Perché i sondaggi si sono rivelati affidabili

I risultati delle elezioni sono stati in linea con quanto ci si aspettava, sia in base agli ultimi sondaggi pubblicati sia in base agli ultimi trend della campagna elettorale
ANSA / Massimo Percossi
ANSA / Massimo Percossi
Il centrodestra è uscito vincitore dalle elezioni di domenica 25 settembre, ottenendo una solida maggioranza alla Camera dei deputati e al Senato, staccando il centrosinistra di circa 16 punti percentuali. 

Confrontare i sondaggi con i risultati finali delle elezioni in Italia è sempre complesso, dal momento che per legge i sondaggi non si possono pubblicare negli ultimi 15 giorni di campagna elettorale, quando milioni di persone decidono effettivamente quale partito votare. 

I risultati delle elezioni del 25 settembre erano però ampiamente attesi: si sono rivelati in linea sia con quanto ci si aspettava sulla base dei sondaggi pubblicati due settimane sia con i trend di cui parlavano i giornali, i quali potevano consultare i sondaggi anche se non potevano pubblicarli.

Il confronto tra sondaggi e risultati

Negli ultimi sondaggi del 9 settembre Fratelli d’Italia era dato, in media, al 24,3 per cento e ha poi ottenuto il 26 per cento, un risultato in linea sia con il trend delle settimane precedenti al voto sia all’interno del margine di errore, che caratterizza ogni sondaggio.

Il Partito democratico ha invece ottenuto un risultato più mediocre, fermandosi al 19,1 per cento contro il 22,2 per cento previsto dai sondaggi. Discorso opposto vale per il Movimento 5 Stelle: era dato al 12,4 per cento, vicinissimo a superare la Lega, e ha ottenuto il 15,4 per cento. Si tratta di due dati comunque in linea con i trend che i due partiti stavano registrando nelle ultime settimane della campagna elettorale: se i sondaggi si fossero potuti pubblicare fino a poche ore prima del voto, è molto probabile che questi avrebbero offerto rilevazioni più vicine ai risultati finali. 

Nell’ultima settimana di campagna elettorale, i giornali, vedendo i sondaggi non pubblicabili, hanno infatti parlato ripetutamente di un recupero del Movimento 5 Stelle nelle regioni del Sud. Anche il segretario del Partito demcoratico Enrico Letta aveva deciso di puntare di più sul Mezzogiorno negli ultimi giorni di campagna elettorale, segno che la rimonta del Movimento 5 stelle era concreta.

La Lega è invece uno dei partiti che ha ottenuto il risultato più deludente rispetto alle attese: nei sondaggi era data al 12,8 per cento e ha ottenuto l’8,8 per cento. Il partito di Matteo Salvini era comunque in calo da settimane, e in particolar modo nei primi dieci giorni di settembre.

Forza Italia era data al 7,8 per cento e ha ottenuto l’8,1 per cento. In questo caso il partito di Silvio Berlusconi era stabile da mesi, e anche durante il silenzio elettorale non erano stati evidenziati trend capaci di cambiare in modo significativo le ultime previsioni. L’alleanza tra Azione e Italia Viva è andata leggermente meglio delle aspettative, ottenendo un 7,8 per cento contro una previsione del 6,4 per cento, ma anche in questo caso è stato segnalato un chiaro trend di crescita negli ultimi giorni.

Tra i partiti minori, non ci sono state grandi sorprese e i dati sono stati in linea con quanto ci si attendesse o all’interno del margine di errore. Alleanza Verdi-Sinistra era data al 3,6 per cento e ha ottenuto il 3,6 per cento, Più Europa al 2 per cento e ha preso il 2,8 per cento, mentre Italexit, data al 2,8 per cento, si è fermata all’1,9 per cento. Impegno Civico e Noi moderati si sono fermati rispettivamente allo 0,6 e 0,9 per cento e nei sondaggi erano dati al 1,1 e 1,6 per cento, ma con un trend in calo. 

Ricapitolando: nel complesso le elezioni sono andate in linea con quanto ci si aspettava in base ai sondaggi e agli ultimi trend in atto. Il periodo di buio sondaggistico ha così impedito una corretta valutazione del lavoro degli istituti demoscopici nel sondare le posizioni dell’elettorato.
Pagella Politica

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