Sui social dei politici le foibe sono passate di moda

Pagella Politica
Il 27 gennaio e il 10 febbraio si sono celebrate in Italia le due ricorrenze della “Giornata della memoria” e del “Giorno nel ricordo”, dedicate rispettivamente alle vittime dello sterminio nazifascista e ai morti delle foibe.

L’anno scorso, dati alla mano, avevamo verificato come la maggior parte dei leader dei principali partiti politici italiani avesse dato maggiore spazio sui social alle foibe rispetto all’Olocausto. In questo 2021 la strategia comunicativa è cambiata. Complice forse la pandemia e il cambio di governo, le foibe sembrano essere decisamente passate di moda, con alcune inaspettate sorprese.

Prima di vedere che cosa dicono i numeri, ripassiamo brevemente il perché di entrambe le ricorrenze.

Di che cosa stiamo parlando

La “Giornata della memoria” è stata istituita nel 2000 «in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti», che tra il 1939 e il 1945 causarono almeno sei milioni di morti.

Il “Giorno del ricordo”, invece, è stato introdotto nel 2004 dal Parlamento italiano «in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale». In questo caso, le stime più attendibili parlano di circa 5 mila vittime e da alcuni decenni nel nostro Paese questa vicenda storica è al centro di un forte dibattito politico, diventando un cavallo di battaglia soprattutto per la destra.

La data del 10 febbraio ricorre nel giorno in cui, nel 1947, fu firmato il trattato di pace che ha assegnato l’Istria e la maggior parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia, all’epoca guidata da Tito.

2020: i post sulle foibe erano quattro volte quelli sulla Shoah

Nell’analisi dell’anno scorso avevamo selezionato sei leader: Matteo Salvini della Lega; Luigi Di Maio del Movimento 5 stelle (ex capo politico del partito, ma di fatto ancora l’esponente principale); Nicola Zingaretti del Partito democratico; Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia; Silvio Berlusconi di Forza Italia e Matteo Renzi di Italia viva.

Il 27 gennaio e il 10 febbraio 2020 (e nei giorni vicini a queste due date) questi sei politici avevano pubblicato complessivamente 81 post su Facebook, Twitter e Instagram dedicati alle due ricorrenze: oltre l’80 per cento di questi contenuti (66), però, aveva riguardato le foibe.

2021: le foibe sono passate di moda

Nelle due ricorrenze di quest’anno i numeri nella comunicazione social dei sei leader politici sono notevolmente cambiati. Le cause molto probabilmente sono state due: da un lato la concomitanza con la formazione del nuovo governo Draghi (che ha il sostegno di tutti i politici analizzati tranne Meloni) potrebbe aver distolto le attenzioni dal tema e invitato ad abbassare i toni. Dall’altro lato, la pandemia ha ridotto la possibilità di recarsi in visita ai luoghi del ricordo, spesso mostrati sui social lo scorso anno.

In ogni caso, dagli 81 post del 2020 si è passati ai 39 del 2021, un dimezzamento che ha coinvolto, come vedremo, soprattutto il cambio di tono utilizzato dal leader della Lega Salvini. Sui 39 contenuti pubblicati sui tre social da tutti i leader, 18 hanno riguardato il ricordo dell’Olocausto e 21 quello delle vittime delle foibe – un dato oltre tre volte inferiore ai 66 di un anno fa (Grafico 1).
Grafico 1. Post dedicati dai sei leader politici sui social al “Giorno del ricordo” e alla “Giornata della memoria” – Fonte: Elaborazioni Pagella Politica
Grafico 1. Post dedicati dai sei leader politici sui social al “Giorno del ricordo” e alla “Giornata della memoria” – Fonte: Elaborazioni Pagella Politica
Vediamo adesso, politico per politico, come si è modificata la comunicazione nel giro di 12 mesi.

La giravolta di Salvini

Nel 2020, per la “Giornata della memoria” e il “Giorno del ricordo” il leader della Lega aveva pubblicato 42 post (13 su Facebook, 17 su Twitter e 9 su Instagram), di cui soltanto tre erano in ricordo delle vittime dello sterminio nazista.

Quest’anno la comunicazione social dell’ex ministro della Lega è drasticamente cambiata. In memoria delle vittime delle foibe Salvini ha pubblicato due post su Facebook, uno su Twitter e uno su Instagram e la stessa ripartizione è spettata anche alle vittime dell’Olocausto. Dai 42 post del 2020 si è dunque passati a otto, con quelli dedicati alle foibe scesi da 39 a quattro: quasi dieci volte di meno.

