Pubblicato: mercoledì 6 ottobre 2021
Photo: Ansa
Che fine hanno fatto le Sardine alle elezioni comunali

Nella tornata elettorale del 3-4 ottobre, per ora sono stati eletti solo due dei cinque candidati consiglieri comunali supportati dal movimento “6000 Sardine”, tra cui il suo leader Mattia Santori. Altri due non hanno centrato l’elezione, mentre su una candidata sarà necessario attendere l’esito del ballottaggio.

Prima di andare a vedere nel dettaglio i risultati ottenuti dalle Sardine, è necessario precisare che il movimento non ha presentato proprie liste, ma ha solo annunciato pubblicamente quali candidati sindaco avrebbe appoggiato a Milano, Torino, Bologna, Latina e Nichelino, un comune nella provincia di Torino.

Vediamo, candidato per candidato, quali risultati sono stati ottenuti.

A Bologna Santori ottiene il miglior risultato per il movimento

A Bologna le Sardine hanno sostenuto la candidatura a consigliere comunale del loro leader Santori tra le fila del centrosinistra.

Il numero uno delle Sardine aveva annunciato la sua candidatura nella lista del Partito democratico, a fianco del candidato sindaco Matteo Lepore, lo scorso 21 agosto. La discesa in campo di Santori aveva destato da subito molti commenti e anche qualche polemica, come quella sollevata da Carlo Calenda, candidato sindaco a Roma per Azione e Italia viva, che sul suo profilo Twitter lo aveva definito un «ragazzotto senza arte né parte».

Ebbene, alle elezioni comunali del 3 e 4 ottobre, Santori ha conquistato 2.586 preferenze, risultando il primo classificato della lista del Partito democratico con il 13 per cento delle oltre 19 mila preferenze raccolte dai candidati Pd. A Bologna, dopo Emily Clancy di Coalizione civica, Santori è anche il secondo candidato consigliere più votato in assoluto della tornata elettorale.

Il numero uno delle Sardine sarà dunque uno dei 16 consiglieri eletti dal Partito democratico, che a Bologna ha raggiunto il 36,5 per cento.

Le Sardine hanno eletto un consigliere a Nichelino

Oltre a Mattia Santori, l’altro candidato appoggiato dalle Sardine certamente eletto in un consiglio comunale è Fiodor Verzola.

Fiodor Verzola, 39 anni, non è nuovo all’impegno politico. Infatti, è approdato per la prima volta in consiglio comunale a Nichelino nel 2016 con la lista Comunisti Nichelino ed è quindi stato nominato assessore al Lavoro. Il 2 settembre scorso Verzola, da consigliere e assessore uscente, ha ricevuto l’appoggio del movimento delle Sardine per un secondo mandato in vista delle comunali del 3 e 4 ottobre.

In quest’ultima tornata elettorale, Verzola ha ottenuto 476 voti, quasi la metà delle 988 preferenze raccolte dai candidati di “Comunisti Nichelino” [1], lista che in queste elezioni si è alleata con il Partito democratico per sostenere la ricandidatura del sindaco uscente Giampiero Tolardo.

A Nichelino Tolardo è stato rieletto primo cittadino con oltre il 53 per cento dei voti e i Comunisti hanno superato il 6 per cento, assicurandosi due posti in consiglio comunale. Uno dei quali sarà per l’appunto occupato da Verzola.

A Milano e Torino il movimento ottiene scarsi risultati

Le altre tre città dove le Sardine hanno appoggiato un candidato al consiglio comunale sono state Milano, Torino e Latina.

Come è andata a Milano

A Milano il movimento ha sostenuto Dijana Pavlovic, 45 anni, candidata da indipendente nella lista del Partito democratico. Alle elezioni comunali, Pavlovic ha ottenuto 323 voti, lo 0,6 per cento delle oltre 50 mila preferenze conquistate dai candidati del Pd.

La candidata delle Sardine non è dunque tra i 20 consiglieri comunali eletti dal Partito democratico, che a Milano ha conquistato quasi il 34 per cento dei voti. Pavlovic è ben lontana dal ventesimo eletto del Pd, Valerio Pedroni, che ha raccolto 1.093 preferenze.

Che cosa può succedere a Torino

A Torino il movimento ha sostenuto la ventunenne Sara Diena, candidata alle comunali con la lista “Sinistra ecologista”. Organizzatrice della prima manifestazione torinese delle Sardine del 10 dicembre 2019, Diena ha raccolto 590 voti, pari al 9 per cento delle oltre 6 mila preferenze ottenute dai candidati torinesi di Sinistra ecologista.

