La composizione della magistratura italiana è cambiata parecchio negli anni, ma nonostante i rinnovamenti all’interno di questa istituzione resistono ancora diversi squilibri. Oggi in Italia le donne tra i magistrati sono la maggioranza. Secondo lo studio “Distribuzione per genere del personale di magistratura” pubblicato dall’ufficio statistico del Consiglio superiore della magistratura (CSM), aggiornato al 3 marzo 2026, le persone che svolgono questa professione sono 10.100. Di queste, 4.322 sono uomini e 5.778 donne; le magistrate sono quindi il 57,2 per cento del totale.
La situazione però cambia se si guardano le posizioni di vertice. Tra le 430 persone che svolgono funzioni direttive negli uffici giudiziari, le donne sono solo il 33,7 per cento. In altre parole, più di tre dirigenti su cinque sono uomini.
Il divario cambia a seconda dell’ufficio. Tra i giudici, la quota di donne con incarichi direttivi è del 40,4 per cento. Tra i pubblici ministeri invece scende al 24,4 per cento. Ci sono differenze anche tra i diversi livelli della giurisdizione. Negli uffici giudicanti, le donne rappresentano circa il 33 per cento dei dirigenti in Corte di Cassazione (17 donne e 35 uomini). La percentuale sale nelle Corti d’Appello, dove le donne con incarichi direttivi sono circa il 46 per cento, mentre nei tribunali ordinari scende al 32 per cento. È invece più alta nei tribunali di sorveglianza (circa 61 per cento) e nei tribunali per i minorenni (circa 69 per cento).
La situazione però cambia se si guardano le posizioni di vertice. Tra le 430 persone che svolgono funzioni direttive negli uffici giudiziari, le donne sono solo il 33,7 per cento. In altre parole, più di tre dirigenti su cinque sono uomini.
Il divario cambia a seconda dell’ufficio. Tra i giudici, la quota di donne con incarichi direttivi è del 40,4 per cento. Tra i pubblici ministeri invece scende al 24,4 per cento. Ci sono differenze anche tra i diversi livelli della giurisdizione. Negli uffici giudicanti, le donne rappresentano circa il 33 per cento dei dirigenti in Corte di Cassazione (17 donne e 35 uomini). La percentuale sale nelle Corti d’Appello, dove le donne con incarichi direttivi sono circa il 46 per cento, mentre nei tribunali ordinari scende al 32 per cento. È invece più alta nei tribunali di sorveglianza (circa 61 per cento) e nei tribunali per i minorenni (circa 69 per cento).