No, il governo non ha abolito il bollo auto

Lo hanno sostenuto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, ma per il momento si tratta solo di un’esenzione per il 2027 
Presidenza del Consiglio dei ministri
Presidenza del Consiglio dei ministri
Il 16 settembre Fratelli d’Italia ha pubblicato un post sulle sue pagine social in cui ha annunciato con toni piuttosto trionfali «l’eliminazione di una delle tasse più odiate dagli italiani». Il riferimento è alla tassa su moto e auto, ossia il cosiddetto “bollo” che, secondo il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sarebbe stato abolito completamente dal governo.
«Il governo Meloni approva l’abolizione del bollo per le auto e i motocicli: una misura che riguarda circa 14,5 milioni di veicoli e oltre il 70 per cento delle auto in circolazione. A una sinistra che si ostina a proporre nuove imposte e patrimoniali, rispondiamo con l’eliminazione di una delle tasse più odiate dagli italiani», si legge nel post. Un annuncio simile è stato fatto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, durante la conferenza stampa dopo una riunione del Consiglio dei ministri, ha parlato di un’abolizione «strutturale» del bollo, facendo intendere che la tassa su auto e moto sia stata cancellata per sempre.

Ma come stanno davvero le cose? Al netto dei veicoli interessati, Fratelli d’Italia e Meloni sono fuorvianti sull’eliminazione del bollo. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un decreto-legge con cui ha esentato, per il solo anno 2027, dal pagamento del bollo tutte le persone che possiedono un motociclo o un auto con potenza inferiore agli 80 kw, cioè di piccola o media taglia, e non si tratta per ora di un’abolizione totale di questa tassa. 

Che cos’è il bollo

Il bollo è una tassa regionale sul possesso di un veicolo iscritto al PRA, ossia il Pubblico Registro Automobilistico. La tassa va pagata ogni anno dal proprietario di qualsiasi veicolo, indipendentemente da quanto usa effettivamente il mezzo, e l’importo dipende soprattutto da potenza del veicolo, classe ambientale e regole della Regione. Fino agli anni Novanta, il bollo su auto e moto era una tassa statale. Nel 1992, con un decreto legislativo, le risorse della tassa automobilistica sono state poi attribuite integralmente alle Regioni a statuto ordinario e dal 1999 sono state trasferite alle Regioni anche le funzioni di riscossione, accertamento e recupero.

Secondo i dati più aggiornati elaborati dall’ACI, l’Automobile club d’Italia, nel 2024 la tassa automobilistica ha generato circa 7,5 miliardi di euro di gettito. Non si tratta però di entrate dirette per le casse dello Stato. Come anticipato, la riscossione del bollo è infatti affidata alle singole regioni, e dunque le risorse ricavate da questa tassa possono concorrere, insieme alle altre entrate regionali, a finanziare spese come sanità, trasporto pubblico locale, servizi sociali, formazione, amministrazione regionale e altre politiche territoriali. 

Il provvedimento del governo

E veniamo ora al decreto-legge approvato dal governo nel Consiglio dei ministri del 16 settembre. Il testo ufficiale del provvedimento non è ancora stato pubblicato, ma Pagella Politica lo ha potuto visionare.

In breve – oltre a prevedere uno sconto sulle accise dei carburanti – il provvedimento introduce, solo per il 2027, un’esenzione dalla tassa automobilistica per un solo veicolo per persona fisica, a determinate condizioni. Per le autovetture, l’esenzione riguarda le auto a benzina o gasolio, anche ibride, con potenza non superiore a 80 kW. Se una persona possiede più auto che rientrano nei requisiti, l’esenzione si applica a una sola: prima a quella con potenza più bassa e, in caso di pari potenza, a quella con il bollo ordinariamente meno costoso. Per i motocicli e i ciclomotori, l’esenzione è riconosciuta solo se il proprietario non possiede alcuna autovettura fino a 80 kW. Anche in questo caso vale per un solo mezzo: per i motocicli si sceglie quello con minore potenza e, a parità, quello con bollo più basso; per i ciclomotori, quello immatricolato da più tempo.
Il testo del decreto-legge sull’esenzione della tassa automobilistica nel passaggio riguardante il bollo
Il testo del decreto-legge sull’esenzione della tassa automobilistica nel passaggio riguardante il bollo
L’agevolazione vale per i pagamenti del bollo con scadenza ordinaria compresa tra 1° gennaio e 31 dicembre 2027. L’esenzione dal pagamento del bollo comporterà ovviamente un calo delle entrate per le regioni. Per compensare questa perdita, lo Stato prevede di destinare alle regioni alle province autonome circa 2,3 miliardi di euro il prossimo anno e sarà compito del Ministero dell’Economia e delle Finanze stabilire la ripartizione entro il 31 marzo 2027. Al momento, stando al testo più aggiornato del decreto-legge, non è chiaro da dove il Ministero dell’Economia e delle Finanze troverà le risorse necessarie per assegnare le risorse in questione alle regioni. 

Durante la conferenza stampa successiva all’approvazione del decreto-legge, lo stesso ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ridimensionato ciò che aveva fatto intendere prima la stessa Meloni. Giorgetti ha infatti descritto l’esenzione del bollo per il 2027 come una «misura emergenziale», auspicando che possa diventare effettivamente «strutturale», ossia permanente. 

In seguito, nella serata del 16 settembre, ospite a 10 minuti, su Rete 4, la stessa presidente del Consiglio ha spiegato che l’intenzione è eliminare completamente il bollo auto attraverso la prossima legge di Bilancio, quella per il 2027. Secondo Meloni, la scelta di esentare per il momento dal pagamento del bollo solo per il 2027 è dettata dalla necessità di avere «un tempo tecnico» per fare gli accordi tecnici con le Regioni a statuto speciale, dato che il bollo è una tassa regionale. Comunque, nonostante le precisazioni del governo, l’eliminazione del bollo auto per le auto di piccola e media potenza e per le moto deve essere considerata per ora soltanto temporanea.
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