«Il nuovo Codice della strada, entrato in vigore nel dicembre 2024, porta risultati incoraggianti». Così su X il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha commentato di recente i dati di ACI e Istat sugli incidenti del 2025, che per la prima volta dopo la pandemia segnano un numero di vittime della strada sotto quota 3 mila.
Ma mentre il ministro ne celebra gli effetti, la riforma di cui va fiero è ancora in gran parte da attuare: proprio nei giorni scorsi il Senato ha modificato di nuovo la scadenza dei decreti legislativi necessari a completarla. Se le cose dovessero rimanere tali, il termine finale per attuare la riforma sarebbe spostato a ottobre 2026, un anno dopo rispetto alle aspettative iniziali e quasi due anni dopo l’entrata in vigore della riforma.
Al netto di questo rinvio, Salvini attribuisce il merito del calo dei morti alla riforma del Codice della strada, ma al momento non ci sono studi specifici che confermino questa tesi e la riduzione dei decessi dovuti a incidenti stradali è una tendenza in corso da anni, ben prima della riforma voluta dal leader della Lega.
Ma mentre il ministro ne celebra gli effetti, la riforma di cui va fiero è ancora in gran parte da attuare: proprio nei giorni scorsi il Senato ha modificato di nuovo la scadenza dei decreti legislativi necessari a completarla. Se le cose dovessero rimanere tali, il termine finale per attuare la riforma sarebbe spostato a ottobre 2026, un anno dopo rispetto alle aspettative iniziali e quasi due anni dopo l’entrata in vigore della riforma.
Al netto di questo rinvio, Salvini attribuisce il merito del calo dei morti alla riforma del Codice della strada, ma al momento non ci sono studi specifici che confermino questa tesi e la riduzione dei decessi dovuti a incidenti stradali è una tendenza in corso da anni, ben prima della riforma voluta dal leader della Lega.