Nel tardo pomeriggio di giovedì 16 luglio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato al Quirinale il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al caso di Mario Roggero, il gioielliere cuneese condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due rapinatori e ferito un terzo mentre fuggivano dopo una rapina alla sua gioielleria nel 2021. Poco prima della convocazione di Mattarella, Nordio aveva annunciato di aver fatto partire l’istruttoria per concedere la grazia a Roggero, sulla scia delle varie richieste avanzate da tutti i partiti di centrodestra, che in queste ore hanno espresso sostegno al gioielliere e hanno fatto partire anche una raccolta firme per chiedere al presidente della Repubblica di concedergli la grazia.
Al di là del caso specifico di Roggero, Mattarella ha chiamato al Quirinale Nordio proprio per via della scelta del ministro di avviare il processo per valutare la richiesta di grazia in maniera del tutto autonoma, senza nessuna decisione sul merito del capo dello Stato, una scelta piuttosto irrituale e contraria alla prassi consolidata negli anni, come confermato anche da una sentenza della Corte Costituzionale.
Al di là del caso specifico di Roggero, Mattarella ha chiamato al Quirinale Nordio proprio per via della scelta del ministro di avviare il processo per valutare la richiesta di grazia in maniera del tutto autonoma, senza nessuna decisione sul merito del capo dello Stato, una scelta piuttosto irrituale e contraria alla prassi consolidata negli anni, come confermato anche da una sentenza della Corte Costituzionale.