Salvini e Meloni sono i leader più vecchi in circolazione

Il segretario della Lega e la presidente di Fratelli d’Italia sono alla guida dei loro partiti da più di 12 anni, circa un quarto della loro vita
ANSA
ANSA
Il 28 giugno, durante il raduno dei giovani della Lega a Milano Marittima, in Emilia-Romagna, il segretario Matteo Salvini ha annunciato di voler continuare a guidare il partito per altri tre anni, ossia fino al 2029, quando è prevista la fine del suo mandato da segretario. «È semplice? È facile? Non sempre, ma sento dentro il fuoco che avevo 35 anni fa quando feci la prima tessera», ha detto Salvini rispondendo a una domanda del conduttore de La Zanzara Giuseppe Cruciani, che lo ha intervistato. Salvini ha quindi smentito le voci delle ultime settimane secondo cui la sua guida nella Lega sarebbe in discussione e ha aggiunto che vuole guidare il partito anche alle prossime elezioni politiche nel 2027. 
Al di là di quello che sarà il futuro del partito, Salvini è segretario della Lega dal 31 gennaio 2020, quindi da cinque anni e mezzo. Prima ancora, dal 7 dicembre 2013 Salvini era stato segretario della Lega Nord, il partito fondato da Umberto Bossi e da cui è nata la “Lega per Salvini premier” (questo è il nome ufficiale del partito oggi). 

Secondo le verifiche di Pagella Politica, considerando sia il periodo alla guida della Lega Nord che quello a capo della Lega, Salvini è capo di un partito da 12 anni e mezzo. Tra i leader attuali, il ministro delle Infrastrutture è quello che ha trascorso più anni alla guida di un partito, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è presidente di Fratelli d’Italia dall’8 marzo 2014, quindi da poco più di 12 anni. Salvini e Meloni hanno rispettivamente 53 e 49 anni: circa un quarto della loro vita l’hanno trascorso a guidare i rispettivi partiti. 

Per calcolare la longevità dei leader politici abbiamo sommato tutti i periodi di tempo in cui i leader attuali sono stati a capo di un partito. In passato alcuni leader sono stati alla guida dei loro partiti non ininterrottamente o hanno guidato partiti diversi. È questo il caso per esempio del presidente di Italia Viva Matteo Renzi e del co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. Renzi è stato segretario del PD da dicembre 2013 a febbraio 2017, per poi esserlo nuovamente da maggio 2017 a marzo 2018. In seguito, Renzi è diventato leader di Italia Viva a settembre 2019. Prima di diventare co-portavoce di Europa Verde a luglio 2021, Bonelli è stato da ottobre 2009 a novembre 2015 prima presidente e poi co-portavoce della Federazione dei Verdi. Attualmente, Europa Verde ha un’altra co-portavoce oltre a Bonelli, che è l’assessora alle Politiche giovanili in Campania Fiorella Zabatta. Zabatta è co-portavoce di Europa Verde dal 30 novembre 2024, quindi da circa un anno e mezzo.

La classifica

Dopo Salvini e Meloni, come leader di partito più longevi ci sono proprio Bonelli e Renzi. Seppur in maniera non continuativa, il co-portavoce di Europa Verde e il presidente di Italia Viva sono finora stati a capo di un partito per 11 anni. 
A seguire, più staccato, c’è il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che guida il suo partito dal 2017, con una breve interruzione tra il 2019 e il 2021, per un totale di circa 8 anni. Tra i partiti principali, dietro a Fratoianni ci sono Carlo Calenda, che è segretario di Azione da novembre 2019, quindi da circa 6 anni e mezzo, Maurizio Lupi, che è leader di partito da 5 anni, prima a capo di Noi con l’Italia poi di Noi Moderati, e Giuseppe Conte, che è alla guida del Movimento 5 Stelle da quasi 5 anni, ossia da agosto 2021. 

La segretaria del PD Elly Schlein è leader di partito da poco più di tre anni, così come il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Dietro a loro c’è il segretario di Forza Italia Antonio Tajani che, sebbene sia il più anziano dal punto di vista anagrafico (ha 72 anni), è tra i leader più “giovani” per quanto riguarda il tempo trascorso alla guida di un partito. Tajani ha assunto la guida di Forza Italia a luglio 2023, un mese dopo la morte del fondatore e leader storico Silvio Berlusconi. In precedenza, Tajani non aveva mai ricoperto il ruolo di capo di un partito, vista la sua decennale carriera in Forza Italia, di cui è stato anche vicepresidente dal 2018. 

