Il Presidente del Consiglio pronuncia dinanzi ai senatori e alle senatrici della Repubblica il discorso per ottenere la fiducia (qui il resoconto stenografico dell’intera seduta) e non si lascia sfuggire l’occasione per ricordare l’impegno che avrebbe profuso nella direzione di un dialogo costruttivo con le forze politiche. Vediamo se a ragione o a torto.
Con riferimento alla prima parte della dichiarazione, si tratta di enumerare le circostanze – comprese nell’arco temporale che va dal 28 aprile 2013 (data del giuramento dinanzi al Presidente della Repubblica) al 2 ottobre, data della fiducia (in tutto, 157 giorni) – in cui Enrico Letta si presentava effettivamente alla Camera dei Deputati e al Senato, al fine di rispondere dell’operato dell’esecutivo. Ebbene, l’agenda consultabile sul sito del governo, riporta un numero pari a 15 eventi, distribuiti tra comunicazioni (4), interrogazioni a risposta immediata (2) , dibattiti (4) e questioni di fiducia (5).
Venendo ora alla seconda parte, il Premier evidenzia il merito di essersi sottoposto personalmente all’interrogazione a risposta immediata, ovverosìa all’istituto del tradizionale botta e risposta tra governo e parlamento. Le sue parole sembrano essere fondate, se si pensa che occorre retrocedere di ben 6 anni per ritrovare un precedente Presidente del Consiglio che si sottoponeva (senza, quindi, delegare il vicepresidente o il ministro competente) al cosiddetto question time (specificamente, si tratta di Romano Prodi, che così rispondeva nella seduta del 20 giugno 2007, come avevamo già detto in questa precedente analisi).
Peraltro, non si pensi che prima del citato “caso Prodi” ricorresse un utilizzo smodato dello strumento. Nella XIV legislatura (dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006) il Presidente del Consiglio non é mai intervenuto in occasione di un’interrogazione a risposta immediata (come riportato anche in questo documento del “Forum di Quaderni Costituzionali”). La situazione é stata, viceversa, nettamente migliore nel corso della XIII legislatura (dal 9 maggio 1996 al 29 maggio 2001): su un totale di 102 sedute della Camera dei Deputati dedicate al question time, 21 volte é intervenuto il Presidente del Consiglio (7 volte Prodi, 5 volte D’Alema, 9 volte Amato).
Utile accennare al fatto che la questione detiene un valore ben superiore rispetto al profilo statistico: ne va, infatti, dell’ottemperamento dei regolamenti del parlamento. Al riguardo, l’art. 135-bis, primo comma Reg. Cam., come riformato nel 1997, prevede che, nell’ambito di ciascun calendario dei lavori, sia assicurato per due volte l’intervento del Presidente o del vicepresidente del Consiglio dei Ministri con riferimento alle interrogazioni concernenti i poteri di direzione, indirizzo e coordinamento ex art. 95, primo comma Cost. Il dibattito concernente i rimedi all’inattuazione dell’istituto resta complesso e di grand attualità tra i costituzionalisti (si guardi, tra gli altri, all’approfondimento di Rivosecchi).
Un “Vero” per Enrico Letta!