Chi sono gli “antisistema”: Vita e Unione per le cure, i diritti e le libertà

La quarta e ultima parte della guida di Pagella Politica ai partiti che si collocano fuori dal sistema della politica nazionale
ANSA
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Complottisti, no vax, euroscettici, capipopolo: fuori dal sistema della politica nazionale esiste una galassia di partiti e movimenti contro il «mainstream» e il «pensiero unico», come li chiamano loro, più o meno strutturati e diffusi sul territorio italiano e che puntano a candidarsi alle prossime elezioni del 25 settembre.

Da quelli che hanno già una rappresentanza parlamentare a quelli fondati intorno alla figura di un leader carismatico, i partiti antisistema rappresentano una galassia nascosta ai margini del dibattito politico italiano, ma presente e radicata in alcune frange della popolazione. 

Abbiamo analizzato i principali partiti antisistema, da quello con più possibilità di entrare in Parlamento al più bizzarro e sopra le righe: ecco chi sono i nuovi politici che vogliono entrare nelle istituzioni per rivoluzionarle dall’interno. In questa quarta e ultima parte (qui la prima parte, qui la seconda, qui la terza), ci concentreremo su due partiti nati in seguito alla pandemia da Covid-19 e che hanno al centro del loro programma il diritto alla salute e l’abolizione di tutti gli obblighi vaccinali: Vita e l’Unione per le cure i diritti e le libertà.

Che cos’è “Vita”

Vita è un movimento politico presentato il 1° agosto 2022 e presieduto dalla deputata ex Movimento 5 stelle Sara Cunial, nota per le sue posizioni complottiste e antivacciniste. Il movimento, che attualmente è alle prese con la raccolta firme necessaria per poter partecipare alle elezioni del 25 settembre, si definisce «una comunità sociale e politica di esseri umani coscienti, consapevoli e coerenti che hanno deciso di smettere di delegare le decisioni che riguardano la loro Vita e hanno scelto di mettere i propri migliori talenti a disposizione della comunità nazionale».

Il partito unisce i rappresentanti di alcuni movimenti complottisti, euroscettici, antisistema e negazionisti della Covid-19. Oltre a Cunial, tra i fondatori di Vita ci sono il consigliere regionale del Lazio ex M5s Davide Barillari, il segretario nazionale del Movimento 3V Luca Teodori, l’avvocato Edoardo Polacco delle Sentinelle della Costituzione, Maurizio Martucci dell’Alleanza italiana stop 5G e Paolo Sensini del No Paura Day, un movimento nato in seguito allo scoppio della pandemia che ha organizzato diverse manifestazioni contro l’obbligo di green pass in tutta Italia.

Vita è molto attivo sui social, in particolare su Telegram, dove al 18 agosto aveva 20 mila iscritti al canale. Attualmente, la maggior parte dei post pubblicati riguarda la raccolta firme necessaria per presentarsi alle elezioni, ma non mancano video di presentazione dei candidati e contenuti firmati dalla leader Cunial.
Figura 1. Uno screenshot dal gruppo Telegram Vota la Vita che chiama alla raccolta firme - Fonte: Telegram
Figura 1. Uno screenshot dal gruppo Telegram Vota la Vita che chiama alla raccolta firme - Fonte: Telegram
Il programma del partito è composto di dieci punti e rappresenta, secondo i promotori, «la nostra occasione di riscossa nazionale, da cui potrà ripartire un mondo nuovo nel rispetto del diritto inalienabile di tutte le espressioni e manifestazioni della Vita, con il ripristino di tutte le libertà naturali e costituzionali».

In generale i dieci punti del programma di Vita, diviso in altrettanti temi («vita», «libertà costituzionali», «geopolitica», «salute» e «scienza», per citarne alcuni) non sono molto specifici e più che delle proposte politiche contengono alcune linee di indirizzo piuttosto vaghe. Nonostante ciò, dal programma emergono comunque i temi chiave del partito, come l’abolizione di qualsiasi obbligo vaccinale e della tecnologia 5G, l’uscita dell’Italia dalla Nato, dall’Europa e dall’euro, una flat tax (definita «tassa piatta») al 20 per cento e lo stop all’immigrazione clandestina «in tutte le sue forme, attraverso l’autodeterminazione delle persone e delle comunità, per la fine di ogni tipo di neocolonialismo estrattivista».

