Il 10 settembre il Senato ha approvato un emendamento del centrodestra per introdurre le preferenze nella riforma della legge elettorale, ancora in discussione. Lo stesso giorno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato sui social il risultato ottenuto dalla sua maggioranza.
«Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni», ha detto Meloni, attribuendo il merito al centrodestra di averle reintrodotte su proposta di Fratelli d’Italia. Il riferimento è alla riforma elettorale del 1993, il cosiddetto Mattarellum, dal nome di Sergio Mattarella, deputato della Democrazia Cristiana e relatore del testo, che eliminò il voto di preferenza per l’elezione della Camera, mentre al Senato già non esisteva questa possibilità.
«Le preferenze, nel voto per il Parlamento, mancavano dal 1993, cioè da quasi 35 anni», ha detto Meloni, attribuendo il merito al centrodestra di averle reintrodotte su proposta di Fratelli d’Italia. Il riferimento è alla riforma elettorale del 1993, il cosiddetto Mattarellum, dal nome di Sergio Mattarella, deputato della Democrazia Cristiana e relatore del testo, che eliminò il voto di preferenza per l’elezione della Camera, mentre al Senato già non esisteva questa possibilità.