Slot machine, atenei online e sigarette elettroniche: chi ha finanziato la campagna elettorale della Lega

Da fine luglio a fine agosto il partito di Matteo Salvini ha incassato quasi 2,8 milioni di euro: ecco da chi sono arrivati i finanziamenti più sostanziosi
ANSA/ANGELO CARCONI
ANSA/ANGELO CARCONI
Durante la campagna elettorale, la Lega ha ricevuto finanziamenti per quasi 2,8 milioni di euro: questa cifra è la più alta raccolta tra i principali partiti ed è destinata a salire, visto che i dati pubblicamente a disposizione arrivano solo fino alla fine di agosto, mentre le elezioni si sono tenute il 25 settembre. 

Tra le donazioni, ci sono quelle di privati cittadini e aziende, e quelle degli attuali parlamentari o dei candidati al Parlamento, che, in base allo statuto del partito, devono contribuire al suo sostentamento. Alcuni dei finanziamenti più ricchi sono arrivati nelle casse della Lega da alcune università online, da un’azienda del settore delle sigarette elettroniche, con cui il partito di Matteo Salvini ha rapporti da diversi anni, e da un’associazione che rappresenta gli operatori dei giochi con scommesse e slot machine.

I dati sui finanziamenti sono consultabili dall’elenco delle erogazioni versate ai partiti e ai movimenti politici, scaricabile dal sito della Camera. In questa analisi abbiamo considerato solo i finanziamenti ricevuti dalla sezione nazionale della Lega e non quelli ricevuti dalle sezioni locali del partito.

I soldi di candidati e politici locali

In base alle verifiche di Pagella Politica, dal 1° gennaio al 31 agosto (ultimo giorno per cui sono a disposizione i dati), il partito guidato da Matteo Salvini ha raccolto circa 5,5 milioni di euro in donazioni, una cifra più che doppia rispetto a quella delle altre forze politiche. Di questi, circa 2,8 milioni, ossia la metà, sono stati raccolti in campagna elettorale, dal 20 luglio in poi, giorno in cui le dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi hanno aperto le porte per le elezioni anticipate del 25 settembre.

A un mese dal voto, una parte dei versamenti ricevuti dalla Lega è arrivata dal gruppo dei suoi parlamentari uscenti e dai candidati alle elezioni nei cosiddetti “collegi blindati”, quelli in cui il centrodestra era sicuro di vincere. Questi candidati hanno versato alla Lega almeno 20 mila euro, che, secondo il Corriere della sera, erano la cifra pattuita con il partito dai candidati la cui elezione era data per quasi certa.

Per esempio, tra queste donazioni c’è quella dell’attuale capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, rieletto al Senato, e quella dell’attuale ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, rieletto alla Camera. Non a tutti però è andata bene: il 22 agosto, Mario Barbuto, presidente dell’Unione italiana ciechi, ha donato 20 mila euro alla Lega, ma il 25 settembre ha perso la sfida nel collegio uninominale di Palermo, in Sicilia, in cui era candidato per un seggio al Senato, sconfitto dalla candidata del Movimento 5 stelle Dolores Bevilacqua. 

Tra i finanziatori della Lega troviamo poi vari esponenti lombardi del partito, che hanno versato 5 mila euro a testa, come il consigliere regionale Massimiliano Bastoni (noto per le sue affermazioni critiche nei confronti delle persone omosessuali) e l’assessore allo Sviluppo città metropolitana, Giovani e Comunicazione della Regione Lombardia Stefano Bolognini.

I soldi delle università telematiche

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 25 settembre, la Lega ha ricevuto donazioni da 23 aziende private, per un totale di 370 mila euro. 

La donazione più ingente è arrivata da Monte finanziario Europeo Srl, che il 24 agosto ha versato 100 mila euro, l’importo massimo consentito. La visura camerale mostra che la società è di proprietà di Pietro Luigi e Martina Polidori, figli di Francesco Polidori, imprenditore noto per aver fondato la società di istruzione telematica Cepu. Da marzo 2021, Francesco Polidori è indagato per una serie di reati finanziari, tra cui bancarotta fraudolenta, legati alla gestione delle sue società. Già dal 2015, però, il marchio Cepu è gestito dai figli di Polidori tramite la società Studium Srl, a sua volta controllata da Monte finanziario europeo, il generoso finanziatore della Lega. In base alle verifiche di Pagella Politica, al momento non sono emersi nuovi dettagli dall’inchiesta a carico di Polidori.

I legami tra l’ormai ex proprietario di Cepu e la Lega sono comunque di lunga data. Nel 2011 diverse fonti stampa avevano pubblicato la notizia secondo cui l’allora consigliere regionale lombardo della Lega Nord Renzo Bossi, figlio del senatore Umberto Bossi, il fondatore del partito, si era rivolto a Cepu per avere un aiuto per superare gli esami universitari della facoltà di Economia a cui era iscritto. Secondo vari quotidiani, all’epoca il figlio di Bossi non avrebbe pagato nulla per i servizi forniti da Cepu, che gli sarebbero stati offerti gratuitamente dalla società.  

Durante la campagna elettorale, la Lega ha ricevuto una donazione anche da Orienta campus Srl, una società che offre percorsi di laurea triennali e magistrali, che il 31 agosto ha versato al partito di Salvini 40 mila euro. La visura camerale mostra che Orienta campus è di proprietà di Vincenzo e Alessandro Galantuomo, e nel sito internet ufficiale della società si legge, tra le altre cose, che Orienta campus «svolge attività di supporto all’Università Telematica Ecampus». Quest’ultima è un’altra università telematica, nata nel 2007 e con sede centrale a Novedrate, in Lombardia, alla cui fondazione ha contribuito Polidori e implicata anch’essa nell’inchiesta che coinvolge l’ormai ex proprietario di Cepu.

La Lega ha inoltre beneficiato di 50 mila euro versati da Orizzonte docenti Srl, un’altra società che promuove corsi universitari telematici.

I legami con il mondo delle sigarette elettroniche

Tra le altre aziende che hanno finanziato la campagna elettorale della Lega troviamo anche Vaporart, specializzata nel commercio di liquidi per sigarette elettroniche, che il 9 agosto ha versato 50 mila euro al partito di Salvini. Questa azienda sostiene da tempo la Lega: a febbraio 2018, in prossimità delle elezioni del 4 marzo, Vaporart aveva infatti versato 100 mila euro al partito di Salvini. Pochi mesi dopo, nell’ottobre 2018, quando Salvini era ministro dell’Interno, il primo governo Conte aveva poi approvato un decreto-legge che conteneva un condono fiscale per le aziende produttrici di liquidi per le sigarette elettroniche, come Vaporart, che stavano maturando debiti con il fisco per un’imposta non pagata. 

Al di là dei finanziamenti, i legami tra Salvini e il mondo delle sigarette elettroniche vanno ancora più indietro nel tempo. Già nel 2014 il leader della Lega aveva partecipato al cosiddetto “Svapo day”, una protesta organizzata contro l’aumento delle imposte proposto e poi approvato dal governo Renzi, e il Contratto di governo tra Lega e Movimento 5 stelle, firmato nel 2018, aveva promesso di «provvedere alla correzione dell’extra tassazione sulle sigarette elettroniche». Salvini ha continuato a difendere il settore anche dall’opposizione, e nel dicembre 2020 ha scritto su Twitter: «Il governo vuole triplicare da gennaio le tasse sullo svapo. Questi sono matti. Giù le mani dallo svapo». Il programma elettorale della Lega per le elezioni del 25 settembre non contiene però riferimenti alle sigarette elettroniche. 

Il partito di Salvini ha ricevuto poi 43 mila euro da Assotrattenimento 2007, un’associazione legata a Confindustria che rappresenta i gestori delle attività del cosiddetto “gioco lecito, come le slot machine o le scommesse. Negli ultimi anni, a livello regionale la Lega ha tentato diverse volte, per esempio in Toscana e in Piemonte, di ammorbidire o posticipare l’entrata in vigore delle norme sulle distanze minime obbligatorie che le slot machine dovrebbero mantenere da luoghi come scuole, centri giovanili o luoghi di culto. 

Altri 50 mila euro sono arrivati nelle casse della Lega da C.A. Elettrica, società di Rozzano, in provincia di Milano, specializzata nell’installazione e manutenzione di impianti elettrici.

Una curiosità

Oltre a versare donazioni al loro partito, vari esponenti della Lega hanno continuato a finanziare durante la campagna la “Lega Nord per l’indipendenza della Padania”, il partito fondato nel 1989 da Umberto Bossi, che dalle elezioni 2018 in poi non si è più presentato in nessuna tornata elettorale. 

Il partito è stato infatti sostituito, almeno a livello politico, dalla “Lega per Salvini premier”, il nome completo dell’attuale partito guidato da Salvini. Tuttavia, la Lega Nord non si è mai dissolta ufficialmente e risulta ancora iscritta al registro nazionale dei partiti: ha quindi l’obbligo di comunicare in modo trasparente i propri rendiconti annuali e le donazioni ricevute. 

Tra gli esponenti della Lega che hanno continuato a finanziare la Lega Nord ci sono, per esempio, l’attuale senatore Roberto Calderoli, che tra la fine di luglio e la fine di agosto ha donato 6 mila euro, così come il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti e il deputato Igor Giancarlo Iezzi, attuale segretario federale e commissario della Lega Nord. 

Inoltre, nel 2022 il governatore della Lombardia Fontana ha versato 3 mila euro alla Lega per Salvini premier, mentre ha donato 18 mila euro alla Lega nord lombarda.

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