conservati nella banca dati del sistema lotteria dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e possono essere utilizzati esclusivamente dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nelle estrazioni e per risalire a te solo in caso di vincita (tramite l’abbinamento “codice lotteria”-codice fiscale). Né l’esercente né altri potranno invece risalire a te per profilazioni o analisi delle tue abitudini di spesa».

Se per Fratelli d’Italia «l’opera di debunking» di Pagella Politica «viene fatta con le lenti dell’ideologia», un’accusa simile andrebbe rivolta anche alle parole della stessa Agenzia delle Entrate. Sul corretto rispetto della privacy si è espresso anche il Garante della privacy, come abbiamo visto: se per FdI le cose non stanno così, è peraltro possibile presentare un esposto a questo link.

Secondo Fratelli d’Italia, è la struttura dei dati che vanno comunicati all’Agenzia delle Entrate, quando si fa un acquisto e si partecipa alla lotteria, a dimostrare il contrario: il tracciamento sarebbe possibile.

«Lo Stato entra in possesso della singola transazione effettuata dal cittadino desideroso di vincere alla lotteria, archiviando sui suoi server dati come: l’esercente, il registratore di cassa utilizzato, la data, l’ora, chi è l’acquirente, quanti soldi ha speso e come ha pagato», scrive FdI. «Supponiamo che il signor Mario Rossi vada in pizzeria e comunichi all’esercente il suo codice: lo Stato verrebbe subito a sapere che il cittadino Rossi Mario nel giorno X dell’anno Y nell’ora Z è andato dalla pizzeria Tale sita in via Tizio, acquistando Questo e Quello e spendendo tot. Euro e pagando con la carta o in contanti».

Come prima cosa, facciamo notare che questa seconda frase è in parte in contraddizione con quanto scritto subito prima da FdI: la tipologia di bene (o servizio) acquistato non è tra i dati salvati nel database – che ripetiamo, vengono archiviati solo ai fini della lotteria.

«Con la scusa della lotteria lo Stato saprà quante volte al mese Mario Rossi mangia la pizza, quanti caffè prende durante la sua giornata, quali sono i negozi che frequenta, a che ora effettua compere, quanto spende, se i suoi soldini li spende per comprare il cilicio oppure al sexy shop, se paga con la carta o paga in contanti», rincara FdI.

Non è vero che «lo Stato saprà» le abitudini di acquisto dei cittadini, se non un senso molto ampio e fuorviante del termine, dal momento che i dati sono conservati solo ai fini della lotteria. In ogni caso non è vero che si conoscerà la tipologia del bene o del servizio acquistato. Insomma, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli sarà in possesso di questi dati per garantire il corretto funzionamento della lotteria (che, ricordiamo, ha montepremi che arrivano anche a milioni di euro).

Nella parte finale del suo articolo, Fratelli d’Italia cita un paio di episodi riguardanti Luigi Di Maio e Laura Boldrini, che con la lotteria degli scontrini hanno poco a che fare. Vengono fatte supposizioni, senza prove concrete, per sostenere che «la lotteria dello scontrino è il classico specchietto per le allodole che completa la manovra del Grande Fratello».

Prima di concludere, ricordiamo che l’obiettivo di Pagella Politica è provare a valutare le dichiarazioni di politici e personaggi pubblici alla luce dei fatti, cercando di essere il più possibile obiettivi e con un costante sforzo di indipendenza e terzietà rispetto ai partiti.

La lista delle nostre analisi certifica che abbiamo assegnato verdetti negativi a esponenti di destra e di sinistra, della maggioranza e dell’opposizione. Non abbiamo dunque alcun interesse a ingaggiare battaglie con nessuna forza politica ed è per noi importante mantenere equidistanza ed indipendenza.

Secondo FdI, «i prodi sbufalatori di Pagella Politica anche questa volta sono stati sbufalati e mortificati». Sulla base di questa nostra replica, lasciamo ai nostri lettori il compito di decidere quale verdetto si meriti questa dichiarazione.

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