Il 1° aprile l’ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha espulso per alcuni giorni dai lavori parlamentari 32 deputati dei partiti di opposizione, per aver impedito lo scorso 31 gennaio lo svolgimento della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista”. Oltre a non poter partecipare ai lavori dell’aula e delle commissioni, la sanzione comporterà per questi parlamentari la perdita dei rimborsi spese per il soggiorno a Roma (la cosiddetta “diaria”) per i giorni di sospensione in cui si tengono votazioni.
La proposta di legge oggetto delle proteste, che ha già raggiunto le 50 mila firme necessarie per essere presentata in Parlamento, è stata promossa da partiti e associazioni di estrema destra, come CasaPound, il Veneto Fronte Skinheads e la Rete dei Patrioti. Al centro della proposta c’è il concetto di “remigrazione”, ossia l’introduzione in Italia di politiche di espulsione su larga scala rivolte non solo ai migranti irregolari, ma anche a persone regolarmente residenti o cittadine, considerate “non assimilate”.
La conferenza stampa che si sarebbe dovuta tenere alla Camera il 31 gennaio era stata organizzata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele e aveva fatto discutere perché si sarebbe svolta alla presenza di molti esponenti del comitato sulla remigrazione, tutti rappresentanti del mondo neofascista. I partiti di opposizione, in particolare il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, avevano chiesto al presidente della Camera Lorenzo Fontana di annullare la conferenza, perché secondo loro contraria allo spirito antifascista su cui si fonda la repubblica e la Costituzione italiana. A sua volta, la Presidenza della Camera ha risposto di non poter annullare la conferenza, perché la responsabilità sulle conferenze stampa e sugli ospiti presenti ricade sui singoli deputati che le organizzano, in questo caso su Furgiuele. Il deputato però ha confermato di voler fare la conferenza, così il 31 gennaio diversi deputati del PD, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra hanno occupato la sala conferenze stampa della Camera, costringendo i vertici dell’aula ad annullare la conferenza.
La proposta di legge oggetto delle proteste, che ha già raggiunto le 50 mila firme necessarie per essere presentata in Parlamento, è stata promossa da partiti e associazioni di estrema destra, come CasaPound, il Veneto Fronte Skinheads e la Rete dei Patrioti. Al centro della proposta c’è il concetto di “remigrazione”, ossia l’introduzione in Italia di politiche di espulsione su larga scala rivolte non solo ai migranti irregolari, ma anche a persone regolarmente residenti o cittadine, considerate “non assimilate”.
La conferenza stampa che si sarebbe dovuta tenere alla Camera il 31 gennaio era stata organizzata dal deputato della Lega Domenico Furgiuele e aveva fatto discutere perché si sarebbe svolta alla presenza di molti esponenti del comitato sulla remigrazione, tutti rappresentanti del mondo neofascista. I partiti di opposizione, in particolare il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, avevano chiesto al presidente della Camera Lorenzo Fontana di annullare la conferenza, perché secondo loro contraria allo spirito antifascista su cui si fonda la repubblica e la Costituzione italiana. A sua volta, la Presidenza della Camera ha risposto di non poter annullare la conferenza, perché la responsabilità sulle conferenze stampa e sugli ospiti presenti ricade sui singoli deputati che le organizzano, in questo caso su Furgiuele. Il deputato però ha confermato di voler fare la conferenza, così il 31 gennaio diversi deputati del PD, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra hanno occupato la sala conferenze stampa della Camera, costringendo i vertici dell’aula ad annullare la conferenza.