Una nuova gestione del settore, con nuove agenzie e commissioni pubbliche. Un nuovo sistema di contributi per i film, più sostegni alle produzioni indipendenti e nuove regole per la tutela dei lavoratori. Questi sono in sintesi i contenuti della riforma del cinema che la Camera è pronta ad approvare nelle prossime settimane, al ritorno dalla pausa estiva del Parlamento, ossia dal 9 settembre. Il testo della riforma è frutto dell’unione di cinque diverse proposte di legge sul tema avanzate da Partito Democratico, Fratelli d’Italia, Movimento 5 Stelle, Azione e Lega. La Commissione Cultura della Camera ha concluso l’esame del testo lo scorso 30 luglio e il 3 agosto è iniziato l’esame in aula con la discussione generale, in cui sono intervenuti i rappresentanti dei gruppi parlamentari.
La riforma arriva dopo anni di richieste da parte dei rappresentanti del settore di intervenire sulle regole del cinema italiano, in particolare sulla sua gestione, sui contributi alle produzioni cinematografiche e nell’ottica di tutelare di più i lavoratori. Dopo mesi di lavoro, a luglio il testo della riforma ha ricevuto il via libera all’unanimità da parte della commissione, con il consenso di tutte le forze politiche. «È la risposta della politica alle sollecitazioni di quanti hanno richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di intervenire in modo organico sui temi centrali del comparto», hanno commentato in quel caso il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni (Lega).
Al di là del sostegno unanime e dell’ampia portata, la strada per l’approvazione della riforma è comunque ancora lunga. Dopo l’eventuale via libera della Camera, il testo dovrà essere approvato anche dal Senato e per attuarla tutti gli effetti il governo dovrà anche adottare una serie di decreti legislativi. A questo si aggiunge il fatto che il testo della riforma è poco chiaro dal punto di vista finanziario. In breve: non è chiaro quante risorse serviranno per attuare diversi dei provvedimenti previsti, dai sostegni alle sale cinematografiche alla nuova indennità di disoccupazione per i lavoratori.
La riforma arriva dopo anni di richieste da parte dei rappresentanti del settore di intervenire sulle regole del cinema italiano, in particolare sulla sua gestione, sui contributi alle produzioni cinematografiche e nell’ottica di tutelare di più i lavoratori. Dopo mesi di lavoro, a luglio il testo della riforma ha ricevuto il via libera all’unanimità da parte della commissione, con il consenso di tutte le forze politiche. «È la risposta della politica alle sollecitazioni di quanti hanno richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di intervenire in modo organico sui temi centrali del comparto», hanno commentato in quel caso il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni (Lega).
Al di là del sostegno unanime e dell’ampia portata, la strada per l’approvazione della riforma è comunque ancora lunga. Dopo l’eventuale via libera della Camera, il testo dovrà essere approvato anche dal Senato e per attuarla tutti gli effetti il governo dovrà anche adottare una serie di decreti legislativi. A questo si aggiunge il fatto che il testo della riforma è poco chiaro dal punto di vista finanziario. In breve: non è chiaro quante risorse serviranno per attuare diversi dei provvedimenti previsti, dai sostegni alle sale cinematografiche alla nuova indennità di disoccupazione per i lavoratori.