Il 20 febbraio Fratelli d’Italia ha accusato in due post pubblicati sui social network il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini di non essere imparziale e di fare campagna per il No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Secondo il partito, questa presunta mancanza di terzietà sarebbe dimostrata dal fatto che Morosini avrebbe firmato la sentenza che ha imposto allo Stato di risarcire la ONG Sea Watch per il caso della nave bloccata in porto nel 2019, e di aver scritto un libro contro la riforma della giustizia.
In un primo post si legge: «La stessa penna che ha firmato la sentenza che condanna lo Stato a risarcire la ONG pro-migranti, ha scritto un libro contro la separazione delle carriere». In un secondo messaggio il partito ha aggiunto: «Il giudice che ha condannato lo Stato a risarcire la Sea Watch attacca il governo Meloni e gira nei salotti TV della sinistra per fare campagna per il No. Altro che terzietà, è uso politico della toga».
Abbiamo verificato queste accuse: l’attribuzione della sentenza a Morosini è infondata e il collegamento tra quella decisione e una sua presunta mancanza di imparzialità non trova riscontro nei fatti.
In un primo post si legge: «La stessa penna che ha firmato la sentenza che condanna lo Stato a risarcire la ONG pro-migranti, ha scritto un libro contro la separazione delle carriere». In un secondo messaggio il partito ha aggiunto: «Il giudice che ha condannato lo Stato a risarcire la Sea Watch attacca il governo Meloni e gira nei salotti TV della sinistra per fare campagna per il No. Altro che terzietà, è uso politico della toga».
Abbiamo verificato queste accuse: l’attribuzione della sentenza a Morosini è infondata e il collegamento tra quella decisione e una sua presunta mancanza di imparzialità non trova riscontro nei fatti.