Pubblicato: venerdì 28 maggio 2021
Photo: Ansa
​Il fact-checking del nuovo libro di Enrico Letta

Il 27 maggio è uscito Anima e cacciavite, il nuovo libro del segretario del Partito democratico Enrico Letta, edito da Solferino.

Dalla natalità agli asili nido, passando per i giovani e la politica, abbiamo verificato 15 dichiarazioni di Letta. Che se l’è cavata piuttosto bene, commettendo pochi errori.

Un Paese di pensionati

«In Italia i pensionati sono il doppio dei giovani»

Qui Letta esagera. Secondo i dati Istat più aggiornati, nel 2019 i pensionati in Italia erano poco più di 16 milioni. Nello stesso anno i residenti nel nostro Paese che avevano meno di 18 anni di età erano 10,5 milioni e quasi 14,7 milioni tra zero e 25 anni.

Quante donne ci sono nei consigli di amministrazione

«Prima, i CdA delle imprese quotate erano costituiti da donne per solo il 7 per cento [...] Nel decennio successivo all’approvazione della legge Golfo-Mosca del 2011 il sistema si è sbloccato. Oggi sono il 36 per cento»

Queste percentuali sono corrette e sono contenute in un rapporto della Consob – autorità che vigila sulle società quotate in borsa – pubblicato l’8 marzo 2021 (Grafico 1).

Grafico 1. Quota delle donne negli organi di amministrazione delle società quotate per indice – Fonte: Consob

La legge Golfo-Mosca, citata da Letta, è la legge n. 120 del 12 luglio 2011, che ha introdotto alcuni obblighi di equilibrio di genere negli organi di amministrazione delle società le cui azioni sono quotate sui mercati.

Quanti sono gli emigrati dal Sud al Nord

«Negli ultimi 10 anni l’emigrazione netta dal Sud e Isole verso il Centro-Nord ha superato il mezzo milione di persone, una cifra equivalente all’intera Basilicata»

Anche questo dato è corretto. Tra il 2010 e il 2019 circa un milione e 140 mila persone si sono trasferite dalle regioni del Mezzogiorno verso il Centro-Nord, mentre le persone che dal Centro-Nord si sono trasferite al Mezzogiorno sono state circa 619 mila [1>. L’emigrazione netta da Nord e Centro verso Sud e Isole è quindi di 520 mila persone, in linea con con il «mezzo milione» indicato da Letta. Corretto anche il riferimento alla popolazione della Basilicata, che nel 2020 aveva oltre 550 mila abitanti.

La crescita della povertà in Italia

«Dal 2008 sono più che duplicate le persone in condizioni di povertà assoluta – una tendenza invertita solo nel 2019 dopo l’introduzione del reddito di cittadinanza – mentre sono aumentati di un quarto gli individui che dichiarano più di 100 mila euro»

Il segretario del Pd riporta correttamente due dati. Secondo Istat, nel 2008 le persone in povertà assoluta in Italia erano quasi 2,9 milioni, mentre nel 2020 (stime preliminari) sono arrivate a circa 5,6 milioni. È vero che, dopo anni di continua crescita, la povertà assoluta si era leggermente ridotta nel 2019, grazie anche al contributo del reddito di cittadinanza.

Per quanto riguarda il reddito, nel 2008 quasi 400 mila persone avevano dichiarato più di 100 mila euro, nel 2019 (ultimi dati disponibili) erano oltre 500 mila: il 25 per cento in più (o un quarto in più, come dice Letta).

I cervelli in fuga dall’Italia

«In Italia tra il 2010 e il 2019 il numero annuo di espatriati è passato da 39.545 a 122.020»

Anche in questo caso il segretario del Pd ha ragione: nel 2010 si sono trasferiti all’estero, cambiando la residenza all’anagrafe, quasi 40 mila cittadini italiani, mentre nove anni dopo il numero è salito a 122 mila.

La bassa natalità in Italia

«La Banca mondiale stima che con 7,3 nati ogni mille abitanti, l’Italia è il settimo Paese al mondo col più basso tasso di natalità»

È vero. Secondo i dati più aggiornati, relativi al 2019, davanti al nostro Paese c’erano solo Monaco, la Corea del Sud, Porto Rico, San Marino, il Giappone e Hong Kong.