Chi ha invece una carriera politica breve alle spalle è il presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci. Nonostante i suoi 57 anni di età, il generale è entrato in politica a giugno 2024, venendo eletto con la Lega al Parlamento europeo. Della Lega Vannacci è diventato anche vicesegretario, ma a febbraio 2026 ha poi lasciato il partito per fondare Futuro Nazionale, di cui è presidente da meno di cinque mesi.

Tra le forze politiche più piccole, i due co-portavoce di Potere al Popolo Marta Collot e Giuliano Granato guidano il partito da più di cinque anni, essendo stati eletti a maggio 2021. Laura Castelli, ex viceministra dell’Economia nei governi Conte e Draghi, è la segretaria di Sud chiama Nord dall’8 febbraio 2025, quando l’ex segretario e fondatore Cateno De Luca le ha lasciato l’incarico. Il deputato Luigi Marattin, già esponente del PD e poi di Italia Viva, ha fondato il Partito Liberaldemocratico l’8 marzo 2025 e ne è diventato segretario il 28 giugno.

Il partito fa la differenza

Dietro alla longevità di un leader ci sono diversi fattori, dalla vita privata ai risultati elettorali. Molto però dipende dal tipo di partito che ci si trova a guidare. «Meloni e Salvini sono leader longevi perché sono a capo di partiti che hanno fondato o contribuito a fondare, che negli anni hanno reso via via sempre più personali», ha spiegato a Pagella Politica il politologo Marco Valbruzzi, professore di Scienza politica all’Università Federico II di Napoli. «Meloni è stata nel 2013 tra i fondatori di Fratelli d’Italia insieme a Guido Crosetto e Ignazio La Russa, ma dopo essere stata eletta leader ha plasmato il partito dietro la sua immagine. Salvini, invece, dopo aver preso le redini della Lega Nord, ha fondato la Lega che ha di fatto reso un partito personale».

Dopo la sua prima elezione a presidente di Fratelli d’Italia nel 2014, Meloni è stata rieletta in questo ruolo nel 2017. Salvini invece è stato votato ben quattro volte come leader della Lega: le prime due volte, nel 2013 e nel 2017, alla guida della Lega Nord; nel 2020 è stato rieletto segretario anche con il passaggio dalla Lega Nord alla Lega; infine, l’anno scorso è stato confermato nuovamente come segretario fino al 2029.

Per Tajani, invece, il discorso è lo stesso, ma all’opposto. «L’attuale segretario di Forza Italia è un leader “giovane” dal punto di vista politico proprio per il fatto che Forza Italia è stato il partito personale per eccellenza. Berlusconi è stato il leader indiscusso dalla fondazione fino alla sua morte e non ha mai lasciato alcuna possibilità di un’alternanza alla guida del partito», ha aggiunto Valbruzzi. 

Secondo il politologo il caso di Schlein sarebbe ancora diverso, ma è comunque la dimostrazione che dietro a una leadership conta soprattutto il partito. «Il PD non è un partito personale, dunque il segretario di turno è sempre frutto di un compromesso tra le diverse anime del partito. Anche nel PD i segretari possono essere rieletti, come nel caso di Renzi, ma non hanno mai vita facile e difficilmente riescono a plasmare il partito a loro immagine e somiglianza», ha spiegato Valbruzzi. 

Un caso particolare è invece quello di Bonelli e dei Verdi italiani. Bonelli è stato rieletto come deputato per la seconda volta nel 2022 dopo una breve esperienza tra il 2006 e il 2008. Nonostante ciò ha una lunga carriera politica alle spalle, in cui ha ricoperto diversi ruoli a livello locale nella Regione Lazio e in cui ha ricoperto il ruolo di leader di partito a più riprese dal 2009 a oggi, sempre nell’ambito delle varie formazioni dei Verdi. «I Verdi italiani hanno mutuato la tradizione degli altri partiti ambientalisti europei e internazionali in base alla quale il partito deve avere due capi, ossia due co-portavoce, di solito un uomo e una donna. Allo stesso tempo, hanno mantenuto un forte attaccamento ad alcune figure di riferimento, come lo stesso Bonelli, tanto che oggi in pochi sanno dell’esistenza di un’altra portavoce oltre a lui», ha concluso Valbruzzi. 

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

È uscita la nostra guida sulla legge elettorale, riservata ai sostenitori.
Sostienici per accedere a tutte le guide esclusive, newsletter riservate, video e molto altro.
INIZIA AD INFORMARTI MEGLIO
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli