Il disegno di legge di Bilancio 2027 interviene in diversi modi per recuperare risorse, tra cui vari tagli ai ministeri, ma tra tutte le misure ce n’è una peculiare: un’imposta sulle persone con una ricchezza superiore a 800 mila euro, che si configura di fatto come una patrimoniale.
L’idea che la maggioranza che sostiene il governo Meloni possa spingere per una tassa sulla ricchezza sembra in contrasto con quanto fatto finora, visto che il rifiuto di qualsiasi «patrimoniale dichiarata o mascherata» era una delle promesse contenute nel programma elettorale cui i partiti di centrodestra si sono presentati alle scorse elezioni politiche. E infatti l’obiettivo di questa nuova tassa non sarebbe tassare la ricchezza in sé, ma piuttosto contrastare la fuga dei cervelli e dei capitali verso altri Paesi: per questo motivo l’imposta si applicherebbe solo alle persone che decidono di trasferire la residenza fiscale all’estero. Tuttavia, al netto degli obiettivi, questo prelievo noto come “exit tax” per certi versi può essere considerato una sorta di piccola tassa patrimoniale.
La norma è passata in sordina in un primo momento, ma è stata commentata molto nelle ultime ore, anche all’estero, soprattutto per un articolo del Financial Times sul tema. Non sono mancate reazioni preoccupate. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, per esempio, ha commentato la notizia su X: «Giorgia Meloni distrugge con una norma populista un lavoro decennale di attrazione investimenti».
L’idea che la maggioranza che sostiene il governo Meloni possa spingere per una tassa sulla ricchezza sembra in contrasto con quanto fatto finora, visto che il rifiuto di qualsiasi «patrimoniale dichiarata o mascherata» era una delle promesse contenute nel programma elettorale cui i partiti di centrodestra si sono presentati alle scorse elezioni politiche. E infatti l’obiettivo di questa nuova tassa non sarebbe tassare la ricchezza in sé, ma piuttosto contrastare la fuga dei cervelli e dei capitali verso altri Paesi: per questo motivo l’imposta si applicherebbe solo alle persone che decidono di trasferire la residenza fiscale all’estero. Tuttavia, al netto degli obiettivi, questo prelievo noto come “exit tax” per certi versi può essere considerato una sorta di piccola tassa patrimoniale.
La norma è passata in sordina in un primo momento, ma è stata commentata molto nelle ultime ore, anche all’estero, soprattutto per un articolo del Financial Times sul tema. Non sono mancate reazioni preoccupate. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi, per esempio, ha commentato la notizia su X: «Giorgia Meloni distrugge con una norma populista un lavoro decennale di attrazione investimenti».