Da quando è nato a febbraio di quest’anno, il partito di Roberto Vannacci Futuro Nazionale si sta ritagliando sempre più spazio nel dibattito politico, ma soprattutto nei rapporti di forza in Parlamento. Sfruttando le pieghe del regolamento interno, il gruppo dei deputati di Vannacci è riuscito a creare una propria componente all’interno del gruppo Misto della Camera, beneficiando così pure delle risorse economiche destinate al gruppo da parte della Camera stessa.
E in questi giorni i deputati di Futuro Nazionale hanno cercato di ritagliarsi uno spazio anche nella Commissione di vigilanza RAI, la commissione parlamentare che si occupa di vigilare sul servizio pubblico radiotelevisivo. Quello della RAI è un tema particolarmente sentito da Futuro Nazionale, visto che lo scorso 25 giugno diversi esponenti e militanti del partito avevano protestato davanti alla sede della televisione pubblica per il poco spazio che, a detta loro, i programmi RAI darebbero a Vannacci.
Da sempre la Commissione di vigilanza RAI è considerata uno degli strumenti con cui i partiti condizionano di più gli equilibri nella televisione pubblica. Avere almeno un proprio rappresentante in questa commissione può avere quindi un peso significativo. Così il 15 luglio, durante una riunione del gruppo Misto della Camera, i deputati di Futuro Nazionale hanno chiesto di poter designare un loro parlamentare come rappresentante di tutto il gruppo in vista del rinnovo della Commissione di vigilanza RAI, ma gli altri parlamentari del gruppo si sono opposti.
Lo scorso 2 luglio, infatti, la commissione era rimasta senza componenti, visto che sia i parlamentari di opposizione che quelli di maggioranza si sono dimessi per via dello stallo in corso da mesi sulla nomina del nuovo presidente della RAI. Ora spetta ai presidenti di Camera e Senato nominare i nuovi membri della Commissione di vigilanza, su indicazione dei vari gruppi parlamentari. La commissione è composta da 21 deputati e 21 senatori, che devono essere distribuiti rispettando la grandezza dei gruppi parlamentari e la prassi vuole che il presidente sia designato tra i gruppi di opposizione. Secondo fonti di Pagella Politica, i partiti di centrodestra sembrano intenzionati a indicare i loro rappresentanti per la nuova commissione, mentre quelli di opposizione no. Nel frattempo, quel che è certo è che il gruppo Misto della Camera lo scorso 15 luglio ha già designato il suo rappresentante: il deputato Dieter Steger, presidente della Südtiroler Volkspartei (SVP) il partito autonomista della provincia autonoma di Bolzano. La nomina di Steger, che aveva già fatto parte finora della Commissione di vigilanza, dovrà essere confermata dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, ma si tratta di un passaggio formale.
E in questi giorni i deputati di Futuro Nazionale hanno cercato di ritagliarsi uno spazio anche nella Commissione di vigilanza RAI, la commissione parlamentare che si occupa di vigilare sul servizio pubblico radiotelevisivo. Quello della RAI è un tema particolarmente sentito da Futuro Nazionale, visto che lo scorso 25 giugno diversi esponenti e militanti del partito avevano protestato davanti alla sede della televisione pubblica per il poco spazio che, a detta loro, i programmi RAI darebbero a Vannacci.
Da sempre la Commissione di vigilanza RAI è considerata uno degli strumenti con cui i partiti condizionano di più gli equilibri nella televisione pubblica. Avere almeno un proprio rappresentante in questa commissione può avere quindi un peso significativo. Così il 15 luglio, durante una riunione del gruppo Misto della Camera, i deputati di Futuro Nazionale hanno chiesto di poter designare un loro parlamentare come rappresentante di tutto il gruppo in vista del rinnovo della Commissione di vigilanza RAI, ma gli altri parlamentari del gruppo si sono opposti.
Lo scorso 2 luglio, infatti, la commissione era rimasta senza componenti, visto che sia i parlamentari di opposizione che quelli di maggioranza si sono dimessi per via dello stallo in corso da mesi sulla nomina del nuovo presidente della RAI. Ora spetta ai presidenti di Camera e Senato nominare i nuovi membri della Commissione di vigilanza, su indicazione dei vari gruppi parlamentari. La commissione è composta da 21 deputati e 21 senatori, che devono essere distribuiti rispettando la grandezza dei gruppi parlamentari e la prassi vuole che il presidente sia designato tra i gruppi di opposizione. Secondo fonti di Pagella Politica, i partiti di centrodestra sembrano intenzionati a indicare i loro rappresentanti per la nuova commissione, mentre quelli di opposizione no. Nel frattempo, quel che è certo è che il gruppo Misto della Camera lo scorso 15 luglio ha già designato il suo rappresentante: il deputato Dieter Steger, presidente della Südtiroler Volkspartei (SVP) il partito autonomista della provincia autonoma di Bolzano. La nomina di Steger, che aveva già fatto parte finora della Commissione di vigilanza, dovrà essere confermata dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, ma si tratta di un passaggio formale.