In questi giorni diversi sostenitori del Sì al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo stanno dicendo che l’ordinamento giuridico in vigore in Italia risale al periodo del fascismo e che uno degli obiettivi della riforma sarebbe proprio quello di superare quell’impostazione.
Ad esempio, il 17 marzo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato a Cinque minuti su RAI1 da Bruno Vespa, ha detto che «l’attuale ordinamento giudiziario è quello voluto dal fascismo, cioè il processo dove l’imputato è considerato colpevole, dove c’è l’unione delle carriere, cioè la carriera dei magistrati giudicanti è la stessa della pubblica accusa». Lo stesso giorno il ministro della Giustizia Carlo Nordio, durante un confronto con il presidente onorario del comitato “Giusto dire No” Enrico Grosso su SkyTG24, ha detto che «noi abbiamo ancora quello che è il residuo di un decreto fascista del 1941 dell’ordine Grandi, che aveva disciplinato l’ordine esattamente come è adesso».
Ma le cose stanno davvero così? In breve: gli esperti ci hanno confermato che è vero che l’unità delle carriere dei magistrati era presente anche sotto il fascismo. Questo non vuol dire però che il sistema giudiziario italiano sia di stampo autoritario, ed è furoviante affermare che la riforma della separazione delle carriere serva a superare questo sistema.
Ad esempio, il 17 marzo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato a Cinque minuti su RAI1 da Bruno Vespa, ha detto che «l’attuale ordinamento giudiziario è quello voluto dal fascismo, cioè il processo dove l’imputato è considerato colpevole, dove c’è l’unione delle carriere, cioè la carriera dei magistrati giudicanti è la stessa della pubblica accusa». Lo stesso giorno il ministro della Giustizia Carlo Nordio, durante un confronto con il presidente onorario del comitato “Giusto dire No” Enrico Grosso su SkyTG24, ha detto che «noi abbiamo ancora quello che è il residuo di un decreto fascista del 1941 dell’ordine Grandi, che aveva disciplinato l’ordine esattamente come è adesso».
Ma le cose stanno davvero così? In breve: gli esperti ci hanno confermato che è vero che l’unità delle carriere dei magistrati era presente anche sotto il fascismo. Questo non vuol dire però che il sistema giudiziario italiano sia di stampo autoritario, ed è furoviante affermare che la riforma della separazione delle carriere serva a superare questo sistema.