In Parlamento qualcosa si sta muovendo per limitare l’uso dei deepfake nella propaganda politica sui social network. A fine febbraio è infatti previsto in aula alla Camera l’inizio dell’esame di una proposta di legge del Partito Democratico che mira a contrastare l’uso di video o immagini di politici che sembrano reali, ma che in realtà sono stati creati o manipolati con l’intelligenza artificiale. La conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari della Camera ha fissato per il 23 febbraio l’avvio dell’esame in aula della proposta, a prima firma della vicepresidente Anna Ascani.
Il testo, attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera, è composto da cinque articoli e introduce alcune modifiche alla legge del 1956 che disciplina la propaganda elettorale. L’intervento normativo si inserisce in un dibattito politico avviato da tempo, che negli ultimi mesi si è intensificato proprio a causa della diffusione sempre più semplice e realistica di contenuti generati con strumenti di intelligenza artificiale.
In questo contesto, a dicembre 2025 tutti i partiti presenti in Parlamento, con l’unica eccezione della Lega, hanno sottoscritto un appello lanciato da Pagella Politica e Facta sull’uso dell’intelligenza artificiale nella propaganda politica. Nell’appello, presentato alla Camera, sono indicati tre impegni di base: non creare e non diffondere deepfake dei propri avversari politici; nel caso in cui un deepfake venga diffuso credendolo vero, rendere pubblico l’errore e non limitarsi a rimuoverlo; informare e sensibilizzare iscritti e sostenitori su questo tema.
Il testo, attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera, è composto da cinque articoli e introduce alcune modifiche alla legge del 1956 che disciplina la propaganda elettorale. L’intervento normativo si inserisce in un dibattito politico avviato da tempo, che negli ultimi mesi si è intensificato proprio a causa della diffusione sempre più semplice e realistica di contenuti generati con strumenti di intelligenza artificiale.
In questo contesto, a dicembre 2025 tutti i partiti presenti in Parlamento, con l’unica eccezione della Lega, hanno sottoscritto un appello lanciato da Pagella Politica e Facta sull’uso dell’intelligenza artificiale nella propaganda politica. Nell’appello, presentato alla Camera, sono indicati tre impegni di base: non creare e non diffondere deepfake dei propri avversari politici; nel caso in cui un deepfake venga diffuso credendolo vero, rendere pubblico l’errore e non limitarsi a rimuoverlo; informare e sensibilizzare iscritti e sostenitori su questo tema.