Oltre ai fondatori, tra i candidati della lista figurano diversi esponenti del mondo no vax, ma secondo indiscrezioni potrebbero candidarsi con Vita anche il comico Enrico Montesano, il critico musicale Red Ronnie e l’ex calciatore Gianni Rivera, già deputato in quattro legislature ed ex europarlamentare con la Democrazia cristiana e altri partiti di centro, che a giugno 2021, ospite a Porta a porta su Rai1, ha espresso la sua contrarietà al vaccino contro la Covid-19.

L’Unione per le cure, i diritti e le libertà

Come altri partiti antisistema, anche l’Unione per le cure, i diritti e le libertà (Ucdl) è nato e si è sviluppato «a seguito della pandemia» con l’obiettivo di «dare voce ai cittadini sui temi fondamentali quali la salute, i diritti e le libertà».

Il presidente del movimento è l’avvocato napoletano Erich Grimaldi, molto attivo sui social, che in una diretta Facebook del 21 luglio ha annunciato la partecipazione di Ucdl alle prossime elezioni politiche del 25 settembre, dando il via alla raccolta firme per il partito.

Da allora, i canali di comunicazione del partito sono al lavoro per promuovere incontri, banchetti dove raccogliere le firme e trovare avvocati autenticatori per farle vidimare. Secondo Grimaldi, consegnare queste firme entro la scadenza del 22 agosto non sarà un compito facile: «La raccolta firme durante la settimana di Ferragosto è stata una manovra studiata a tavolino per ostacolare i nuovi partiti che non hanno gruppi parlamentari», ha detto durante la diretta.

Nel tentativo di ovviare al problema, il 30 luglio Grimaldi ha organizzato un congresso a Roma per «unire le forze antisistema di questo Paese», invitando altri partiti come Italexit, Vita e Alternativa e «tutte le forze politiche antisistema anche se non espressamente indicate in locandina». Come diffuso in un comunicato del giorno successivo al convegno però, «i principali partiti coinvolti (Italexit, Alternativa, Italia sovrana e popolare, Vita, Popolo della famiglia) non hanno raccolto il nostro invito a coalizzarsi per servire il popolo e garantire unità d’intenti», e hanno quindi disertato il convegno.
Figura 2. La locandina del congresso nazionale promosso da Ucdl per unire i partiti anti-sistema - Fonte: Facebook
Figura 2. La locandina del congresso nazionale promosso da Ucdl per unire i partiti anti-sistema - Fonte: Facebook
Nonostante questa battuta d’arresto, il lavoro di raccolta firme per Ucdl prosegue spedito soprattutto in Veneto, dove il movimento può contare sul sostegno di Riccardo Szumski, ex sindaco di Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso.

Come per altri partiti e movimenti nati in seguito alla pandemia, anche il programma elettorale di Ucdl è incentrato sulla sanità, un settore che il partito vorrebbe cambiare attraverso una «riforma tricolore» che potenzi principalmente la pratica delle cure domiciliari.

Per il resto, Ucdl vuole riformare la giustizia attraverso la «riforma Acab (all criminals are blocked)» (in italiano “tutti i criminali sono bloccati”), che amplia il regime della legittima difesa e abolisce le misure alternative e gli sconti di pena per i recidivi, e varare una serie di riforme di stampo protezionistico in campo economico e che punti a ridurre le tasse.

A testimonianza delle difficoltà incontrate dal movimento nel raccogliere le firme necessarie alla presentazione delle liste, nel programma di Ucdl è presente anche «l’azzeramento della raccolta firme per le elezioni: qualunque movimento politico, anche neocostituito, avrà accesso libero alle elezioni politiche. Ucdl lavorerà sin da subito a una seria riforma della legge elettorale, che garantisca il realizzarsi del principio di democrazia».

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