Come sono spesi i soldi della legge di Bilancio

Per il 2024 lo Stato potrà contare su oltre 1.200 miliardi di euro, di cui una buona parte servirà per ripagare il debito pubblico
Ansa
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Di recente la Ragioneria generale dello Stato, il dipartimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze che gestisce e monitora i conti pubblici italiani, ha pubblicato i dati sulle risorse su cui potrà fare affidamento nel 2024 lo Stato italiano. 

Nella nuova legge di Bilancio, approvata definitivamente dal Parlamento lo scorso 29 dicembre, il governo ha previsto per quest’anno una spesa totale di oltre 1.200 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2023. Oltre a ripagare parte del debito pubblico, queste risorse serviranno a finanziare tutti i capitoli di spesa dello Stato nel corso dell’anno, dalle pensioni all’istruzione, passando per le politiche per il lavoro.

Spese ed entrate

La nuova legge di Bilancio prevede per il 2024 una spesa per lo Stato pari a 1.215 miliardi di euro, il 2,6 per cento in più rispetto al 2023. L’anno scorso la spesa complessiva è stata di 1.184 miliardi, mentre nel 2022 di 1.093 miliardi. Dieci anni fa, nella legge di Bilancio per il 2014 le uscite per lo Stato erano state pari a 825 miliardi di euro. Negli ultimi dieci anni, dunque, le spese messe in conto dai vari governi nelle leggi di Bilancio sono progressivamente aumentate. Va comunque considerato che questi sono valori nominali e non tengono conto dell’andamento dell’inflazione. Considerando l’aumento generale dei prezzi, oggi gli 825 miliardi del 2014 varrebbero circa 980 miliardi, una cifra più bassa di quella stanziata dal governo guidato da Giorgia Meloni nella legge di Bilancio di quest’anno.
Le spese programmate dal governo nella nuova legge di Bilancio saranno finanziate per il 50,1 per cento da imposte e tasse, per il 6,5 per cento dai ricavi delle varie amministrazioni pubbliche e per il 43,4 per cento con il debito pubblico. 

La percentuale di entrate da imposte e tasse è in crescita rispetto al passato. Nel 2023 è stata pari al 49,7 per cento, nel 2022 al 48,9 per cento e nel 2021 al 47,9 per cento. Tra le imposte, quella che pesa di più è l’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, da cui lo Stato prevede di incassare quest’anno circa 239 miliardi di euro, seguita dall’Iva che porterà 203 miliardi di euro. A seguire ci sono l’imposta sul reddito delle società (Irap), che porterà 40 miliardi di euro, le accise sull’energia e le imposte sostitutive sui redditi (31 miliardi), come quelle che pagano le partite Iva in regime forfettario, e i ricavi dalle lotterie e dalle scommesse (22 miliardi).

Come verranno spesi i soldi nel 2024

Secondo la Ragioneria Generale dello Stato, gran parte delle risorse stanziate nella nuova legge di Bilancio servirà a ripagare il debito pubblico e gli interessi su di esso. Secondo i dati più aggiornati della Banca d’Italia, a ottobre 2023 il debito pubblico italiano ha superato i 2.860 miliardi di euro. I fondi stanziati dal governo per ripagare questo debito ammontano a circa 418 miliardi di euro nel 2024, pari a quasi il 35 per cento di tutte le spese previste nella legge di Bilancio. Più nel dettaglio, 327 miliardi sono destinati al rimborso del debito e 91 miliardi per gli oneri finanziari e di gestione del debito stesso, tra cui gli interessi. 

La seconda spesa maggiore prevista nella nuova legge di Bilancio è quella per le relazioni finanziarie con le autonomie territoriali, pari a 147 miliardi di euro. Con queste risorse lo Stato aiuta per esempio le varie regioni a sostenere la loro spesa sanitaria. A seguire ci sono i fondi per le politiche previdenziali (135 miliardi), come le pensioni, e per quelle economico-finanziarie (119 miliardi), che comprendono la gestione delle risorse economiche dello Stato. Per la competitività e lo sviluppo delle imprese sono stati stanziati 63 miliardi di euro, così come per le politiche sociali e per la famiglia. All’istruzione sono stati invece destinati 52 miliardi di euro.