Come sarà l’Italia nel 2070

«Tra cinquant’anni la popolazione italiana sarà diminuita del 10,5 per cento, un calo doppio rispetto alla media Ue (-5,2 per cento)»

Qui Letta cita correttamente le previsioni riportate da Eurostat, secondo cui nel 2070 l’Italia avrà poco meno di 54 milioni di abitanti, contro i quasi 60,3 milioni del 2020 (-10,5 per cento). L’Unione europea passerà invece da quasi 447,7 milioni di abitanti a oltre 424,3 milioni, con una riduzione del 5,2 per cento.

Quanto peserebbe il voto ai sedicenni

«Con i recenti tassi di affluenza, se anche il milione e 130 mila giovani di 16 e 17 anni votasse in blocco per il medesimo partito, questo peserebbe solamente il 2 per cento»

In questo caso il segretario del Pd è leggermente impreciso. È vero che i sedicenni e i diciassettenni in Italia sono circa un milione e 130 mila, ma corrispondono al 3,2 per cento degli oltre 35 milioni di elettori alle elezioni politiche del 2018 e al 4 per cento dei quasi 27,8 milioni di elettori delle europee del 2019.

Quanto è “riciclone” il nostro Paese

«L’Italia è il primo Paese in Europa per tasso di riciclo dei rifiuti (79,4 per cento), con una quota quasi doppia rispetto alla media europea (39,2 per cento) e molto più elevata rispetto a quella di Francia (55,8 per cento) e Germania (42,7 per cento)»

Queste percentuali sono corrette e fanno riferimento alle statistiche Eurostat, aggiornate al 2018 (Grafico 2).

Grafico 2. Trattamento dei rifiuti per tipo di recupero e smaltimento – Fonte: Eurostat

Come si finanzia l’Ue

«Oggi uno degli elementi che più ostacola la formazione di un bilancio adeguato alle dimensioni e alle esigenze dell’Ue è il fatto che circa l’80 per cento delle risorse provenga da contributi dei singoli Stati»

Letta ha sostanzialmente ragione. Secondo la Commissione europea i contributi diretti versati dagli Stati membri finanziano «più del 70 per cento» delle entrate totali dell’Ue.

Le regole europee sul debito pubblico

«Nel 2021 il livello del debito pubblico dell’Eurozona arriverà a toccare il 100 per cento del Pil [...] Il 60 per cento del rapporto debito/Pil è diventato una soglia minima, considerando che solo Lussemburgo, Malta, Olanda e i tre Paesi baltici ne sono al di sotto»

Qui Letta arrotonda un po’ le percentuali e commette un’imprecisione sui Paesi elencati. Secondo le previsioni più aggiornate della Commissione europea, pubblicate a maggio, nel 2021 il rapporto debito pubblico/Pil dell’Unione europea salirà al 95 per cento mentre quello dell’area Euro raggiungerà il 102 per cento.

La percentuale del «60 per cento» come rapporto debito/Pil fa riferimento al sistema di regole europee – oggi sospese per la crisi – in base alle quali gli Stati membri devono cercare di ridurre il proprio debito, qualora fosse troppo lontano da quella percentuale. Secondo le previsioni dell’Ue, nel 2021 sotto il 60 per cento ci sono Estonia, Lituania e Lettonia (i «tre Paesi baltici» citati da Letta), il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Slovacchia, ma non Malta. L’Italia dovrebbe registrare un rapporto debito/Pil del 159,8 per cento, il secondo più alto dell’Ue dietro la Grecia.

Il Gruppo Misto è davvero il secondo del Parlamento?

«Nella XVIII legislatura il Gruppo Misto è arrivato a essere il secondo in ordine di grandezza, dopo il gruppo del Movimento 5 stelle, a dimostrazione dell’assurdità della situazione»

In questo caso Letta sbaglia: il Gruppo Misto non è il più numeroso dopo il Movimento 5 stelle (M5s) in nessuna delle due Camere parlamentari. Secondo i dati del sito ufficiale della Camera, a Montecitorio il M5s ha 162 deputati, seguito dalla Lega (132), Partito democratico (93), Forza Italia (78) e solo dopo il Misto, con 66 deputati.

