indietro

Quello che Fitto non dice sulla quarta rata del Pnrr

| 28 novembre 2023
La dichiarazione
«L’Italia è l’unico Paese in Europa ad aver avuto il via libera alla quarta rata del Pnrr»
Fonte: YouTube | 28 novembre 2023
ANSA/GIUSEPPE LAMI
ANSA/GIUSEPPE LAMI
Verdetto sintetico
Il ministro per gli Affari europei ha ragione, ma omette un’informazione importante.
In breve
  • La Commissione Ue ha dato il suo parere positivo preliminare all’erogazione della quarta rata del Pnrr: nessun altro Paese ha ottenuto questo traguardo. TWEET
  • Questo non significa però che l’Italia sia il Paese più avanti nell’attuazione del proprio Pnrr. Non tutti gli Stati membri, infatti, hanno concordato l’erogazione dei fondi europei in dieci rate. Almeno altri tre Paesi sono al nostro livello di attuazione. TWEET
Acquista Bugie al potere, il libro di Pagella Politica con il fact-checking del primo anno del governo Meloni. È disponibile anche in tutte le librerie.

Martedì 28 novembre la Commissione europea ha dato il suo via libera preliminare all’erogazione della quarta rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) italiano, che ha un valore pari a 16,5 miliardi di euro. Il ministro per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr Raffaele Fitto ha celebrato questo annuncio con una conferenza stampa, durante la quale ha detto che l’Italia è l’«unico Paese» europeo ad aver ricevuto l’approvazione per l’erogazione della quarta rata del proprio piano di ripresa nazionale.

È davvero così? Abbiamo verificato: la risposta è sì (anche se manca ancora il via libera definitivo all’erogazione della rata), ma il ministro ha comunque omesso un’informazione importante.

Le rate del Pnrr

Finora l’Italia ha ricevuto dall’Unione europea oltre 85 miliardi di euro per il Pnrr: ad agosto ha ottenuto quasi 25 miliardi di euro sotto forma di pre-finanziamento; ad aprile 2022 sono arrivati i 21 miliardi della prima rata; a novembre 2022 i 21 miliardi della seconda rata; e a ottobre 2023 i 18,5 miliardi di euro della terza rata. Se il Comitato economico e finanziario del Consiglio dell’Ue darà il suo via libera definitivo, spetterà poi alla Commissione Ue finalizzare l’erogazione dei 16,5 miliardi di euro della quarta rata, portando il totale dei soldi incassati dall’Italia a circa 102 miliardi di euro. I soldi della quarta rata certificheranno il raggiungimento dei 28 tra obiettivi e traguardi fissati per i primi sei mesi di quest’anno.

Come ha correttamente dichiarato Fitto in conferenza stampa, a oggi nessun altro Paese dell’Ue ha ottenuto il via libera all’erogazione della quarta rata del proprio piano nazionale di ripresa e resilienza. Come si può verificare sul sito ufficiale della Commissione Ue, solo la Spagna ha ricevuto i soldi della terza rata del suo Pnrr, a marzo scorso. La Grecia ha ottenuto il via libera preliminare all’erogazione della terza rata il 28 novembre, quando l’Italia ha ricevuto quello per la quarta rata. Lo stesso giorno la Commissione Ue ha espresso il parere positivo preliminare per l’erogazione della prima rata del Pnrr della Germania, il cui piano è molto più piccolo di quello italiano (circa 26 miliardi contro oltre 191 miliardi). A oggi altri quattro Paesi hanno ricevuto la seconda rata: Romania, Croazia, Portogallo e Slovacchia.

Durante la conferenza stampa, commentando la scelta della Commissione Ue, il ministro Fitto ha però omesso un’informazione importante: il fatto che l’Italia sia a buon punto con la quarta rata non significa necessariamente che è il Paese più avanti nell’attuazione del proprio Pnrr. Questo perché non tutti gli Stati membri riceveranno entro giugno 2026 i soldi dall’Ue per i loro Pnrr suddivisi in dieci rate, come ha concordato l’Italia.

La Spagna ha concordato l’erogazione dei fondi in dieci rate (all’inizio erano otto, poi sono salite dopo un nuovo accordo con l’Ue), come Belgio, Croazia, Cipro, Grecia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia; Bulgaria, Repubblica Ceca, Lituania, Polonia in nove rate; Estonia e Ungheria in sette rate; Danimarca, Finlandia, Lettonia e Malta in sei rate; Francia, Germania, Austria, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia in cinque rate. Dunque non si possono fare confronti solo sulla base del numero di rate erogate.

Sul sito ufficiale della Commissione Ue è possibile verificare lo stato di attuazione dei Pnrr dei 27 Stati membri sulla base di quanti obiettivi e traguardi previsti dai piani sono stati centrati finora. L’Italia ha raggiunto il 28 per cento dei suoi impegni, la quarta percentuale di attuazione più alta dietro a Danimarca (32 per cento), Lussemburgo (43 per cento) e Spagna (29 per cento). Subito dopo il nostro Paese c’è l’Austria (26 per cento). La percentuale italiana non conta ancora i 28 tra obiettivi e traguardi centrati con la quarta rata, ma il calcolatore della Commissione Ue dovrà essere comunque aggiornato per aumentare le scadenze complessive concordate dall’Italia, che da 527 saliranno a 614 con il via libera alla revisione del Pnrr, arrivato il 24 novembre.

In generale fare i confronti tra i Pnrr europei ha senso fino a un certo punto: non sono solo diversi i numeri di rate e gli obiettivi da centrare, ma anche le risorse messe in campo. Basti pensare che gli oltre 191 miliardi di euro del Pnrr italiano (che con l’accordo sulla revisione del piano supereranno i 194 miliardi) sono il valore più alto in termini assoluti (la Spagna è seconda) e tra i più alti se rapportati al Prodotto interno lordo (Pil). Per l’Italia stiamo parlando di una cifra pari all’11 per cento del Pil, dietro solo al 16,7 per cento della Grecia e al 12 per cento della Romania.

Il verdetto

Secondo Raffaele Fitto «l’Italia è l’unico Paese in Europa ad aver avuto il via libera alla quarta rata del Pnrr». Abbiamo verificato e il ministro per gli Affari europei ha ragione, ma omette un’informazione importante.

La Commissione Ue ha dato il suo parere positivo preliminare all’erogazione della quarta rata del Pnrr: nessun altro Paese ha ottenuto finora questo traguardo. Questo non significa però che l’Italia sia il Paese più avanti nell’attuazione del proprio Pnrr. Non tutti gli Stati membri, infatti, hanno concordato l’erogazione dei fondi europei in dieci rate. Almeno altri tre Paesi sono al nostro livello.

Acquista Bugie al potere, il libro di Pagella Politica con il fact-checking del primo anno del governo Meloni. È disponibile anche in tutte le librerie.

AIUTACI A CRESCERE NEL 2024

Siamo indipendenti: non riceviamo denaro da partiti né fondi pubblici dalle autorità italiane. Per questo il contributo di chi ci sostiene è importante. Sostieni il nostro lavoro: riceverai ogni giorno una newsletter con le notizie più importanti sulla politica italiana e avrai accesso a contenuti esclusivi, come le nostre guide sui temi del momento. Il primo mese di prova è gratuito.
Scopri che cosa ottieni
Newsletter

I Soldi dell’Europa

Il lunedì, ogni due settimane
Il lunedì, le cose da sapere sugli oltre 190 miliardi di euro che l’Unione europea darà all’Italia entro il 2026.

Ultimi fact-checking