Il deficit italiano del 2025 è rimasto appena sopra la soglia europea del 3 per cento, e rimane dunque in procedura di infrazione. Secondo i dati diffusi dall’Istat il 22 settembre, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è stato pari al 3,1 per cento del Prodotto interno lordo (PIL): il settore pubblico ha insomma speso più del previsto, o incassato meno del previsto, rispetto alle stime. Il risultato conferma così la permanenza dell’Italia nella procedura per disavanzo eccessivo, aperta dall’Unione europea nel 2024 dopo il ritorno del Patto di Stabilità, prima sospeso a causa della pandemia e della guerra in Ucraina.
La differenza è minima in termini contabili, ma rilevante dal punto di vista istituzionale. Il governo Meloni puntava a chiudere la procedura già sulla base dei dati del 2025, un anno in anticipo rispetto al percorso concordato con la Commissione europea. «Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto deficit/PIL 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato» ha affermato a proposito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
L’obiettivo dunque si sposta ad aprile 2027, quando saranno diffusi i dati dell’anno in corso, rientrando così nel percorso inizialmente concordato con l’UE. Per il 2026 infatti il Ministero dell’Economia punta a un deficit del 2,9 per cento. Ma la conferma di questo dato che effetto avrà sulla spesa pubblica e sulla prossima legge di Bilancio?
La differenza è minima in termini contabili, ma rilevante dal punto di vista istituzionale. Il governo Meloni puntava a chiudere la procedura già sulla base dei dati del 2025, un anno in anticipo rispetto al percorso concordato con la Commissione europea. «Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto deficit/PIL 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato» ha affermato a proposito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
L’obiettivo dunque si sposta ad aprile 2027, quando saranno diffusi i dati dell’anno in corso, rientrando così nel percorso inizialmente concordato con l’UE. Per il 2026 infatti il Ministero dell’Economia punta a un deficit del 2,9 per cento. Ma la conferma di questo dato che effetto avrà sulla spesa pubblica e sulla prossima legge di Bilancio?