indietro

Meloni sbaglia: Fratelli d’Italia non propone più spese in difesa dal 2013

| 20 settembre 2022
La dichiarazione
«La maggiore spesa in difesa ce l’ho nel programma dal 2013»
Fonte: Quarta repubblica – Rete 4 | 19 settembre 2022
ANSA/CESARE ABBATE
ANSA/CESARE ABBATE
Verdetto sintetico
La presidente di Fratelli d’Italia sbaglia.
In breve
  • L’aumento delle spese militari è comparso per la prima volta nel programma di Fratelli d’Italia in vista delle elezioni del 2018. TWEET
  • Quelli precedenti, del 2013 e del 2014, non ne facevano menzione. TWEET
Il 19 settembre, ospite a Quarta repubblica su Rete 4, la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha rivendicato (min. 28:11) che il programma del suo partito propone una «maggiore spesa in difesa» da quasi dieci anni, ossia dal 2013.

Abbiamo verificato e le cose non stanno così.

Le spese militari nei programmi di Fratelli d’Italia

Nel suo programma elettorale, in vista delle elezioni del 25 settembre, Fratelli d’Italia sostiene la necessità di portare le spese militari dell’Italia a un valore pari al 2 per cento del Pil, per rispettare gli impegni presi da tutti i membri della Nato. Questo impegno non è comunque vincolante e per rispettarlo l’Italia dovrebbe aumentare di circa 8 miliardi di euro l’anno le proprie spese in difesa. 

L’aumento delle spese militari non è sempre stato presente nei programmi di Fratelli d’Italia, partito nato nel 2012, che ha partecipato per la prima volta alle elezioni politiche nel 2013, l’anno citato in tv da Meloni.

All’epoca, Fratelli d’Italia aveva pubblicato una serie di proposte, e non un vero e proprio programma elettorale, dove non si faceva riferimento a una maggiore spesa nel settore militare, come dichiarato da Meloni, ma al massimo la richiesta di «incrementare e formare le forze dell’ordine». In vista delle elezioni del 2013, il partito di Meloni ha poi sottoscritto un programma condiviso con la Lega e il Popolo della libertà, ossia i suoi alleati della coalizione di centrodestra, dove non compare l’aumento delle spese militari. Discorso analogo vale per il programma elettorale in vista delle elezioni europee del 2014.

La promessa di una maggiore spesa nel settore della difesa è comparsa per la prima volta nel programma elettorale in vista delle elezioni politiche del 2018, quindi cinque anni dopo rispetto all’anno indicato da Meloni. Sia il programma di Fratelli d’Italia sia quello della coalizione di centrodestra, proponevano di adeguare gli «stanziamenti per la difesa» ai «parametri medi occidentali». 

Fratelli d’Italia ha poi proposto nel 2019, in occasione delle elezioni europee, un maggiore «sostegno delle forze dell’ordine e delle forze armate per adeguarle agli standard europei».

Il verdetto

Secondo Giorgia Meloni, il programma di Fratelli d’Italia propone una «maggiore spesa in difesa» dal 2013. Abbiamo verificato e la presidente del partito sbaglia.

L’aumento delle spese militari è comparso per la prima volta nel programma di Fratelli d’Italia in vista delle elezioni del 2018. Quelli prima, del 2013 e del 2014, non ne facevano menzione.

AIUTACI A CRESCERE NEL 2024

Siamo indipendenti: non riceviamo denaro da partiti né fondi pubblici dalle autorità italiane. Per questo il contributo di chi ci sostiene è importante. Sostieni il nostro lavoro: riceverai ogni giorno una newsletter con le notizie più importanti sulla politica italiana e avrai accesso a contenuti esclusivi, come le nostre guide sui temi del momento. Il primo mese di prova è gratuito.
Scopri che cosa ottieni
Newsletter

I Soldi dell’Europa

Il lunedì, ogni due settimane
Il lunedì, le cose da sapere sugli oltre 190 miliardi di euro che l’Unione europea darà all’Italia entro il 2026.

Ultimi fact-checking

  • «Nel Parlamento europeo oggi l’Italia è venticinquesima su ventisette Paesi per influenza, eppure siamo il terzo Paese più grande e più potente in termini economici»

    20 maggio 2024
    Fonte: Agorà – Rai3
  • «Il superamento del Jobs Act era un punto fondante del programma con cui mi sono presentata alle primarie per la segreteria, oltre un anno fa, in linea con scelte anche personali fatte in passato. Vorrei ricordare che io ero in piazza con la Cgil nel 2015 contro l’abolizione dell’articolo 18»

    7 maggio 2024
    Fonte: la Repubblica
  • «Nella riforma del codice della strada c’è il cosiddetto “ergastolo della patente” e poi c’è il codice penale [...]. Nei casi gravi di reiterazione tu la patente non la puoi più vedere»

    Fonte: Cinque minuti – Rai 1