In magistratura comandano sempre gli uomini

Le magistrate sono quasi il 60 per cento del totale, ma quelle che svolgono incarichi direttivi sono solo un terzo
ANSA
ANSA
La composizione della magistratura italiana è cambiata parecchio negli anni, ma nonostante i rinnovamenti all’interno di questa istituzione resistono ancora diversi squilibri. Oggi in Italia le donne tra i magistrati sono la maggioranza. Secondo lo studio “Distribuzione per genere del personale di magistratura” pubblicato dall’ufficio statistico del Consiglio superiore della magistratura (CSM), aggiornato al 3 marzo 2026, le persone che svolgono questa professione sono 10.100. Di queste, 4.322 sono uomini e 5.778 donne; le magistrate sono quindi il 57,2 per cento del totale.

La situazione però cambia se si guardano le posizioni di vertice. Tra le 430 persone che svolgono funzioni direttive negli uffici giudiziari, le donne sono solo il 33,7 per cento. In altre parole, più di tre dirigenti su cinque sono uomini.

Il divario cambia a seconda dell’ufficio. Tra i giudici, la quota di donne con incarichi direttivi è del 40,4 per cento. Tra i pubblici ministeri invece scende al 24,4 per cento. Ci sono differenze anche tra i diversi livelli della giurisdizione. Negli uffici giudicanti, le donne rappresentano circa il 33 per cento dei dirigenti in Corte di Cassazione (17 donne e 35 uomini). La percentuale sale nelle Corti d’Appello, dove le donne con incarichi direttivi sono circa il 46 per cento, mentre nei tribunali ordinari scende al 32 per cento. È invece più alta nei tribunali di sorveglianza (circa 61 per cento) e nei tribunali per i minorenni (circa 69 per cento).
Pagella Politica

Iscriviti a Politica di un certo genere

È la newsletter settimanale e gratuita di Pagella Politica in cui le protagoniste sono donne, lavoratrici, madri, politiche e persone della comunità LGBT+. Riceverai nell’email di benvenuto il link all’articolo completo.
Nelle procure la situazione è ancora più sbilanciata. Le donne sono il 68 per cento tra i dirigenti nelle procure minorili, ma la loro presenza cala nelle altre strutture: circa il 18 per cento nelle procure della Repubblica presso i tribunali e il 12 per cento in quelle generali. Alla procura generale della Corte di Cassazione c’è una sola donna con incarico direttivo.

Il risultato è un quadro tipico anche di altri settori: le donne sono più numerose, ma restano meno rappresentate nei ruoli di comando.

Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando. Nel marzo 2025 le donne con incarichi direttivi erano circa il 31 per cento: oggi sono quasi il 34 per cento. E, come osserva il rapporto del CSM, la distanza tra uomini e donne nelle posizioni di vertice negli anni si è progressivamente ridotta.
Fonte: “Distribuzione per genere del personale di magistratura” pubblicato dall’ufficio statistico del Consiglio superiore della magistratura
Fonte: “Distribuzione per genere del personale di magistratura” pubblicato dall’ufficio statistico del Consiglio superiore della magistratura

Il cambiamento nel tempo

La presenza delle donne in magistratura è una conquista relativamente recente. Solo con una legge del 1963 le donne sono state ammesse a tutte le cariche pubbliche, magistratura compresa. Le prime 27 magistrate entrarono in servizio nel 1965 e rappresentavano appena il 6 per cento di chi aveva vinto il concorso. 

Il primo “sorpasso” femminile tra i nuovi magistrati arrivò nel 1987: su 300 vincitori, 156 erano donne. Da allora il numero di magistrate entrate tramite concorso è stato quasi sempre superiore a quello degli uomini, con un divario che si è ampliato soprattutto a partire dal 2007. Negli ultimi concorsi la tendenza è rimasta simile: nel 2022 le donne erano il 69 per cento dei nuovi ingressi, nel 2024 il 56 per cento e nel 2025 il 59 per cento.
Fonte: “Distribuzione per genere del personale di magistratura” pubblicato dall’ufficio statistico del Consiglio superiore della magistratura
Fonte: “Distribuzione per genere del personale di magistratura” pubblicato dall’ufficio statistico del Consiglio superiore della magistratura
Questo cambiamento si è riflesso gradualmente nella composizione complessiva della magistratura e dal 2015 il numero totale di donne in servizio ha superato quello degli uomini. 

Oggi la magistratura italiana è una professione a prevalenza femminile. Ma questa trasformazione non si è ancora tradotta in una presenza altrettanto forte nei ruoli di vertice. Nel tempo il divario si sta riducendo, ma rimane ancora evidente, e racconta come anche nelle istituzioni pubbliche più strutturate i cambiamenti nella composizione del personale richiedano molto tempo per riflettersi nelle posizioni di potere.

Non votare al buio. Leggi la guida al referendum.

Spiega in modo chiaro che cosa cambia con la riforma della giustizia e quali sono le ragioni del Sì e del No.

Con la membership riceverai anche una newsletter quotidiana e l’accesso a contenuti esclusivi.
LEGGI LA GUIDA
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli