I sondaggi continuano a restare fermi

A gennaio non ci sono stati cambiamenti particolari nei consensi dei partiti
AFP/Ludovic Marin
AFP/Ludovic Marin
Nonostante le vacanze natalizie siano finite e il dibattito sul referendum sulla giustizia stia entrando nel vivo, i sondaggi di gennaio mostrano ancora una volta che i consensi dei partiti stanno rimanendo fermi. Di conseguenza, rispetto a dicembre è rimasta invariata la distanza tra la coalizione di maggioranza e la coalizione progressista, che riunisce le forze di opposizione eccetto Azione.
Rispetto ai nostri articoli precedenti sui sondaggi, per questo mese c’è però una novità. In collaborazione con Sondaggi BiDiMedia abbiamo rivisto la metodologia con cui calcoliamo la media delle rilevazioni: abbiamo considerato solo i sondaggi pubblicati nel mese di gennaio, selezionando per ciascun istituto la rilevazione più recente e soltanto i partiti sondati da almeno la metà degli istituti analizzati. 

Questo metodo riduce l’influenza delle singole rilevazioni e restituisce un quadro più solido sull’orientamento di voto, che va comunque interpretato con cautela, perché anche le medie dei sondaggi incorporano sempre un margine di incertezza.

I partiti al governo

Se si votasse oggi, Fratelli d’Italia sarebbe ampiamente il partito più votato. Secondo i sondaggi, infatti, il partito di Meloni raccoglierebbe il 29,9 per cento dei consensi degli elettori, la stessa percentuale registrata a dicembre. 

Tra gli altri partiti della maggioranza segue Forza Italia all’8,6 per cento. Il partito di Antonio Tajani è in lieve calo (-0,2 punti percentuali) rispetto al mese precedente, ma resta davanti alla Lega, che si ferma all’8,3 per cento (-0,1).

Considerando l’1 per cento di Noi Moderati, la coalizione di centrodestra che sostiene il governo Meloni può contare sul 47,8 per cento dei consensi, in calo solo di 0,2 punti in un mese.

I partiti all’opposizione

Lo stesso identico calo, però, è stato registrato dalla coalizione che si è presentata unita alle ultime elezioni regionali, formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva (che da alcuni mesi fa pare del più ampio progetto centrista chiamato “Casa Riformista”) e Più Europa. Messi insieme, tutti questi partiti possono contare sul 44,8 per cento dei voti, il 3 per cento in meno della coalizione al governo.

A gennaio i consensi del Partito Democratico si sono fermati al 22 per cento (-0,1 punti percentuali). Il partito guidato da Elly Schlein continua a essere il secondo con più seguito a livello nazionale e il primo tra quelli all’opposizione. Seguono poi il Movimento 5 Stelle con il 12,3 per cento (-0,1) e Alleanza Verdi-Sinistra con il 6,4 per cento, percentuale stabile rispetto a dicembre. Italia Viva-Casa Riformista è al 2,4 per cento (-0,1), mentre Più Europa all’1,7 per cento (+0,1). 

Fuori dalla coalizione resta Azione, che rispetto a dicembre ha perso 0,3 punti percentuali, passando dal 3,3 per cento al 3 per cento. Gli altri partiti, invece, raccolgono complessivamente il restante 4,4 per cento.

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