Vendola sciorina una raffica di dati e possiamo anticipare che sono tutti veri. Ma analizziamoli per punti.
Partiamo dalla prima affermazione – “quest’anno ho potuto portare al 92% le erogazioni delle borse di studio”. E’ vero: come hanno riportato ampiamente i quotidiani locali (si veda per esempio qui, qui e qui) , nel 2013, il 92% degli studenti risultati idonei nelle graduatorie per le borse di studio Adisu riceverà il finanziamento. Si tratta di un incremento significativo rispetto al circa 54% dell’anno precedente, raggiunto anche attraverso fondi aggiuntivi (per 9 milioni di euro) per il diritto allo studio decisi dalla Regione, che permetteranno, così, di finanziare 12.421 su 13.503 studenti in graduatoria.
Secondo punto: l’abolizione di 5 agenzie per il diritto allo studio, sostituite da un’unica agenzia regionale. Anche questo è vero. Con la legge regionale n.18 del 28 giugno 2007, si istituiva l’Adisu – l’Agenzia per il diritto allo studio universitario di Puglia – e contestualmente si abrogavano (art. 38) le cinque strutture presenti nelle province pugliesi, chiamate Edisu (Enti, invece che Agenzie).
Ma Vendola si spinge oltre, arrivando ad elencare anche quanti erano i membri del consiglio di amministrazione di queste agenzie e l’ammontare della loro remunerazione. L’assenza di fonti dirette rende complicatissimo verificare quanto guadagnassero realmente i membri del Cda, per cui ci asteniamo dal valutare questo punto. Quanto al loro numero, Vendola sostiene fossero 90 (18 per 5 agenzie diverse) mentre un articolo su Repubblica spiega che, con la riforma, si passa da “un esercito di cento persone che ora precipita a 21 unità”, ma vi ricomprende “la pletora di cda, collegi di revisori e nuclei di valutazione”. A questi si aggiunge l’assessore Lomelo – promotore dell’iniziativa – che all’epoca spiegava che la riforma avrebbe comportato “l’abolizione di 64 posti tra revisori dei conti, nuclei di valutazione e consigli di amministrazione, con un risparmio di 2 milioni di euro”. Insomma, numeri un po’ discordanti, ma l’affermazione di Vendola sembra verosimile.
Il leader di Sel attacca poi la precedente riforma Gelmini, che a suo dire “ha tagliato 8 miliardi di euro alla scuola pubblica”. E anche in questo caso ha ragione. La legge n.133 del 2008 – un pot pourri di tutto e di più, dalla banda larga alla banca del Mezzogiorno, passando per l’internazionalizzazione delle imprese e lo sfruttamento di giacimenti di idrocarburi – contiene anche un articolo intitolato “disposizioni in materia di organizzazione scolastica” (art. 64). Al sesto comma, si legge: “devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012”. Totale: 7.832 milioni di euro, un numero approssimabile agli 8 miliardi citati da Vendola.
Ma Vendola non si ferma qui e critica anche l’esecutivo uscente, che a suo dire “taglia sul diritto allo studio”. In effetti, contestualmente alla dichiarazione, sono usciti diversi articoli (si veda ad esempio qui, qui e qui) in cui organizzazioni studentesche e sindacali attaccano il ministro Profumo per un decreto sul tema che doveva essere presentato alla Conferenza Stato-Regioni. Tuttavia più che di tagli veri e propri, le proteste degli studenti riguardavano le nuove modalità d’accesso “per aree geografiche” alle borse di studio previste dal Ministero nella prima versione del decreto (disponibile qui). Il decreto è stato successivamente modificato per venire incontro alle critiche, ma la presentazione del nuovo testo, programmata per il 21 febbraio, è prima slittata e poi saltata del tutto, per cui, al momento, non abbiamo dettagli più precisi. In ogni caso possiamo rilevare che una riduzione del “fondo di intervento integrativo da ripartire tra le Regioni per la concessione dei prestiti d’onore e l’erogazione di borse di studio” si conferma dagli importi iscritti nel bilancio di previsione per il 2012 (pag. 57) e il 2013 – passato da 170 milioni per l’anno scorso a 102 per quest’anno. Lasciando al ministro Profumo il beneficio del dubbio sul fatto, che trattandosi di previsioni, i fondi potrebbe aumentare nel corso dell’anno, possiamo dare ragione a Vendola anche su questo punto.
Una dichiarazione densa di dati ma Vendola si è fatto trovare preparato – “Vero”!