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Il governo era contro il gioco d’azzardo, ora lo incentiva per finanziare la manovra

Nel 2023 l’esecutivo voleva ridurre i limiti di puntata e vincita, mentre nella nuova legge di Bilancio propone di raddoppiarli per le slot machine e di aumentare le estrazioni settimanali
ANSA
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Da giorni nel dibattito politico si parla delle misure inserite dal governo nella legge di Bilancio per il 2027, il provvedimento che stabilisce le principali entrate e spese dello Stato per il prossimo anno. Tra sanità, scuola e pensioni, le novità riguardano anche il gioco d’azzardo. Il testo ufficiale non è ancora pubblicamente disponibile, ma Pagella Politica ne ha preso visione. 

L’obiettivo dichiarato dal governo è far crescere le somme giocate e, di conseguenza, anche le entrate nelle casse dello Stato. Tra le proposte c’è il raddoppio dei limiti delle puntate e delle vincite delle slot machine. Una scelta in controtendenza rispetto a tre anni fa, quando lo stesso governo aveva previsto di abbassare quei limiti per contrastare le dipendenze.

Nel mezzo c’è stata però una modifica della legge passata un po’ in sordina. Nell’estate del 2025, su iniziativa di Fratelli d’Italia e con il sostegno del governo, il Parlamento ha cambiato una sola parola nella legge che fissava gli obiettivi della riforma del settore, eliminando l’obbligo di ridurre quei limiti e lasciando aperta anche la possibilità di aumentarli.

Questa è stata proprio la direzione della nuova legge di Bilancio, che prevede anche una quinta estrazione settimanale del Lotto e del SuperEnalotto, oltre alla proroga di diverse concessioni per il gioco d’azzardo.

Limitare il gioco

Il punto di partenza è una legge dell’agosto 2023, con cui il Parlamento ha affidato al governo il compito di riformare il sistema fiscale, compreso il settore dei «giochi pubblici», cioè il gioco d’azzardo.

In particolare, l’articolo 15 prevedeva una revisione delle regole del settore, mantenendo il sistema delle concessioni statali, con cui lo Stato affida a operatori autorizzati la gestione dei giochi. Gli obiettivi erano prevenire le dipendenze, tutelare i minori, contrastare il gioco illegale e garantire le entrate dello Stato.

Ancor più nello specifico, per proteggere le persone vulnerabili, tra le misure era prevista anche la «diminuzione dei limiti di giocata e di vincita». La legge puntava poi sulla formazione degli esercenti, sul rafforzamento dei sistemi di autoesclusione, che permettono ai giocatori di bloccare il proprio accesso al gioco, e sul passaggio graduale ad apparecchi più facilmente controllabili. La legge, quindi, non aveva ancora ridotto i limiti delle puntate e delle vincite, ma stabiliva che il governo avrebbe dovuto farlo con i successivi decreti.

Così un primo passo è arrivato nel marzo 2024, quando il governo ha approvato un decreto legislativo dedicato al gioco online, introducendo nuove regole per gli operatori e misure per tutelare i giocatori dalle dipendenze. La riforma non ha riguardato le sale da gioco, le scommesse nei punti vendita e le slot machine, per cui era previsto un successivo intervento mai approvato.

Cambia una parola, cambia tutto

A soli due anni dalla legge delega, però, la maggioranza ha cambiato direzione. Nell’agosto 2025 il Parlamento ha approvato una legge che ha modificato alcuni punti della riforma fiscale del 2023, compresi quelli sul gioco d’azzardo.

La novità più significativa riguarda proprio i limiti delle puntate e delle vincite. Nell’articolo 15, la parola «diminuzione» è stata sostituita con «revisione». Una modifica apparentemente piccola, ma significativa. Da quel momento il governo non era più obbligato a ridurre quei limiti, ma poteva più in generale modificarli, eventualmente anche aumentandoli, come oggi propone infatti di fare con la legge di bilancio per il 2027.

A proporre il cambiamento è stata proprio Fratelli d’Italia. La modifica, infatti, non era presente nel testo iniziale del disegno di legge del governo, ma è stata introdotta con un emendamento della deputata Mariangela Matera, relatrice del provvedimento. Così, a giugno 2025, la Commissione Finanze della Camera ha approvato l’emendamento, che aveva ricevuto il parere favorevole del governo. Il motivo della modifica è stato spiegato durante l’esame al Senato dalla senatrice di Fratelli d’Italia Antonella Zedda. Secondo la parlamentare, sostituire la diminuzione con la revisione sarebbe servito a rendere «più elastico» il sistema dei limiti di giocata e vincita.

Più soldi per lo Stato

Ed è proprio quello che oggi il governo Meloni propone di fare. L’articolo 23 del disegno di legge di Bilancio per il 2027 prevede di raddoppiare i limiti delle slot machine tradizionali, quelle che si trovano comunemente nei bar e nelle sale da gioco. La puntata massima passerebbe da uno a due euro e la vincita massima da 100 a 200 euro.

La manovra interviene anche sulle tasse pagate dagli operatori. L’imposta sulle somme giocate salirebbe dal 24 al 25 per cento per le slot tradizionali e dall’8,6 al 9,6 per cento per le videolottery. Per incentivare il rinnovo delle slot, però, il governo propone una tassa più bassa, pari al 20 per cento, per le macchine che restituiscono ai giocatori almeno il 70 per cento delle somme giocate sotto forma di vincite. L’intenzione è anche quella di far aumentare le giocate e le entrate dello Stato. Nella relazione illustrativa della manovra, visionata da Pagella Politica, il governo spiega di voler contrastare il calo delle giocate alle slot tradizionali, e delle relative entrate fiscali, anche per evitare che i giocatori si spostino verso il gioco illegale.

Secondo le stime della relazione tecnica, nel 2029 alle slot tradizionali verrebbero giocati circa 16,8 miliardi di euro, quasi quattro miliardi in più rispetto ai 12,9 miliardi previsti senza le nuove regole. Mentre per lo Stato le modifiche alle slot e alle videolottery dovrebbero portare 334 milioni di euro di entrate aggiuntive nel 2027, che salirebbero a 456 milioni all’anno dal 2029.

Più estrazioni del Lotto

La legge di bilancio non interviene soltanto sulle slot machine. L’articolo 29 prevede anche una quinta estrazione settimanale del Lotto e del SuperEnalotto, che si terrebbe il mercoledì.

Non è la prima volta che il governo Meloni aumenta le estrazioni. Nel 2023 ne aveva introdotta una quarta, inizialmente per finanziare gli aiuti alle popolazioni colpite dalle alluvioni in Emilia-Romagna, Marche e Toscana. La misura era stata poi prorogata e resa permanente con la legge di bilancio per il 2025 (art. 1, commi 94 e 95). Anche questa nuova estrazione dovrebbe far crescere le entrate statali. Secondo la relazione tecnica al nuovo disegno di Bilancio, le somme giocate al Lotto e al SuperEnalotto aumenterebbero del 4 per cento rispetto al 2025, con 30,5 milioni di euro di entrate aggiuntive per lo Stato nel 2027 e 43,1 milioni all’anno dal 2028. 

La manovra proroga inoltre fino al 2029 le concessioni per gratta e vinci, scommesse, slot machine e bingo, permettendo agli operatori di continuare a gestire questi giochi in cambio di nuovi pagamenti allo Stato, in attesa di completare la riforma del settore.

Il cambio di rotta di Meloni

Le scelte del governo sono in contraddizione con ciò che la stessa Giorgia Meloni aveva sostenuto in passato. 

Nel 2015, quando era all’opposizione, la leader di Fratelli d’Italia criticò duramente il governo Renzi, accusandolo di voler «fare cassa con il gioco d’azzardo» senza considerare le conseguenze sociali delle dipendenze. Secondo Meloni, quelle entrate immediate avrebbero comportato «costi sociali altissimi» in futuro. Per questo chiedeva inoltre di vietare la pubblicità del gioco d’azzardo, introdurre avvertenze sui rischi e, persino, di aumentare le tasse per scoraggiare la diffusione delle slot machine.
Oggi il governo Meloni ha cambiato direzione. Pur mantenendo misure per tutelare i giocatori e contrastare il gioco illegale, nel 2025 ha abbandonato l’obiettivo di ridurre i limiti delle puntate e delle vincite, previsto due anni prima. Ora, con la legge di bilancio per il 2027, propone addirittura di raddoppiarli per le slot tradizionali. E secondo le stime dello stesso governo, le nuove regole porteranno a un aumento delle somme giocate e delle entrate nelle casse dello Stato.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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