Secondo il sito ufficiale del Senato, a Palazzo Madama il primo gruppo rimane il M5s con 75 rappresentanti, seguito da Lega (64), Forza Italia (52) e Misto (45).

Il Paese dei cambi di casacca

«Vi sono stati per ora più di 200 cambi di casacca [...] Qualcuno può citare un Paese in cui si verifichino anche solo un quarto delle transumanze parlamentari che avvengono da noi? Inutile cercare, non ce ne sono»

Secondo OpenPolis, dall’inizio della legislatura (23 marzo 2018) ad oggi hanno cambiato partito 138 deputati e 65 senatori: un totale di 203 parlamentari.

Fare un confronto internazionale è invece difficile, dal momento che molti tra i principali Paesi esteri hanno un sistema parlamentare diverso da quello italiano. Secondo un’analisi pubblicata nel 2018 da lavoce.info, nei 25 anni anni precedenti in Italia aveva cambiato gruppo il 6 per cento dei parlamentari, contro lo 0,1 per cento in Germania e lo 0,3 per cento in Spagna. Tra i principali Paesi europei quello che più si avvicinava al dato italiano era la Francia, con un tasso del 2,4 per cento.

Quanti sono i laureati in Italia

«L’Italia è il penultimo Paese in Europa per tasso di giovani laureati: soltanto il 28,9 per cento dei giovani tra i 25 e i 34 anni ha concluso un ciclo di studi universitario, una quota molto più bassa rispetto alla media europea (40,2 per cento)»

Secondo Eurostat, il dato relativo all’Italia è corretto e riferito al 2020. Per lo stesso anno però non è ancora disponibile una media tra i 27 Paesi dell’Unione, perché mancano i dati della Germania. Nel 2019, la media di giovani europei laureati tra i 25 e i 34 anni era comunque pari al 39,5 per cento, una percentuale non troppo distante da quella indicata da Letta.

I dati sugli asili nido

«Oltre il 40 per cento dei Comuni italiani non è coperto da servizi di asili nido o integrativi, con una differenza enorme tra il 15,7 per cento segnato nel Nord-Est e il 67,9 per cento registrato nelle Isole»

I dati citati dal segretario del Pd sono contenuti in un rapporto Istat di ottobre 2020 e relativo all’anno scolastico 2018/2019. Nel Nord-Est l’84,3 per cento dei comuni erano coperti (Tavola 1.6) da servizi per la prima infanzia, come gli asili nido, mentre nelle Isole la percentuale scendeva al 32,1 per cento. Dunque erano scoperti rispettivamente il 15,7 per cento al Nord-Est e il 67,9 per cento nelle Isole.

Sempre nell’anno scolastico 2018/2019, in tutta Italia i nidi o servizi integrativi erano presenti del 59,6 per cento dei comuni: il 40,4 per cento ne era quindi sprovvisto.

In conclusione

Il 27 maggio è uscito Anima e cacciavite, il nuovo libro del segretario del Pd Enrico Letta. Abbiamo verificato 15 frasi e la maggior parte sono fattualmente corrette.

Letta ha ragione sul numero di donne presenti nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in Borsa, sul numero di persone in povertà assoluta nel nostro Paese, i comuni coperti da asili nido, i tassi di riciclo dei rifiuti, il tasso di laureati in Italia e quello di natalità, le stime demografiche per il 2070, il numero di emigrati dal Mezzogiorno al Centro-Nord, le modalità di finanziamento dell’Unione europea e la tendenza dei parlamentari italiani a cambiare partito.

Il segretario del Pd è invece più o meno impreciso sulle previsioni del debito pubblico dell’Unione, il rapporto tra giovani e pensionati e il peso del voto ai sedicenni.

Infine Letta sbaglia quando dice che il Gruppo Misto è il secondo più numeroso in Parlamento.

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[1] I dati sono consultabili sulla piattaforma I.Stat. Seguire il percorso Popolazione → Migrazioni → Migrazioni interne e selezionare quindi i territori origine e destinazione.

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