Inoltre, pure i toni usati dal leader della Lega sono stati più pacati e meno aggressivi rispetto a quelli di un anno fa.

Meloni parla più di tutti delle foibe

Discorso diverso vale per Giorgia Meloni. Come nel 2020, anche quest’anno le foibe hanno occupato più spazio del ricordo dell’Olocausto sulle pagine social della leader di Fratelli d’Italia, seppure c’è stato un calo nel numero di post.

Per il “Giorno del ricordo” Meloni ha pubblicato nove contenuti in totale: tre su Facebook, tre su Twitter e tre su Instagram. Per la “Giornata della memoria” i post sono stati soltanto due: uno su Facebook, uno su Twitter e nessuno su Instagram.

Un anno fa la leader di Fratelli d’Italia aveva dedicato alle vittime delle foibe 16 post e tre a quelle dell’Olocausto.

Zingaretti dà più spazio alle foibe, ma solo su Instagram

Un po’ a sorpresa, anche il segretario del Partito democratico, come Meloni, ha pubblicato tre post dedicati alle foibe su Instagram, mentre uno è stato dedicato su questo social il 27 gennaio per la “Giornata della memoria”. Su Facebook e Twitter, le due ricorrenze hanno ottenuto lo stesso numero di post: entrambe una per profilo ufficiale.

L’anno scorso Zingaretti si era distinto per essere stato l’unico leader politico ad aver dato maggiore spazio alle vittime dell’Olocausto e della persecuzione nazi-fascista rispetto a quelle delle foibe. Tendenza dunque invertita quest’anno.

Di Maio e Berlusconi si “dimenticano” delle foibe

Nel 2020 l’ex capo politico del M5s e il leader di Forza Italia erano stati i due leader ad aver pubblicato meno contenuti social per le due ricorrenze. Luigi Di Maio aveva pubblicato un solo post sia per la “Giornata della memoria” che per il “Giorno del ricordo”, mentre Silvio Berlusconi aveva mostrato attenzione soltanto per le vittime delle foibe (con un post su Facebook, su Twitter e su Instagram).

Quest’anno l’ex presidente del Consiglio ha invertito la propria comunicazione, pubblicando tre contenuti (uno per social) per le vittime della “Giornata della memoria”, mentre nessuno per quelle della “Giornata del ricordo”. Stessa strategia comunicativa è stata seguita anche da Di Maio, da pochi giorni riconfermato ministro degli Esteri nel nuovo governo Draghi.

Per Renzi un pareggio

Infine, veniamo a leader di Italia viva, che come Salvini ha dedicato sui propri profili ufficiali Facebook, Twitter e Instagram lo stesso spazio alla “Giornata della memoria” e al “Giorno del ricordo”. Nel 2021 Renzi ha dedicato sei post alle due ricorrenze: tre per data, suddivise tra i tre social.

L’anno scorso Renzi aveva invece privilegiato il ricordo delle vittime delle foibe.

In conclusione

Rispetto al 2020 – complice forse la crisi di governo e la pandemia – il “Giorno del ricordo” dedicato ai morti delle foibe ha ricevuto meno attenzione da parte dei sei leader politici italiani più importanti. Un anno fa, per questa ricorrenza erano stati dedicati 66 post sui tre social principali (Facebook, Twitter e Instagram), mentre quest’anno sono stati 21.

Il calo è stato per lo più dovuto al cambio di strategia di Matteo Salvini, che quest’anno ha dedicato quattro contenuti sia al “Giorno del ricordo” che alla “Giornata della memoria” per le vittime dell’Olocausto, contro rispettivamente i 39 e i tre del 2020.

Giorgia Meloni è quella che ha dedicato più spazio alle foibe, con nove post complessivi contro due per l’Olocausto (uno su Facebook e uno su Twitter, nessuno su Instagram), mentre Nicola Zingaretti ha invertito la tendenza dell’anno scorso, dedicando leggermente più spazio quest’anno su Instagram al “Giorno del ricordo”.

Parità di spazio per entrambe le ricorrenze è stata data da Matteo Renzi, mentre Luigi Di Maio e Silvio Berlusconi hanno ricordato soltanto le vittime della violenza nazifascista, non pubblicando niente sulle foibe.

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