Tra gli stanziamenti minori, 33 miliardi di euro saranno spesi per i rapporti dell’Italia con l’Europa e con il resto del mondo, 29 miliardi per la difesa e la sicurezza, 17 miliardi per le politiche per il lavoro, altri 17 miliardi per la mobilità e il trasporto, 13 miliardi per lo sviluppo del territorio, altri 13 miliardi per l’ordine pubblico e 11 miliardi sia per la giustizia sia per l’istruzione universitaria. Ci sono poi una serie di voci con importi ancora più bassi, che in totale ammontano ad altri 47 miliardi di euro. La spesa sanitaria non è inclusa nei dati diffusi dalla Ragioneria perché il Fondo sanitario nazionale viene alimentato dalle altre voci contenute nella legge di Bilancio. Al fabbisogno sanitario contribuiscono tra l’altro sia lo Stato sia le regioni.

Quanto spendono i ministeri

La spesa messa in conto dal governo per il 2024 sarà sostenuta principalmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, le cui uscite ammontano quest’anno al 67,5 per cento di quelle previste in legge di Bilancio. Questo è dovuto soprattutto al fatto che nel conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze rientra la spesa per ripagare il debito pubblico. Tra gli altri, il 17 per cento delle spese sarà sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il 4,3 per cento dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, il 2,5 dal Ministero dell’Interno e il 2,4 per cento dal Ministero della Difesa.
Quest’anno il Ministero del Lavoro è quello con il maggior aumento percentuale di risorse economiche disponibili, con una crescita del 12,5 per cento rispetto al 2023, seguito da quello degli Affari esteri con il 7,6 per cento e da quello della Difesa con il 5,2 per cento. Il Ministero dell’Economia registra un aumento del 3,5 per cento, seguito dal Ministero dell’Università (+2,8 per cento), da quello delle Infrastrutture e dei Trasporti (+2,2 per cento), da quello della Giustizia (+1,4 per cento) e da quello dell’Agricoltura (+1 per cento). I fondi per il Ministero dell’Istruzione sono rimasti pressoché stabili. 

Nel 2024 calano invece nettamente le risorse, e quindi la spesa, per il Ministero dell’Ambiente (-84 per cento), seguito dal Ministero della Salute (-28 per cento) e da quello del Turismo (-13 per cento). Sul netto calo delle risorse del Ministero dell’Ambiente ha pesato la riduzione della spesa per la diversificazione delle fonti energetiche. Nel 2023 erano stati stanziati circa 23 miliardi di euro per questa voce, mentre quest’anno il finanziamento è sceso a 3,8 miliardi di euro. In particolare, tra il 2023 e il 2024 è stato ridotto di quasi 19 miliardi di euro lo stanziamento previsto per l’energia e la diversificazione delle fonti energetiche. L’anno scorso erano stati stanziati [1] infatti diversi miliardi di euro per i crediti alle imprese per l’acquisto di energia e di gas, per la riduzione degli oneri di gestione del gas, così come per il bonus sociale elettrico. Quest’anno queste voci non sono più presenti [1] nel bilancio. 

Nel 2024 la spesa per il Ministero della Cultura calerà invece del 7,5 per cento, quella del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 4,9 per cento, mentre quella del Ministero dell’Interno dell’1,1 per cento.
[1] Per visualizzare i dati, si deve andare su “Scarica”, scegliere file completo nella sezione “Esporta in Excel”. Nel file si deve poi filtrare la colonna “Amministrazione” per “Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica” e guardare ai valori contenuti nella colonna “Legge di Bilancio CS A1”.

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