Questo risultato non sembra permettere a Diena di entrare in consiglio comunale perché, anche se la composizione del consiglio comunale di Torino sarà stabilita dopo i risultati del ballottaggio, possiamo già dire che la lista di Sinistra ecologista potrà eleggere al massimo due consiglieri nel caso di vittoria del centrosinistra e minimo uno nel caso di vittoria del centrodestra. Infatti, alla coalizione vincente andrà il premio di maggioranza pari al 60 per cento dei seggi – 24 sui 40 disponibili a Torino –, mentre alla coalizione perdente andranno i restanti, ossia 16 seggi.

I seggi ottenuti dalle coalizione saranno a loro volta suddivisi tra le forze che le compongono secondo il cosiddetto “metodo d’Hondt”[2].

In virtù di questo sistema, essendo terza per numero di preferenze di Sinistra ecologista – lista che al primo turno ha ottenuto quasi il 4 per cento dei voti –, Sara Diena non sarebbe eletta in nessun caso, a meno che non si ritiri uno dei due candidati che la precedono.

Che cosa può succedere a Latina

Venendo al caso di Latina, qui il movimento delle Sardine ha appoggiato la candidatura di Anna Claudia Petrillo come indipendente nella lista del Partito democratico. Petrillo, 32 anni, è stata organizzatrice assieme ad altri giovani della prima manifestazione delle Sardine a Latina del 7 dicembre 2019.

Secondo i dati pubblicati dal Comune di Latina, Petrillo risulta la sesta candidata della sua lista per numero di preferenze con 447 voti [3]. Come nel caso di Torino, anche a Latina la composizione del consiglio comunale di Latina – in totale sono 32 i seggi disponibili – verrà stabilita dopo il ballottaggio sempre in base al premio di maggioranza e al metodo dei quozienti.

Secondo i calcoli di Pagella Politica,in base al metodo dei quozienti, se il centrosinistra dovesse vincere e ottenere il premio di maggioranza pari al 60 per cento (19 seggi), da sesta più votata del Pd Petrillo sarebbe sicuramente eletta. Infatti, i seggi sarebbero così distribuiti: 8 a “Latina bene comune”, 7 al Partito democratico, 3 a “Per Latina” e 1 a “Riguarda Latina”.

Al contrario, in caso di sconfitta al ballottaggio, il centrosinistra otterrebbe 9 dei 13 seggi destinati all’opposizione. Più nello specifico, il Pd otterrebbe solo 3 seggi, con la candidata sostenuta dalle Sardine che resterebbe quindi esclusa.

La distribuzione dei seggi al centrosinistra in caso di sconfitta al ballottaggio sarebbe questa: 4 a Latina bene comune, 3 al Partito democratico e 1 al candidato sindaco perdente, Damiano Coletta.

In conclusione

In occasione delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre, il movimento delle 6000 Sardine ha appoggiato un candidato al consiglio comunale in cinque diverse città: Milano, Torino, Bologna, Latina e Nichelino, nel torinese.

Dei cinque candidati sostenuti dalle Sardine, in attesa del ballottaggio a Latina, solo due sono stati eletti nei rispettivi consigli comunali. Questo è il caso di Mattia Santori a Bologna e di Fiodor Verzola a Nichelino. Il primo è stato il più votato tra i candidati del Partito democratico a Bologna, mentre il secondo è stato ha ottenuto il maggior numero di preferenze nella lista Comunisti Nichelino.

Le due candidate sostenute dalle Sardine a Milano e Torino non hanno ottenuto le preferenze necessarie per essere elette in consiglio comunale. Incerta infine la situazione a Latina. Qui le Sardine appoggiano Anna Claudia Petrillo, che è la sesta candidata più votata della lista del Pd. In caso di vittoria del centrosinistra al ballottaggio, Petrillo sarebbe sicuramente eletta, mentre in caso di sconfitta rimarrebbe esclusa.

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[1] Selezionare la lista “Comunisti Nichelino Tolardo sindaco

[2] Il “metodo d’Hondt” è il sistema utilizzato per distribuire i seggi tra le varie liste elette in un consiglio comunale. I seggi sono assegnati «dividendo la cifra elettorale di ciascuna lista o gruppo di liste successivamente per 1, 2, 3, ...., fino alla concorrenza del numero dei seggi da attribuire, scegliendo, fra i quozienti ottenuti, i più alti in numero uguale ai consiglieri da eleggere, disposti in una graduatoria in base ai risultati in ordine decrescente»

[3] Selezionare la lista “Partito democratico e Psi - Coletta sindaco”

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